Il 12 agosto la quinta giornata del festival attraversa Bortigiadas, Banari e Berchidda. In piazza del Popolo Matilde Gori apre la serata prima del trombettista norvegese, protagonista con l’opera che ha ridefinito l’incontro tra jazz ed elettronica.
Una giornata nel segno della tromba, declinata attraverso generazioni e linguaggi differenti. Time in Jazz arriva mercoledì 12 agosto alla quinta giornata della sua trentanovesima edizione con un itinerario che da Bortigiadas raggiunge Banari e infine Berchidda, dove la sera il palco di piazza del Popolo ospiterà prima il trio della giovane Matilde Gori e poi uno degli appuntamenti più attesi del festival: il ritorno di Nils Petter Molvær con Khmer, a trent’anni dalla nascita di un progetto diventato un riferimento nell’incontro tra jazz ed elettronica.
La giornata comincia alle 11 nella chiesa campestre della Santissima Trinità di Bortigiadas con “Nica’s Dream. I musicisti di jazz e i loro tre desideri”, progetto che unisce la tromba e l’elettronica di Giorgio Li Calzi alla voce narrante, agli oggetti sonori e alla presenza scenica di Valerio Corzani.
Al centro del racconto c’è Pannonica de Koenigswarter, la baronessa europea che nella New York del Novecento divenne mecenate e figura di riferimento per musicisti come Thelonious Monk, Charlie Parker, Art Blakey, Charles Mingus e Mary Lou Williams. Li Calzi e Corzani ne ripercorrono la storia prendendo spunto dal libro I musicisti di jazz e i loro tre desideri.
Alle 18 il viaggio si sposta a Sa Caminera, a Banari, con il Quartetto Atlantis guidato dal trombettista Francesco Lento, insieme a Paolo Corda alla chitarra, Lorenzo Agus al contrabbasso e Jacopo Careddu alla batteria. Atlantide. Il soffio, il suono, il mare, produzione originale di Insulae Lab, nasce dalla ricerca di un’identità musicale non riconducibile a un genere preciso: tradizione afroamericana, jazz, free, metal, bossa nova e samba confluiscono in un linguaggio modellato dalle esperienze e dalle radici calabro-sarde di Lento.
A Berchidda la tromba di Matilde Gori
Il programma serale torna nel cuore di Berchidda. Dopo la street parade della Bandakadabra, alle 20 il Bar KataLeya ospiterà per FestivalBar Gold Mass, artista e producer italiana che mette in relazione elettronica minimale, ricerca sonora e dimensione visiva.
Alle 21.15 si accendono invece le luci sul palco centrale di piazza del Popolo. Prima del suo concerto, Matilde Gori riceverà il Premio Biorepack, riconoscimento assegnato all’artista più visionario presente al festival nell’ambito della collaborazione tra Time in Jazz e il consorzio nazionale per il riciclo delle bioplastiche compostabili.
Classe 2001 e diplomata con lode al Conservatorio di Livorno, la trombettista ha proseguito la propria formazione jazzistica alla Siena Jazz University con musicisti come Alex Sipiagin e Ralph Alessi. A Berchidda sarà affiancata da Alain Pattitoni alla chitarra e Nicola Muresu al contrabbasso, con un repertorio che alterna composizioni originali e standard riletti attraverso influenze del modern mainstream e del jazz contemporaneo europeo.
Nils Petter Molvær e il ritorno di “Khmer”
Alle 23 il testimone passerà a Nils Petter Molvær, figura centrale della scena musicale scandinava e tra i musicisti che più profondamente hanno contribuito a modificare il rapporto tra improvvisazione jazz e cultura elettronica.
A Time in Jazz il trombettista norvegese riporta sul palco “Khmer”, il progetto nato nel 1996 come suite con il titolo Labyrinth e diventato l’anno successivo il suo album d’esordio per ECM. Un disco che avrebbe superato le 250mila copie vendute nel mondo, contribuendo a ridisegnare il paesaggio del jazz europeo degli anni Novanta.
Dentro Khmer convivono mondi che all’epoca raramente trovavano spazio nello stesso linguaggio: improvvisazione, trip-hop, drum’n’bass, ambient, techno, campionamenti e pulsazioni urbane. Sopra questa struttura elettronica e ritmica emerge la tromba lirica e rarefatta di Molvær, capace di costruire paesaggi sonori sospesi tra la dimensione contemplativa del jazz nordico e l’energia della cultura metropolitana.
A Berchidda ritroverà due musicisti già presenti nel progetto originale, il chitarrista Eivind Aarset e il batterista Rune Arnesen. Con loro ci saranno Jan Bang al live sampling, DJ Strangefruit ai piatti, Audun Erlien al basso e Per Lindvall alla batteria, insieme al sound designer Sven Persson e al light designer Tord Knudsen.
A trent’anni dalla sua genesi, Khmer torna così non come semplice celebrazione di un disco storico, ma come verifica della sua attualità. Quell’incontro tra strumenti acustici, tecnologia e improvvisazione che alla metà degli anni Novanta appariva radicale è diventato parte integrante di molta musica contemporanea. Molvær continua però a trattarlo come materia viva, attraversando generi e tecnologie senza trasformare il proprio linguaggio in una formula.
Dopo il concerto, la notte di Time in Jazz continuerà con Time After Time: l’organetto di Pierpaolo Vacca incontrerà WhiteFang, progetto di Luca Cadeddu Palmas con Fabio Bruno al basso e Alessandro Di Felice alla batteria.
La quinta giornata comprenderà anche gli appuntamenti di Time to Children, con laboratori e attività dedicati ai più giovani, e un nuovo incontro di Time to Read: alle 19, nei giardini della Casara, lo scrittore Salvatore Niffoi presenterà il nuovo romanzo Lo spiedo e la rosa, pubblicato da La Nave di Teseo.
Il programma proseguirà giovedì 13 agosto con un’altra giornata particolarmente densa: Markus Stockhausen e Alireza Mortazavi saranno protagonisti al mattino nella basilica di San Simplicio a Olbia, mentre nel pomeriggio Raffaele Casarano e Ferenc Snétberger suoneranno a Oschiri. La sera Berchidda ospiterà Bugge Wesseltoft e Apparat sul palco di piazza del Popolo.



