Giovedì 5 e lunedì 9 novembre, alle 18, la rassegna “Il lavoro, la terra, il potere” propone “L’ultimo pizzaiolo” di Sergio Naitza e “Goodbye, Dragon Inn” di Tsai Ming-liang. Due opere dedicate alla trasformazione dei luoghi della cultura e all’esperienza collettiva della visione cinematografica. Ingresso gratuito.
Che cosa scompare quando chiude una sala cinematografica? Non soltanto uno schermo, una platea o un luogo di intrattenimento, ma anche un patrimonio di gesti, professioni, relazioni e abitudini collettive. È intorno a questa domanda che si sviluppano i prossimi due appuntamenti della rassegna “Il lavoro, la terra, il potere”, organizzata dalla Settima Arte con la direzione artistica di Antonello Zanda, in programma al Cinema Greenwich d’Essai di Cagliari.
Giovedì 5 e lunedì 9 novembre 2026, alle 18, saranno proiettati due film che affrontano da prospettive differenti il rapporto tra cinema, memoria e trasformazioni sociali: L’ultimo pizzaiolo (2019) del regista sardo Sergio Naitza e Goodbye, Dragon Inn (2003) del cineasta taiwanese Tsai Ming-liang.
Il primo ricostruisce il mondo dei proiezionisti che hanno accompagnato la storia delle sale cinematografiche sarde prima della diffusione del digitale. Il secondo racconta l’ultima serata di un cinema di Taipei, trasformando la chiusura di una sala in una riflessione sul tempo, sulla solitudine e sul significato della visione condivisa.
Due opere molto diverse per linguaggio e costruzione narrativa, accomunate dall’attenzione per ciò che il cambiamento tecnologico e sociale rischia di cancellare: non soltanto gli edifici e le attrezzature, ma anche le esperienze umane che hanno dato loro significato.
Sergio Naitza e L’ultimo pizzaiolo: quando il cinema era anche un mestiere artigiano
Il primo appuntamento è previsto giovedì 5 novembre alle 18, con un incontro con Sergio Naitza, giornalista, critico cinematografico e documentarista, seguito dalla proiezione di L’ultimo pizzaiolo, film del 2019 con musiche originali di Arnaldo Pontis.
Il documentario è dedicato a una figura fondamentale nella storia dell’esercizio cinematografico: il proiezionista, l’operatore che per decenni ha garantito il funzionamento delle macchine e la corretta proiezione dei film nelle sale.
Il titolo richiama il soprannome con il quale questi professionisti venivano indicati nel gergo del mestiere. Le grandi bobine di pellicola, chiamate comunemente pizze, dovevano essere preparate, montate e maneggiate con precisione, secondo procedure che richiedevano esperienza e conoscenza delle apparecchiature.
Prima dell’affermazione della proiezione digitale, il lavoro in cabina comprendeva operazioni manuali e competenze tecniche indispensabili per assicurare la continuità dello spettacolo. Il proiezionista interveniva su pellicole, macchinari e sistemi di proiezione, svolgendo un’attività che il pubblico difficilmente poteva osservare direttamente.
Attraverso testimonianze e ricordi di operatori che hanno lavorato nelle sale della Sardegna, Naitza ricostruisce un universo professionale fatto di gesti ripetuti, materiali, strumenti e conoscenze tramandate attraverso la pratica.
Le bobine, i manifesti, gli schermi, le poltroncine e le cabine di proiezione diventano elementi di una memoria che riguarda non soltanto la storia della tecnologia cinematografica, ma anche quella dei luoghi di socialità.
Il passaggio dalla pellicola al digitale ha modificato profondamente le modalità di distribuzione e proiezione dei film, riducendo o trasformando molte delle mansioni che avevano caratterizzato il lavoro dei proiezionisti.
L’ultimo pizzaiolo si concentra proprio su questa trasformazione, affidando alle testimonianze dei protagonisti il racconto di una professione che ha attraversato una parte importante della storia del cinema.
L’incontro con Sergio Naitza offrirà l’occasione per approfondire il lavoro di ricerca e documentazione alla base del film, in una serata che mette al centro il valore della memoria professionale e delle esperienze individuali.
Goodbye, Dragon Inn: l’ultima proiezione di un cinema a Taipei
Lunedì 9 novembre alle 18, la rassegna proseguirà con Goodbye, Dragon Inn (Bu san, 2003), film del regista taiwanese Tsai Ming-liang, introdotto da Daniela Stara.
