Arcipelago Mediterraneo torna a Cagliari: arte, migrazioni e musica per raccontare il mare delle identità

Il 29 e 30 ottobre la Fondazione Giuseppe Siotto ospita la mostra “Decoro Mediterraneo” di Eleonora Todde, un incontro sulle frontiere con Giuseppe Colasanto e Nicoletta Zannier e la performance audiovisiva “Rémanance” di Irma Toudjian e Arnaldo Pontis. Tre linguaggi per interrogare il Mediterraneo come spazio di incontro, memoria e conflitto. Ingresso gratuito.

Un mare che unisce e separa, custodisce memorie e attraversa esistenze, offre possibilità di incontro ma può diventare anche il luogo di viaggi senza ritorno. È il Mediterraneo delle contraddizioni e delle identità plurali quello che torna al centro di Arcipelago Mediterraneo, la rassegna organizzata dalla Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto di Cagliari, con la direzione artistica di Alice Deledda.

Giovedì 29 e venerdì 30 ottobre 2026 la sede della Fondazione ospiterà due giornate nelle quali arti visive, letteratura, testimonianze e sperimentazione musicale si incontreranno per esplorare il significato contemporaneo del Mare nostrum. Un percorso che si apre con Decoro Mediterraneo, mostra dell’artista e designer Eleonora Todde, prosegue con un confronto sulle migrazioni e sulle realtà di frontiera e si conclude con Rémanance, performance musicale e audiovisiva firmata da Irma Toudjian e Arnaldo Pontis.

La manifestazione, avviata nei primi mesi dell’anno, riprende così il proprio itinerario culturale attraverso un programma che mette in relazione esperienze artistiche e riflessioni sociali. L’obiettivo è considerare il Mediterraneo non come un’entità geografica uniforme, ma come uno spazio attraversato da storie, appartenenze e prospettive differenti, nel quale le relazioni tra le comunità continuano a ridefinirsi.

Eleonora Todde: un tappeto per raccontare ciò che il mare nasconde

Il primo appuntamento è fissato per giovedì 29 ottobre alle 18, con l’inaugurazione di Decoro Mediterraneo, progetto dell’artista e designer Eleonora Todde presentato per la prima volta a Cagliari.

Al centro dell’esposizione si trova un tappeto realizzato con fibre naturali e riciclate. Un oggetto che appartiene alla dimensione quotidiana e domestica, ma che nell’interpretazione dell’artista diventa uno spazio narrativo nel quale si intrecciano immagini, simboli e significati.

Tra le trame del tessuto si nascondono figure umane che non emergono immediatamente alla vista. Per individuarle è necessario avvicinarsi, modificare il punto di osservazione e dedicare tempo alla scoperta. La relazione tra opera e spettatore si costruisce proprio attraverso questo movimento, che trasforma l’osservazione in un’esperienza attiva.

«Occorre avvicinarsi, osservare, cercare. È proprio in questo gesto di scoperta che l’opera prende vita, trasformando lo spettatore da semplice osservatore a parte attiva del racconto», spiega la curatrice Alice Deledda.

La superficie del tappeto propone una riflessione sulle differenti immagini che il Mediterraneo può evocare. Lo stesso mare può essere associato alla leggerezza delle vacanze, alla dimensione del viaggio e della scoperta, oppure alla paura, alla perdita e alle tragedie delle migrazioni.

Come osserva Deledda, le figure nascoste nel tessuto possono richiamare tanto «la leggerezza di una vacanza e la spensieratezza dell’estate» quanto «la rappresentazione di un tragico viaggio senza ritorno».

È in questa ambivalenza che si sviluppa il significato dell’opera. Il decoro, tradizionalmente associato alla bellezza della superficie, diventa uno strumento per interrogare ciò che resta invisibile a uno sguardo distratto. La scelta delle fibre naturali e riciclate introduce inoltre una dimensione materiale che dialoga con la ricerca contemporanea sul design, sul riuso e sul rapporto tra oggetti e memoria.

