Talità Kum, oltre 4.300 prestazioni sanitarie nel Sulcis: da Iglesias il modello di cura si estende a Nuoro

Presentato a Iglesias il bilancio degli ambulatori di Casa Emmaus: 4.381 prestazioni e 1.177 utenti registrati dall’avvio delle attività. Con il progetto Comuni-Care, sostenuto dalla Fondazione Intesa Sanpaolo e dalla Banca d’Italia, prende forma una rete di assistenza sanitaria e sociale fondata sulla prossimità, sul volontariato e sulla collaborazione tra istituzioni e Terzo settore.

La salute come diritto, ma anche come responsabilità collettiva. Una rete di professionisti, istituzioni e volontari che si organizza per raggiungere le persone, anziché attendere che siano queste a trovare la strada verso i servizi. È il principio alla base di Talità Kum, il progetto di assistenza sanitaria e sociale promosso da Casa Emmaus che, a poco più di un anno dall’avvio delle attività, ha superato le 4.300 prestazioni e si prepara a estendere la propria esperienza da Iglesias a Nuoro.

I risultati sono stati presentati venerdì 23 ottobre a Iglesias, durante un incontro che ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, amministratori dei Comuni convenzionati, professionisti sanitari, volontari e partner del progetto. Al centro della giornata il bilancio delle attività avviate nel giugno 2025 e le prospettive di sviluppo di Comuni-Care, un modello di welfare comunitario che cerca di rispondere alle difficoltà di accesso alle cure attraverso la collaborazione tra servizi pubblici, enti locali e Terzo settore.

Il dato più significativo riguarda le 4.381 prestazioni erogate al 16 ottobre 2026, di cui 3.793 negli ambulatori fissi di Iglesias e 588 attraverso CareVan, il poliambulatorio mobile impegnato nelle attività di screening sul territorio. Gli utenti registrati sono 1.177, mentre le iniziative dedicate alla prevenzione e all’informazione sanitaria hanno coinvolto complessivamente 893 partecipanti.

Numeri che restituiscono la dimensione di un’esperienza costruita attorno a un’esigenza concreta: ridurre la distanza, non soltanto geografica, tra le persone e i servizi sanitari.

Dall’ambulatorio fisso al CareVan: la sanità che raggiunge il territorio

A illustrare i risultati è stato Gianni Salis, responsabile degli Ambulatori Talità Kum, che ha presentato i dati aggiornati al 16 ottobre. Il progetto opera attraverso una struttura ambulatoriale stabile a Iglesias e un poliambulatorio mobile che consente di raggiungere diversi centri del territorio, portando attività di screening e prevenzione anche dove l’accesso ai servizi può risultare più complesso.

L’ambulatorio fisso offre visite mediche, prestazioni psicologiche e altri interventi sanitari distribuiti tra diverse specialità. Il CareVan rappresenta invece la componente itinerante del progetto, concepita per avvicinare la prevenzione alle comunità e intercettare bisogni che potrebbero altrimenti rimanere inespressi.

Accanto all’attività clinica, Talità Kum ha organizzato 16 incontri tra seminari e workshop, affrontando temi come salute mentale, prevenzione dei tumori femminili, malattie rare, diabete, salute cardiovascolare, primo soccorso e benessere.

L’esperienza si sviluppa dunque su due piani complementari. Da una parte l’erogazione diretta di prestazioni sanitarie, dall’altra la promozione di una maggiore consapevolezza sui temi della salute. Un’impostazione che riconosce alla prevenzione e all’informazione un ruolo essenziale, soprattutto nei contesti in cui le difficoltà economiche, sociali o territoriali possono incidere sulla possibilità di accedere tempestivamente alle cure.

I dati presentati non consentono, da soli, di misurare l’impatto sanitario complessivo del progetto, ma documentano una significativa attività assistenziale e una partecipazione alle iniziative di sensibilizzazione.

Le istituzioni e la necessità di intercettare il disagio

Il rapporto tra bisogni delle persone e capacità di risposta delle istituzioni è stato uno dei temi centrali dell’incontro.

Il sindaco di Iglesias e presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha sottolineato la necessità che il disagio venga «intercettato, capito, se possibile anche anticipato», riconoscendo a Talità Kum un ruolo particolarmente importante nell’azione amministrativa del territorio. Usai ha definito l’iniziativa il progetto più importante della propria amministrazione, richiamando il valore dei risultati raggiunti e le possibilità di ulteriore sviluppo.

L’attenzione si è concentrata soprattutto sulla capacità di raggiungere le persone che, per ragioni differenti, incontrano ostacoli nell’accesso ai servizi. Una questione che riguarda tanto la disponibilità delle prestazioni quanto la possibilità di conoscere le opportunità esistenti e di usufruirne concretamente.

