Sabato 19 e domenica 20 settembre il progetto Vinti ’e Maju prolunga il programma della trentesima edizione del festival. A Palau prosegue fino all’11 ottobre anche la mostra Sguardi, dedicata a trent’anni di fotografia.
Dopo la settimana principale, Isole che Parlano prolunga il programma della sua trentesima edizione con un doppio appuntamento tra Palau e Orgosolo. Sabato 19 e domenica 20 settembre Paolo Angeli e il Tenore Murales de Orgosolo presenteranno Vinti ’e Maju, progetto che mette in relazione la chitarra sarda preparata, la voce e il canto a tenore.
I due concerti si terranno entrambi alle 18.30: sabato a Porto Faro, a Palau, e domenica in piazza Gramsci, a Orgosolo. Un passaggio dalla Gallura alla Barbagia che prosegue idealmente il percorso costruito dal festival intorno al rapporto tra ricerca contemporanea, tradizioni orali e territori.
«Questa trentesima edizione ha segnato un passaggio molto importante per Isole che Parlano: il pubblico è cresciuto in modo evidente – le presenze sono aumentate di oltre un terzo in tutti gli appuntamenti – e ha accolto con entusiasmo un programma costruito, come sempre, fuori da logiche commerciali, in dialogo profondo con il territorio e con le sue comunità», dichiarano Paolo Angeli e Nanni Angeli, direttori artistici della manifestazione.
Per i due direttori, la risposta del pubblico conferma «che si può continuare a fare cultura attraverso proposte di ricerca, mantenendo vivo un rapporto diretto e partecipe con i luoghi e con le persone».
Vinti ’e Maju, dalle radici a nuovi linguaggi
Il progetto riunisce due differenti traiettorie della musica sarda. Da una parte c’è la ricerca di Paolo Angeli, sviluppata a partire dal canto gallurese attraverso il personale lavoro sulla chitarra sarda preparata; dall’altra il Tenore Murales de Orgosolo, espressione della tradizione orale barbaricina.
Sul palco Angeli, alla chitarra sarda preparata e alla voce, incontrerà Franco Corrias, voche, Salvatore Musina e Cosimo Mueddu, mesuvohe, Maurizio Bassu, hontra, e Antonio Musina, bassu.
Pubblicato nel 2026, Vinti ’e Maju intreccia pratiche vocali, memoria, identità, consapevolezza politica e ricerca musicale. Il titolo rimanda al ritorno primaverile dei pastori nelle terre comunitarie e agli avvenimenti che attraversarono Orgosolo nel maggio del 1969, quando le rivendicazioni della comunità si incontrarono con l’onda lunga dei movimenti del Sessantotto.
È proprio nella possibilità di trasformare la memoria, anziché conservarla come elemento immobile, che Paolo e Nanni Angeli individuano uno dei fili conduttori dell’edizione: «In questi giorni abbiamo visto come la sperimentazione possa dialogare con le radici più arcaiche della musica e delle pratiche artistiche, partendo dalla memoria non per conservarla immobile, ma per trasportarla nel futuro».
Trent’anni di Isole che Parlano attraverso la fotografia
A Palau continua intanto Sguardi: 30 anni di fotografie a Isole che Parlano, progetto espositivo curato da Nanni Angeli che ricostruisce la memoria visiva del festival attraverso novantanove fotografie in bianco e nero e a colori.
La selezione comprende almeno tre immagini per ciascuna delle esposizioni presentate a Palau dal 1996 e ripercorre il ruolo che la fotografia ha assunto nella storia di Isole che Parlano: strumento di osservazione e indagine, testimonianza della memoria individuale e collettiva e spazio di riflessione sul presente.
La mostra resterà aperta fino all’11 ottobre nelle Sale Polivalenti del Cineteatro Montiggia, in via Nazionale 113 a Palau. Sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20, con ingresso gratuito. Dal 21 settembre prenderà inoltre il via Il suono dell’immagine, programma di visite guidate rivolto alle scuole del territorio.


