Dal 5 al 10 novembre la XIX edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione ScienzaSocietàScienza. Il tema “Visioni” mette al centro il rapporto tra intuizione e metodo scientifico. Circa 110 ospiti e 115 appuntamenti tra conferenze, libri, esperienze interattive e divulgazione. Il 10 novembre il Premio Donna di Scienza, poi il Festival prosegue in altri territori della Sardegna.
Ogni scoperta scientifica comincia con una domanda, ma talvolta è la capacità di immaginare ciò che ancora non si riesce a osservare a indicare una strada nuova. Un’intuizione che nasce dallo studio e dall’esperienza, prende forma attraverso il ragionamento e deve infine confrontarsi con la verifica sperimentale. È a questo rapporto tra immaginazione e conoscenza che si ispira “Visioni”, il tema della XIX edizione del Cagliari FestivalScienza, in programma dal 5 al 10 novembre 2026.
Organizzata dall’Associazione ScienzaSocietàScienza, la manifestazione propone sei giornate di conferenze, presentazioni editoriali, laboratori e incontri con ricercatori, studiosi e divulgatori. Il programma, che avrà il suo centro principale all’EXMA, coinvolgerà diversi luoghi di Cagliari e si rivolgerà alle scuole, agli studenti, alle famiglie e al pubblico di tutte le età.
Il filo conduttore scelto per il 2026 invita a riflettere sul ruolo delle intuizioni nella storia della scienza, senza separarle dal metodo che permette di trasformare un’ipotesi in conoscenza verificabile. Dai primi strumenti ottici alle tecnologie contemporanee, la ricerca ha continuamente ampliato le possibilità di osservare fenomeni prima invisibili, modificando il modo in cui comprendiamo la natura e l’universo.
Da Galileo alle onde gravitazionali: le conferenze inaugurali
L’apertura del Festival è prevista giovedì 5 novembre a Palazzo Regio, con due conferenze che metteranno in relazione la storia della scienza e le sue prospettive future.
Michele Camerota, già docente di Storia delle scienze e delle tecniche all’Università di Cagliari e studioso dell’opera di Galileo Galilei, interverrà sul tema La Rivoluzione scientifica e il mutamento del concetto di “visione”. L’incontro ripercorrerà la trasformazione del modo di osservare e interpretare i fenomeni naturali che accompagnò la nascita della scienza moderna.
A seguire, Pia Astone, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, terrà la conferenza Dieci anni di onde gravitazionali: scoperte, sfide aperte e le prospettive del rivelatore Einstein Telescope. Un’occasione per approfondire i risultati raggiunti dall’astronomia gravitazionale e le possibilità offerte dai futuri strumenti di osservazione.
Le due conferenze inaugurali rappresentano altrettante prospettive sul tema dell’edizione: da una parte il cambiamento del concetto stesso di osservazione scientifica, dall’altra lo sviluppo di tecnologie capaci di rilevare fenomeni che sfuggono alla percezione diretta.
Circa 115 appuntamenti tra scienza, libri e laboratori
Dal 5 al 10 novembre il programma si svilupperà soprattutto negli spazi dell’EXMA, con attività che attraversano numerosi ambiti della conoscenza: matematica, fisica, chimica, astronomia, scienze naturali, ambiente, tecnologia e rapporti tra scienza e società.
Secondo le stime diffuse dagli organizzatori, saranno circa 110 gli ospiti, tra relatori, autori e curatori dei laboratori, per un totale indicativo di 115 appuntamenti nell’arco delle sei giornate.
Accanto alle conferenze, un ruolo importante sarà affidato alle attività pratiche e ai laboratori interattivi, pensati per favorire un rapporto diretto con i fenomeni scientifici e rendere accessibili anche argomenti complessi. L’obiettivo è affiancare alla divulgazione tradizionale occasioni di sperimentazione, osservazione e confronto.
