Pazza Idea 2026, quattro workshop per esplorare le Geografie Umane tra letteratura, arte e cultura digitale

La XV edizione del festival presenta i laboratori del 20 e 21 novembre: dal social reading dedicato a Cesare Pavese alle pedagogie critiche e alle pratiche di resistenza, dalla satira illustrata alle trasformazioni del giornalismo culturale. Incontri gratuiti con Pierluigi Vaccaneo, Lavinia Bianchi, Fabio Magnasciutti, Jolanda Di Virgilio e Antonio Prudenzano. Iscrizioni entro il 18 novembre.

Come cambiano le nostre modalità di leggere, raccontare e interpretare il mondo? Quale ruolo possono avere la letteratura, l’illustrazione e le nuove tecnologie nella costruzione di uno sguardo critico sulla contemporaneità? E in che modo la memoria, le esperienze individuali e le pratiche culturali contribuiscono a definire le geografie umane del presente? Sono alcune delle domande che attraversano i quattro workshop della XV edizione di Pazza Idea, il festival che torna a proporre un percorso di approfondimento e sperimentazione accanto agli incontri dedicati alla cultura contemporanea.

Il programma dei laboratori, annunciato in anteprima dall’organizzazione, si svilupperà venerdì 20 e sabato 21 novembre 2026, coinvolgendo cinque ospiti provenienti da ambiti differenti: Pierluigi Vaccaneo, Lavinia Bianchi, Fabio Magnasciutti, Jolanda Di Virgilio e Antonio Prudenzano. Quattro occasioni per confrontarsi con la lettura condivisa, l’educazione critica, i linguaggi della satira e l’evoluzione dell’informazione culturale nell’ecosistema digitale.

Il filo conduttore è quello delle Geografie Umane, tema scelto per l’edizione 2026. Una prospettiva che invita a considerare i territori non soltanto come luoghi fisici, ma anche come spazi di relazione, memoria, identità e produzione culturale. I workshop traducono questa riflessione in esperienze partecipative, nelle quali il pubblico è chiamato a intervenire, sperimentare strumenti e confrontare punti di vista.

Cesare Pavese e il social reading: leggere insieme nell’era digitale

Il primo appuntamento, venerdì 20 novembre dalle 10 alle 12, sarà dedicato a Cesare Pavese e alle possibilità offerte dalla lettura condivisa. A condurre Il paese di Cesare Pavese: geografie umane e letterarie sarà Pierluigi Vaccaneo, con un laboratorio di social reading applicato alla didattica.

Al centro dell’incontro ci sarà La luna e i falò, uno dei romanzi più significativi dello scrittore piemontese, nel quale il ritorno ai luoghi dell’infanzia diventa occasione per interrogare la memoria, l’appartenenza e il rapporto tra esperienza individuale e storia collettiva.

Il libro offrirà il punto di partenza per sperimentare una pratica di lettura che affianca alla dimensione personale il confronto con una comunità di lettori. Attraverso strumenti analogici e digitali, i partecipanti potranno esplorare modalità di condivisione dei testi e di discussione dei loro contenuti.

Durante il workshop sarà utilizzata anche Betwyll, applicazione gratuita per Android e iOS dedicata al social reading, che permette di sviluppare esperienze di lettura collettiva attraverso gli strumenti della comunicazione digitale.

L’obiettivo è mostrare come le tecnologie possano essere impiegate non soltanto per distribuire contenuti, ma anche per favorire un rapporto attivo con la letteratura e un utilizzo più consapevole dei social network.

Il laboratorio si rivolge a docenti, studentesse e studenti a partire dai 14 anni e prevede un massimo di 150 partecipanti.

Lavinia Bianchi: memoria, migrazioni e pedagogie contro l’esclusione

Sempre venerdì 20 novembre, dalle 10 alle 12, Lavinia Bianchi condurrà Contro-archivi di resistenza e pratiche di Sumūd: pedagogie critiche contro l’esclusione e la necropolitica, un laboratorio rivolto in particolare a chi opera nei settori dell’educazione, dell’assistenza sociale, della sanità e dell’ambito giuridico.