Il progetto ha ottenuto il primo premio al Materia Design Festival di Catanzaro ed è stato presentato in manifestazioni dedicate al design, tra cui il Lake Como Design Festival e ‘O sciore cchiù felice (è ‘o sciore senza radice), a Napoli.

Eleonora Todde sviluppa una ricerca che attraversa interior design, progettazione di prodotto e arti visive. Formata all’Accademia di Belle Arti di Brera e al Politecnico di Milano, ha presentato i propri lavori in contesti espositivi tra cui la Triennale Design Museum e il Museo Poldi Pezzoli. Nella sua pratica, materiali e oggetti diventano strumenti per costruire narrazioni capaci di mettere in relazione funzione, immaginazione e sensibilità poetica.

La mostra Decoro Mediterraneo resterà aperta fino al 22 novembre, con possibilità di visita dal giovedì alla domenica, dalle 18 alle 20.

Oltrefrontiera: le migrazioni raccontate attraverso l’esperienza dei confini

Venerdì 30 ottobre, alle 18.30, la rassegna proseguirà con Oltrefrontiera, un dialogo sulle realtà al confine, incontro dedicato ai flussi migratori e alle condizioni che caratterizzano le aree di frontiera.

Protagonisti saranno Giuseppe Colasanto, vice questore della Polizia di Stato, e Nicoletta Zannier, operatrice legale impegnata nell’assistenza alle persone che richiedono protezione internazionale.

Il confronto prenderà le mosse da Oltrefrontiera, libro autobiografico di Colasanto pubblicato nel 2024 da Gaspari Editore. Attraverso esperienze maturate in differenti contesti geografici e professionali, il volume racconta il lavoro svolto lungo le frontiere e nei territori attraversati dalle migrazioni.

Da Lampedusa a Ventimiglia, dai Balcani alla Libia, fino alle esperienze in Albania, Kosovo, Ucraina e a Trieste, il percorso dell’autore attraversa luoghi nei quali il confine assume significati differenti: linea di separazione tra Stati, spazio di controllo, luogo di transito, ma anche punto di incontro tra persone, istituzioni e organizzazioni impegnate nella gestione di situazioni complesse.

Colasanto ha prestato servizio nella Polizia di frontiera e partecipato a missioni internazionali sotto l’egida dell’Unione europea, operando in contesti di ricostruzione istituzionale e cooperazione. Secondo la biografia diffusa dagli organizzatori, svolge attualmente un incarico presso l’International Centre for Migration Policy Development, con sede ad Amman, in Giordania, occupandosi di gestione delle frontiere e collaborazione con le autorità competenti di Giordania e Libano.

Accanto alla sua testimonianza, il contributo di Nicoletta Zannier offrirà la prospettiva di chi lavora nell’assistenza legale alle persone migranti e nell’accesso alle procedure di protezione internazionale.

Laureata in Governance delle Emergenze, Zannier opera da oltre dieci anni nel settore delle migrazioni e ha collaborato con istituzioni italiane ed europee, occupandosi di accoglienza, procedure di asilo e individuazione delle situazioni di vulnerabilità.

Il dialogo tra le due esperienze professionali permetterà di affrontare il tema delle frontiere da punti di osservazione differenti, mettendo in relazione le responsabilità istituzionali, le procedure amministrative e giuridiche e le vicende delle persone che attraversano i confini.

L’incontro, realizzato in collaborazione con Gaspari Editore, si inserisce nel percorso di Arcipelago Mediterraneo attraverso una riflessione sul rapporto tra geografia e condizione umana. Dietro le rappresentazioni dei flussi migratori emergono infatti esperienze individuali, storie familiari e percorsi segnati da scelte, necessità e circostanze differenti.

Rémanance: la memoria diventa suono e immagine

A seguire, la serata del 30 ottobre si concluderà con Rémanance, performance musicale e audiovisiva di Irma Toudjian e Arnaldo Pontis, accompagnata da una videoinstallazione concepita appositamente per la rassegna.