Tra gli ospiti delle presentazioni editoriali figurano Paola Dubini, dell’Università Bocconi, Susanna Mattiangeli, Daniele Gouthier, Paolo Alessandrini e Gabriella Bernardi. La domenica sarà dedicata anche a una tavola rotonda, mentre ulteriori incontri e attività si svolgeranno in biblioteche, musei e spazi culturali cittadini.
La geografia del Festival comprende, oltre all’EXMA e a Palazzo Regio, la Biblioteca Universitaria, la Biblioteca Emilio Lussu nel Parco di Monte Claro, la Biblioteca Metropolitana Ragazzi e la Fondazione di Sardegna, che ospiterà anche appuntamenti dedicati alla cultura e alla lingua sarda. Sono inoltre previste attività che coinvolgeranno Tuvixeddu e il Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, ampliando il percorso della manifestazione agli spazi di interesse storico e naturalistico della città.
Premio Donna di Scienza: il 10 novembre la cerimonia conclusiva
Uno dei momenti centrali della XIX edizione sarà la cerimonia del Premio Donna di Scienza, in programma martedì 10 novembre, dalle 16 alle 19, nella Sala Conferenze della Fondazione di Sardegna.
Il riconoscimento valorizza il contributo delle donne alla ricerca, alla produzione scientifica e alla diffusione della conoscenza, dando visibilità a percorsi professionali e generazionali differenti.
La cerimonia si aprirà con i saluti e la proiezione del video Premio Donna di Scienza: storia e protagoniste, dedicato alle precedenti edizioni e alle figure che ne hanno segnato il percorso.
Alle 16.45 interverrà Francesca Dordei, vincitrice del Premio Donna di Scienza Giovani nel 2021, con la conferenza Rendere visibile l’invisibile: dalle donne nella scienza alla fisica delle particelle. Il suo intervento collegherà il tema della visibilità femminile nella ricerca alle frontiere della fisica contemporanea, richiamando direttamente il filo conduttore di “Visioni”.
Alle 17.45 si svolgeranno le premiazioni nelle categorie Premio Speciale della Giuria, Premio Donna di Scienza, Premio Donna di Scienza Giovane e Premio Donna di Scienza nella Scuola, insieme all’assegnazione delle menzioni speciali.
L’appuntamento offrirà anche l’occasione per riflettere sull’importanza dei modelli femminili nella ricerca e sulla necessità di riconoscere competenze e risultati scientifici nei diversi contesti, dalle università ai laboratori fino alla scuola.
La chiusura ufficiale del Festival è prevista alle 19.15.
Dopo Cagliari, il Festival attraversa la Sardegna
La manifestazione non si esaurirà con le sei giornate cagliaritane. Anche quest’anno il FestivalScienza proseguirà in diversi territori dell’Isola, con l’obiettivo di ampliare le opportunità di incontro tra ricerca, scuola e cittadinanza.
Il calendario prevede una tappa a Nuoro il 12 e 13 novembre, seguita da Oristano il 17 e 18 novembre. Dal 19 al 21 novembre le attività raggiungeranno il territorio del Sarcidano-Trexenta, mentre dal 25 al 27 novembre sarà la volta di Iglesias.
La diffusione territoriale costituisce uno degli aspetti significativi del progetto, che affianca alla programmazione nel capoluogo una rete di iniziative rivolte a comunità e istituzioni scolastiche di altre aree della Sardegna.
Una rete di istituzioni per la divulgazione scientifica
La XIX edizione del Cagliari FestivalScienza è organizzata dall’Associazione ScienzaSocietàScienza con il patrocinio della Commissione nazionale italiana per l’UNESCO, della Regione Autonoma della Sardegna, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, della Città Metropolitana, dell’Università degli Studi di Cagliari, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Fondazione di Sardegna.
Il Festival conferma così una formula che affianca la divulgazione scientifica al coinvolgimento delle scuole e alla partecipazione del pubblico, proponendo la conoscenza come un processo aperto, nel quale immaginazione e rigore scientifico concorrono alla comprensione della realtà.
Il programma dettagliato, con sedi, orari e modalità di partecipazione ai singoli appuntamenti, è disponibile sul sito ufficiale www.festivalscienzacagliari.it.