L’incontro affronta le trasformazioni del Mediterraneo e delle frontiere europee attraverso una prospettiva pedagogica critica, decoloniale e intersezionale. Al centro della riflessione ci saranno le modalità attraverso le quali le esperienze di violenza, esclusione e vulnerabilità vengono raccontate, archiviate o marginalizzate nel discorso pubblico.

Uno dei concetti approfonditi sarà quello di Sumūd, termine arabo che, nel contesto palestinese, richiama la tenacia, la fermezza e la resistenza quotidiana. Una pratica di perseveranza che il workshop propone come chiave di lettura per comprendere il rapporto tra memoria, dignità e capacità di agire anche in condizioni di forte vulnerabilità.

Accanto a questa riflessione, saranno esaminati i cosiddetti contro-archivi narrativi, strumenti attraverso i quali storie personali e testimonianze possono contribuire a restituire visibilità a esperienze spesso assenti dalle rappresentazioni istituzionali.

Tra i riferimenti indicati figurano l’osservatorio Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo e il progetto DiMMi – Diari Multimediali Migranti, che raccoglie e valorizza testimonianze autobiografiche legate alle esperienze migratorie.

Il lavoro sui casi di studio e sulle narrazioni personali permetterà ai partecipanti di riflettere su come l’ascolto e la memoria possano tradursi in pratiche professionali e sociali orientate al riconoscimento delle persone e al contrasto delle discriminazioni.

Il laboratorio è destinato a insegnanti di ogni ordine e grado, educatori, studenti universitari, ricercatori, assistenti sociali, psicologi, pedagogisti, operatori sociosanitari, mediatori interculturali e professionisti dell’ambito giuridico-pedagogico. I posti disponibili sono 35.

Fabio Magnasciutti: il disegno e la satira come strumenti per interpretare il presente

Sabato 21 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, sarà la volta di Fabio Magnasciutti con Disegnare Geografie Umane, un incontro dedicato ai linguaggi dell’illustrazione, della satira e dell’umorismo.

Come nasce un’idea per una vignetta? Quale rapporto si stabilisce tra testo e immagine? E come si costruisce un linguaggio capace di raccontare la realtà attraverso la sintesi visiva?

Il workshop partirà da queste domande per esplorare il processo creativo che accompagna il lavoro dell’illustratore e del disegnatore satirico. Attraverso la proiezione di vignette e il racconto delle scelte che ne hanno determinato la realizzazione, Magnasciutti accompagnerà i partecipanti all’interno di una pratica nella quale osservazione, intuizione e capacità di sintesi assumono un ruolo centrale.

La satira, infatti, non si limita a provocare il sorriso. Può diventare uno strumento di interpretazione del presente, capace di mettere in evidenza contraddizioni e comportamenti attraverso immagini che condensano significati complessi.

Il laboratorio offrirà anche l’occasione per riflettere sulla professione creativa, sul rapporto tra ispirazione e metodo e sulle possibilità espressive che nascono dall’incontro tra parole e disegno.

L’attività è aperta agli appassionati di illustrazione, satira, umorismo e arti visive, anche senza esperienza precedente. È richiesta un’età minima di 18 anni e il numero massimo di partecipanti è fissato a 25.

Il giornalismo culturale nell’epoca dei creator: il workshop di Jolanda Di Virgilio e Antonio Prudenzano

Sempre sabato 21 novembre, dalle 9.30 alle 12, Jolanda Di Virgilio e Antonio Prudenzano condurranno Raccontare libri: storia di una rivoluzione, un laboratorio dedicato alle trasformazioni dell’informazione libraria e del giornalismo culturale.