La vicenda è ambientata nel Fu-Ho, uno storico cinema di Taipei che si prepara alla chiusura definitiva. Nella sala, ormai prossima a interrompere la propria attività, viene proiettato Dragon Inn, film del 1967 diretto da King Hu, uno dei riferimenti del cinema di arti marziali.
Mentre sullo schermo scorrono le immagini del film, negli spazi del cinema si muovono pochi spettatori e altre presenze che sembrano appartenere a un tempo sospeso.
I corridoi, la platea, le scale e gli ambienti di servizio diventano parte integrante della narrazione. La sala non è semplicemente lo sfondo degli avvenimenti, ma il vero centro emotivo del racconto.
Tsai Ming-liang costruisce il film attraverso una regia essenziale, caratterizzata da inquadrature fisse, lunghe durate, silenzi e dialoghi ridotti al minimo. Il movimento dei corpi nello spazio e i rumori dell’ambiente assumono un’importanza che sostituisce spesso quella della parola.
La macchina da presa osserva gesti apparentemente ordinari, attese e incontri mancati, lasciando emergere progressivamente il senso di un luogo destinato a scomparire.
In questa costruzione formale, il cinema diventa anche uno spazio della memoria. Le immagini di Dragon Inn, proiettate davanti a un pubblico sempre più rarefatto, richiamano un’altra epoca della storia cinematografica, mentre l’edificio che le ospita si avvicina alla propria fine.
Il film riflette così sulla trasformazione delle modalità di fruizione del cinema e sulla progressiva perdita di alcuni luoghi nei quali la visione era un’esperienza collettiva.
La malinconia che attraversa il racconto convive con momenti di sottile ironia e con una particolare attenzione alla dimensione fisica degli spazi, caratteristica del linguaggio cinematografico di Tsai Ming-liang.
Due film, una riflessione sul futuro delle sale cinematografiche
L’accostamento tra L’ultimo pizzaiolo e Goodbye, Dragon Inn permette di osservare due aspetti complementari della trasformazione dell’esperienza cinematografica.
Il documentario di Sergio Naitza guarda alle persone che hanno reso possibile la proiezione dei film, restituendo visibilità a un mestiere rimasto per lungo tempo nascosto dietro lo schermo. L’opera di Tsai Ming-liang concentra invece l’attenzione sul luogo stesso della visione, raccontandone l’ultima serata attraverso i gesti e le presenze di chi ancora lo attraversa.
Da una parte emerge la memoria del lavoro, dall’altra quella dello spazio. In entrambi i casi, il cinema viene considerato non soltanto come produzione artistica, ma anche come insieme di pratiche sociali, competenze e relazioni.
La diffusione delle tecnologie digitali ha trasformato radicalmente la filiera cinematografica, dalla produzione alla distribuzione fino alle modalità di accesso ai film. Allo stesso tempo, le sale continuano a confrontarsi con cambiamenti nelle abitudini del pubblico e nelle forme di consumo audiovisivo.
I due appuntamenti del Greenwich propongono di affrontare queste questioni attraverso il linguaggio del cinema stesso, utilizzando il documentario e la finzione come strumenti per interrogare il passato e il presente.
La scelta delle opere si inserisce nel tema generale della rassegna “Il lavoro, la terra, il potere”, che in queste due giornate concentra l’attenzione sul rapporto tra lavoro culturale, trasformazione tecnologica e memoria dei luoghi.
La rassegna al Greenwich d’Essai
La rassegna “Il lavoro, la terra, il potere” è organizzata dalla Settima Arte S.r.l., sotto la direzione artistica di Antonello Zanda, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e in collaborazione con la Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari e l’Associazione Amicizia Sardegna Palestina.
I due appuntamenti si terranno al Cinema Greenwich d’Essai di Cagliari, con ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.
Giovedì 5 novembre 2026, ore 18: incontro con Sergio Naitza e proiezione di L’ultimo pizzaiolo (2019), con musiche originali di Arnaldo Pontis.
Lunedì 9 novembre 2026, ore 18: proiezione di Goodbye, Dragon Inn (Bu san, 2003) di Tsai Ming-liang, con introduzione di Daniela Stara.
Due occasioni per tornare in sala e riflettere, attraverso le immagini, sul valore culturale e sociale dei luoghi nei quali il cinema continua a essere un’esperienza condivisa.


