L’ultimo testo in prosa di Samuel Beckett incontra la scrittura di Trevor Bača in un lavoro per voce recitante e quartetto d’archi. Paul Griffiths e il JACK Quartet attraversano un’opera costruita sul rapporto tra memoria, silenzio e tempo, registrata a Lugano e prodotta da Manfred Eicher.
C’è un uomo seduto a un tavolo, la testa fra le mani. Si vede alzarsi e andare via. Poi torna, o forse non si è mai mosso. Il tempo procede e contemporaneamente ripassa sui propri passi, mentre immagini e parole riemergono leggermente mutate. È il territorio estremo di Stirrings Still, ultimo testo in prosa di Samuel Beckett, completato nel 1987 e pubblicato per la prima volta l’anno successivo. Trevor Bača ne ha fatto un’opera per narratore e quartetto d’archi che ECM New Series ha pubblicato il 4 settembre 2026, affidandola alla voce di Paul Griffiths e al JACK Quartet.
Non è una lettura accompagnata dalla musica e non è una trasposizione convenzionale di Beckett. Parola e quartetto seguono due traiettorie autonome. Si alternano, si interrompono, lasciano tracce l’una nell’altra. Quando Griffiths tace, ciò che ha appena pronunciato continua a lavorare nella memoria; quando gli archi si fermano e la voce ritorna, la musica modifica inevitabilmente il modo in cui quelle parole vengono ascoltate.
È il principio compositivo che Bača ha posto al centro di Stirrings Still: la musica entra negli intervalli del testo e ne dilata il tempo senza trasformarlo in libretto. Il compositore racconta di avere suddiviso le tre parti della prosa beckettiana in ventinove frammenti parlati, disponendoli all’interno di una struttura nella quale silenzi e distanze acquistano un peso paragonabile a quello delle parole e dei suoni. L’immagine utilizzata dallo stesso Bača è quella delle pietre incastonate da un gioielliere: elementi separati, collocati a distanze precise e tenuti insieme da un altro materiale.

La scelta trova una ragione profonda nella scrittura di Beckett. Stirrings Still è più vicino al monologo che al racconto e procede attraverso ritorni, ripetizioni, minime trasformazioni e oscillazioni della memoria. ECM ricorda anche quanto fosse importante la musica per lo scrittore irlandese, in particolare le canzoni e i quartetti per archi di Franz Schubert. Nella sua prosa la musicalità non è soltanto questione di suono della frase: riguarda la precisione del ritmo, la ripetizione e la costruzione formale.
Bača entra esattamente in questo spazio, evitando però di illustrare Beckett. Il quartetto non deve dire musicalmente ciò che la voce ha appena raccontato. Può avvicinarsi alla parola e subito allontanarsene, proseguire un proprio processo oppure lasciare che un termine appena pronunciato continui a risuonare durante una trasformazione strumentale. Per il compositore, parola e musica rimangono «due flussi distinti»: il rapporto nasce dalla prossimità, dalla memoria, dall’interruzione, talvolta dall’accordo e talvolta dalla resistenza.
Anche la genesi dell’opera nasce da una relazione fra letteratura, musica e interpreti. Paul Griffiths aveva incontrato Stirrings Still nel 2006 e aveva chiesto a Manfred Eicher di individuare un compositore capace di creare una musica che non invadesse il testo ma potesse esistergli accanto. Dieci anni più tardi, ascoltando il JACK Quartet provare Akasha di Bača a Harvard, Griffiths riconobbe nel compositore la voce che stava cercando. Il libretto dell’edizione ECM ricostruisce proprio questo passaggio.
Bača lavorò a Stirrings Still tra il 2016 e il 2018. Il JACK Quartet non rappresentava per lui un ensemble astratto al quale consegnare successivamente una partitura: la scrittura nacque pensando alla fisicità e alle possibilità sonore dei quattro musicisti. Christopher Otto al violino e John Pickford Richards alla viola appartengono alla formazione fin dalle origini; Austin Wulliman al violino e Jay Campbell al violoncello entrarono nel 2016. Il quartetto, fondato nel 2005, ha costruito una parte rilevante della propria attività sul repertorio contemporaneo e sperimentale e sulla collaborazione diretta con i compositori.
Bača descrive il JACK Quartet quasi come un unico organismo capace di amministrare il tempo: quattro interpreti e quattro strumenti che agiscono come un solo corpo. È una considerazione decisiva per capire questa musica. Accelerazioni, rallentamenti estremi, tremoli, variazioni della velocità dell’arco, colori e trasformazioni timbriche non funzionano come effetti isolati, ma determinano la percezione del trascorrere del tempo. Alcuni materiali provengono inoltre da precedenti lavori del compositore e vengono trasformati all’interno della nuova architettura.