Il titolo richiama il concetto di rémanence, termine francese che indica la persistenza di un effetto anche dopo la scomparsa della causa che lo ha prodotto. Una traccia che continua a esistere quando l’evento originario è terminato.

«La rémanence è memoria, traccia e residuo, tutto ciò che permane dopo che un evento, una luce, un suono o un ricordo cessano», si legge nella presentazione del progetto.

La performance tradurrà questa idea in un dialogo tra musica e immagini, affrontando attraverso il linguaggio artistico il tema della permanenza della memoria. Un concetto che si collega al percorso della rassegna, nel quale il Mediterraneo viene considerato anche come un luogo di stratificazioni storiche, culturali e personali.

Irma Toudjian, pianista e compositrice di origine armena nata in Libano, ha perfezionato la propria formazione musicale a Parigi, presso l’École Normale de Musique Alfred Cortot. Nel corso della sua attività ha ideato iniziative culturali tra Cagliari e Parigi, tra cui Le Salon de Musique, Racconti d’Armenia e Les Arts Florissants de la Sardaigne.

Arnaldo Pontis, musicista elettronico e informatico, lavora da oltre trent’anni nell’ambito delle nuove tecnologie applicate alla produzione artistica. La sua ricerca attraversa musica elettronica, sperimentazione audiovisiva, poesia e computer art. Dal 1993 collabora inoltre alla rivista di poesia Erbafoglio, fondata a Cagliari nel 1987.

La collaborazione tra Toudjian e Pontis, avviata nel 2007, ha dato vita anche a progetti di sonorizzazione di film del regista armeno Artavazd Peleshyan, presentati in contesti internazionali in occasione delle commemorazioni del centenario del genocidio armeno.

Con Rémanance, i due artisti tornano a confrontarsi con il rapporto tra suono, immagine e memoria, proponendo una dimensione espressiva differente rispetto alla mostra e all’incontro pubblico, ma collegata alla stessa riflessione sulle tracce che gli eventi lasciano nelle persone e nelle comunità.

Un Mediterraneo da osservare attraverso linguaggi differenti

La seconda parte di Arcipelago Mediterraneo conferma l’impostazione interdisciplinare della manifestazione, costruita attorno all’incontro tra pratiche artistiche e testimonianze.

Il tappeto di Eleonora Todde invita a cercare ciò che rimane nascosto dietro una superficie apparentemente familiare. Il dialogo con Giuseppe Colasanto e Nicoletta Zannier porta l’attenzione sulle esperienze concrete delle frontiere e sulle persone che le attraversano. La performance di Irma Toudjian e Arnaldo Pontis si concentra invece sulla persistenza delle tracce, dei ricordi e delle immagini.

Tre prospettive che affrontano, con strumenti differenti, il rapporto tra visibilità e invisibilità, appartenenza e attraversamento, memoria individuale e storia collettiva.

Il Mediterraneo emerge così non soltanto come spazio geografico, ma come luogo nel quale si incontrano questioni che riguardano l’identità, la mobilità, la responsabilità e la possibilità di riconoscere esperienze diverse dalla propria.

Informazioni e orari

Gli appuntamenti di Arcipelago Mediterraneo si svolgeranno nella sede della Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto di Cagliari.

Giovedì 29 ottobre, alle 18, è prevista l’inaugurazione della mostra Decoro Mediterraneo di Eleonora Todde. L’esposizione sarà visitabile fino al 22 novembre, dal giovedì alla domenica, dalle 18 alle 20.

Venerdì 30 ottobre, alle 18.30, si terrà l’incontro Oltrefrontiera, un dialogo sulle realtà al confine, con Giuseppe Colasanto e Nicoletta Zannier. Seguirà la performance Rémanance di Irma Toudjian e Arnaldo Pontis.

L’ingresso è libero e gratuito. Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo fgsiotto@gmail.com.

La rassegna è realizzata con il contributo della Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura, dell’Assessorato alla Pubblica istruzione della Regione Autonoma della Sardegna, del Servizio Cultura del Comune di Cagliari e della Fondazione di Sardegna.

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