Il punto di partenza sarà l’esperienza di ilLibraio.it, progetto editoriale attraverso il quale i due ospiti ripercorreranno l’evoluzione delle modalità di raccontare libri e lettura nell’ambiente digitale.

Negli ultimi anni il rapporto tra editoria e pubblico è cambiato profondamente. Accanto ai giornali, alle riviste e ai tradizionali spazi della critica letteraria si sono affermati social network, piattaforme video, podcast e newsletter, che hanno ampliato le possibilità di comunicazione e modificato le modalità attraverso le quali i lettori scoprono autori e opere.

La crescente presenza dei creator e delle comunità digitali ha introdotto nuovi linguaggi e nuove forme di relazione tra chi produce contenuti culturali e chi li segue. Allo stesso tempo, l’evoluzione delle piattaforme pone interrogativi sulla qualità dell’informazione, sulla visibilità dei contenuti e sul rapporto tra approfondimento giornalistico e logiche algoritmiche.

Il workshop affronterà anche l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produzione e sulla diffusione dei contenuti culturali, una questione che riguarda sempre più da vicino il lavoro editoriale, la comunicazione e le professioni creative.

Attraverso esempi e casi concreti, Di Virgilio e Prudenzano ricostruiranno un percorso che coincide in parte con la storia recente di internet e con le trasformazioni del giornalismo online.

L’incontro è rivolto a studentesse e studenti interessati al digitale, alla comunicazione e al giornalismo, a professionisti e aspiranti professionisti dell’editoria e dell’informazione, ma anche a lettori curiosi di comprendere come stia cambiando il rapporto tra libri, media e pubblico.

La partecipazione è riservata ai maggiorenni, con un massimo di 40 posti disponibili.

Quattro laboratori per leggere le trasformazioni della società

Il programma dei workshop restituisce la varietà degli approcci attraverso i quali Pazza Idea intende sviluppare il tema delle Geografie Umane.

La lettura condivisa di Pavese richiama il rapporto tra luoghi, memoria e identità. Le pedagogie critiche proposte da Lavinia Bianchi interrogano le rappresentazioni delle migrazioni e le possibilità di costruire pratiche di ascolto e riconoscimento. L’illustrazione di Fabio Magnasciutti affronta la capacità delle immagini di interpretare le contraddizioni del presente, mentre l’incontro con Jolanda Di Virgilio e Antonio Prudenzano esplora le trasformazioni degli strumenti attraverso i quali la cultura viene raccontata e condivisa.

Pur partendo da ambiti differenti, i quattro laboratori condividono l’attenzione per il rapporto tra linguaggi e comunità. Leggere, disegnare, documentare e comunicare diventano modi diversi di osservare la realtà e di partecipare alla sua interpretazione.

È questa la dimensione che distingue il programma formativo del festival: non soltanto offrire occasioni di ascolto, ma creare spazi nei quali il pubblico possa confrontarsi direttamente con pratiche e strumenti della produzione culturale.

Come partecipare ai workshop di Pazza Idea 2026

Tutti e quattro i workshop sono gratuiti, con iscrizione obbligatoria e posti limitati. Per partecipare è necessario inviare una richiesta all’indirizzo workshop.pazzaidea@gmail.com entro il 18 novembre 2026.

Le attività si svolgeranno venerdì 20 e sabato 21 novembre, con due incontri in contemporanea per ciascuna giornata. È quindi opportuno considerare la sovrapposizione degli orari al momento della scelta.

Il programma dettagliato e gli aggiornamenti sulla XV edizione sono disponibili attraverso i canali ufficiali di Pazza Idea Festival, presente su Facebook, Instagram e TikTok.

Con questi quattro appuntamenti, il festival introduce un percorso che affianca alla riflessione culturale la possibilità di sperimentare linguaggi, confrontare esperienze e sviluppare nuove competenze. Un modo per trasformare le Geografie Umane da tema di discussione a occasione concreta di incontro e partecipazione.

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