La voce appartiene a Paul Griffiths, critico musicale, scrittore e librettista britannico, autore di oltre venti libri dedicati alla musica e dei libretti, tra gli altri, di What Next? di Elliott Carter, Marco Polo di Tan Dun e let me tell you di Hans Abrahamsen. Il suo rapporto con ECM precede questo progetto: nel 2003 l’etichetta aveva registrato there is still time, realizzato con la violoncellista, compositrice e improvvisatrice Frances-Marie Uitti, con Griffiths narratore del proprio testo.
In Stirrings Still la voce deve conservare la nudità della prosa. È il quartetto, negli intervalli, a modificare la percezione di ciò che rimane sospeso. Un’immagine può scomparire e ritornare; una frase può arrestarsi e lasciare alla musica uno spazio che non è una parentesi ma una prosecuzione della memoria. Bača racconta di essersi interrogato precisamente sulla durata di questi vuoti: quanto deve trascorrere perché una parola resti presente, quando una pausa genera attesa e quando costringe invece a cercare all’indietro ciò che si è ascoltato.
La struttura pubblicata da ECM è articolata in diciotto tracce, per una durata complessiva di poco superiore all’ora. Il booklet identifica l’opera come Stirrings Still (2016-18) per narratore e quartetto d’archi e riporta l’organico completo: Griffiths alla voce, Otto e Wulliman ai violini, Richards alla viola e Campbell al violoncello.
La relazione con il tempo conduce inevitabilmente al nucleo più oscuro del testo. Il narratore di Beckett si trova sulla soglia tra la vita e ciò che potrebbe esserci oltre: i ricordi inciampano, le coordinate diventano instabili, il sé sembra osservarsi dall’esterno. Nel tratto finale qualcosa viene percepito nel profondo, una frase della quale una parola continua a sfuggire. È proprio questa tensione verso qualcosa che non si riesce completamente ad afferrare che Bača riconosce come uno dei punti generatori della propria scrittura.
Verso la conclusione anche il quartetto comincia a guardare indietro. Materiali già ascoltati riaffiorano, ma il processo non assume la forma di una ricapitolazione. È piuttosto, nelle parole del compositore, un progressivo abbandono: il mondo sonoro costruito nell’arco di circa un’ora comincia a ritirarsi. Gli strumenti scompaiono e rimane nuovamente la voce. Bača ricorda di aver compreso soltanto nell’ultimo giorno di composizione la portata di quel processo di dissoluzione, fino a commuoversi mentre ascoltava mentalmente il modo in cui tutto ciò che l’opera aveva accumulato veniva infine lasciato andare.
Anche la registrazione ha richiesto di rendere fisici quegli intervalli immaginati durante gli anni della composizione. Stirrings Still è stato inciso nel maggio 2023 e nel settembre 2024 all’Auditorio Stelio Molo RSI di Lugano. Bača racconta di avere diretto durante le sessioni non le parti strumentali del JACK Quartet, ma le transizioni fra musica e parola: proprio gli spazi nei quali il tempo viene condiviso dai cinque interpreti, trattenuto per un istante nel silenzio e poi rimesso in movimento.
A produrre il disco è Manfred Eicher. Il booklet accredita inoltre Michael Rast e Lara Persia come tecnici del suono, Michael Hreiner al missaggio e la collaborazione con RSI Rete Due. 2801_booklet_Paul Griffiths, Ja… Per ECM, l’interesse di Eicher per il progetto nasce anche dalla musicalità interna alla scrittura di Beckett, qui portata in primo piano senza trasformarla in qualcos’altro.
È probabilmente questa la qualità più radicale di Stirrings Still: non tentare di spiegare Beckett attraverso la musica. Bača costruisce invece un secondo tempo accanto al tempo della parola. Il JACK Quartet lo rende materia sonora, mentre Griffiths conserva al testo la sua solitudine. Fra i due rimane uno spazio vuoto che non chiede di essere colmato. È lì che il disco trova la propria forma: nell’attesa fra ciò che è appena scomparso e ciò che ancora deve arrivare.
Samuel Beckett, Trevor Bača: Stirrings Still è uscito il 4 settembre 2026 per ECM New Series, numero di catalogo ECM 2801.
Stirrings Still su ECM Records


