Sabato 19 settembre alle 21.30 la storica formazione emiliana sul palco dell’Istituto Salesiano Don Bosco. Il concerto conclude la trentaseiesima edizione dopo oltre due mesi di appuntamenti tra Lanusei e Santa Maria Navarrese.
Sessantatré anni di musica e una storia che continua a trovare nel palco il proprio luogo naturale. Saranno i Nomadi a chiudere sabato 19 settembre la trentaseiesima edizione di Rocce Rosse Blues. L’appuntamento è alle 21.30 nell’area spettacoli dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Lanusei, ultima tappa di un festival cominciato il 5 luglio e sviluppatosi per tutta l’estate tra l’Ogliastra e Santa Maria Navarrese.
Il concerto arriva esattamente un anno dopo la pubblicazione di “Nomadi Live al Teatro Dal Verme”, uscito il 19 settembre 2025 e registrato nel dicembre precedente nello storico teatro milanese. Un lavoro che, a dieci anni dal precedente disco dal vivo, ha riportato al centro una dimensione essenziale nella vicenda del gruppo: l’incontro con il pubblico.
Dentro quell’album convivono pagine appartenenti a stagioni molto diverse: Noi non ci saremo, Gli aironi neri, Tutto a posto, Un pugno di sabbia, Auschwitz, Canzone per un’amica, Dio è morto, Io vagabondo e, tra i brani più recenti, Cartoline da qui. Un repertorio che permette di attraversare oltre mezzo secolo di musica senza separare la memoria dal presente.
Dal 1963 a oggi
La storia dei Nomadi comincia nel 1963 nella Bassa emiliana. Due anni più tardi arriva il primo 45 giri, Donna, la prima donna, mentre l’incontro con Francesco Guccini apre una delle fasi decisive del loro percorso. Nascono così brani come Noi non ci saremo e Dio è morto; negli anni Settanta arriverà Io vagabondo, destinata a diventare la canzone simbolo della formazione.
A legare quella stagione al presente è Beppe Carletti, fondatore e componente della formazione fin dagli esordi. Accanto a lui, nella prima lunga parte della storia del gruppo, la figura di Augusto Daolio, voce e volto dei Nomadi fino alla morte nel 1992, a quarantacinque anni. Il gruppo scelse allora di proseguire, attraversando negli anni successivi nuovi cambiamenti di formazione e continuando l’attività discografica e concertistica.
Nel 2023, in occasione dei sessant’anni di attività, è stato pubblicato “Cartoline da qui”, trentottesimo album in studio e primo lavoro di inediti dopo “Solo esseri umani” del 2021. Nello stesso anno la formazione è stata ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il sessantesimo anniversario della fondazione.
A Lanusei saliranno sul palco Beppe Carletti alle tastiere, fisarmonica e cori; Yuri Cilloni alla voce; Sergio Reggioli al violino e alla voce; Cico Falzone alle chitarre e cori; Massimo Vecchi al basso e alla voce; Domenico Inguaggiato alla batteria. Una formazione che riunisce generazioni differenti della stessa storia e continua a percorrere l’Italia con un’attività che i Nomadi indicano ancora oggi in circa novanta concerti all’anno.
L’ultima tappa di un’estate di musica
Con i Nomadi arriverà al termine un percorso iniziato il 5 luglio con I Patagarri a Santa Maria Navarrese e proseguito a Lanusei con Elio e le Storie Tese, Kevin “Sonny” Gullage and The Blues Groovers, Odd Blues Band e Colosseum.
Ad agosto Rocce Rosse Blues ha ulteriormente allargato le proprie coordinate, passando dalla comicità della Lapola al combat folk dei Modena City Ramblers, da Mauro Aresu con la Bau Bau Orchestra a Stazioni Lunari. Il versante più direttamente legato alle radici blues e rhythm and blues del festival ha trovato spazio con Dr. Feelgood e Nine Below Zero; sono poi arrivati Bandabardò e The Floyd Experience, fino al recupero del 4 settembre dell’omaggio di Banditi e Campioni a Fabrizio De André e Francesco De Gregori.
Il concerto dei Nomadi metterà dunque il punto finale a oltre due mesi nei quali la manifestazione ha attraversato repertori, generazioni e linguaggi differenti, continuando a muoversi ben oltre i confini suggeriti dal nome Rocce Rosse Blues.
Il festival è organizzato dall’Associazione culturale Rocce Rosse Blues con il contributo degli assessorati regionali del Turismo e della Pubblica istruzione e Cultura, della Fondazione di Sardegna, dei Comuni di Lanusei e Baunei e con il sostegno della Pro Loco di Baunei – Santa Maria Navarrese.
[O.M.]