Alessandro Pilurzu, componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, ha evidenziato il numero di prestazioni realizzate grazie agli ambulatori e il significato dell’estensione dell’esperienza a Nuoro.

Francesca Piras, direttrice generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, ha posto l’accento sulla necessità di affiancare ai modelli tradizionali di erogazione dei servizi forme di intervento maggiormente flessibili e capaci di adattarsi alle esigenze delle comunità.

«Bisogna pensare alle istituzioni che vanno dalle persone, non il contrario», ha affermato, indicando nella prossimità uno degli elementi fondamentali per ripensare il rapporto tra cittadini e sistema dei servizi.

Un approccio che può contribuire anche a riconoscere situazioni di vulnerabilità sociale attraverso l’osservazione dei bisogni sanitari. Le difficoltà di salute, infatti, possono intrecciarsi con condizioni economiche, familiari e relazionali che richiedono risposte coordinate.

Marika Batzella, della Direzione generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, ha richiamato l’importanza della collaborazione tra amministrazioni locali, aziende sanitarie ed enti del Terzo settore. Un’esigenza che assume particolare rilievo anche nel quadro dell’evoluzione normativa in materia di disabilità, dove l’effettiva applicazione delle disposizioni richiede strumenti operativi, regolamenti e tavoli di confronto tra i soggetti coinvolti.

Comuni-Care e la prospettiva della medicina circolare

A ricostruire la genesi del progetto è stato Vincenzo Castelli, progettista di Comuni-Care, che ha illustrato il percorso attraverso il quale un’intuizione iniziale si è trasformata in una rete di collaborazione territoriale.

L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Intesa Sanpaolo e dalla Banca d’Italia, che hanno contribuito al finanziamento del progetto, rendendo possibile lo sviluppo delle attività.

Castelli ha definito Talità Kum un’esperienza di «medicina circolare», espressione che descrive un modello nel quale competenze sanitarie, conoscenze scientifiche, risorse sociali e disponibilità delle comunità vengono messe in relazione per costruire risposte condivise.

L’idea è che un territorio non sia soltanto il luogo nel quale emergono bisogni, ma anche uno spazio capace di esprimere risorse, professionalità e forme di solidarietà. La cura diventa così un processo che coinvolge soggetti differenti, ciascuno con competenze e responsabilità specifiche.

In questa prospettiva, l’obiettivo non è sostituire il sistema sanitario pubblico, ma contribuire a costruire una rete di prossimità che possa affiancarlo, raggiungendo persone e situazioni nelle quali l’offerta ordinaria incontra maggiori difficoltà.

La nuova fase di Comuni-Care guarda alla realizzazione di una clinica di comunità capace di generare valore condiviso e di sviluppare un modello sostenibile di welfare territoriale.

L’estensione a Nuoro rappresenta un passaggio significativo: un’esperienza nata nel Sulcis Iglesiente si prepara a essere riproposta in un altro contesto della Sardegna, mettendo alla prova la possibilità di adattare il modello alle caratteristiche e alle necessità di territori differenti.

L’università e la valutazione dell’esperienza

Il rapporto tra dimensione locale e prospettiva regionale è stato affrontato anche da Carlo Perelli, del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari, coinvolto come valutatore esterno del progetto.

Perelli ha richiamato l’importanza di considerare la geografia dei territori e le loro trasformazioni nella costruzione dei modelli di intervento sociale e sanitario.

Un servizio di prossimità, infatti, non può essere valutato soltanto attraverso il numero delle prestazioni erogate. Occorre comprendere quali bisogni riesca a intercettare, quali persone raggiunga, quali relazioni contribuisca a costruire e in che misura possa integrarsi con le strutture già presenti.

Il coinvolgimento dell’università introduce una dimensione di osservazione e valutazione che può risultare particolarmente utile nella fase di estensione del progetto. La possibilità di trasferire un’esperienza da un territorio a un altro richiede infatti di distinguere gli elementi replicabili da quelli strettamente legati al contesto nel quale il modello è nato.

In questo senso, Talità Kum rappresenta anche un’occasione per riflettere sulle modalità attraverso le quali le iniziative locali possono contribuire alla costruzione di politiche sociali e sanitarie più ampie.

Il significato di Talità Kum e il valore del volontariato

Accanto ai dati e agli interventi istituzionali, l’incontro ha dato spazio alle persone che rendono possibile il funzionamento quotidiano degli ambulatori: professioniste e professionisti sanitari e infermieristici volontari, rappresentanti dei Comuni convenzionati e soggetti impegnati nella rete di collaborazione.

È una componente fondamentale del progetto, che si fonda sulla disponibilità di competenze professionali messe al servizio della comunità.

Nel suo intervento, monsignor Mario Farci, vescovo della Diocesi di Iglesias, ha richiamato il significato del nome Talità Kum, espressione evangelica traducibile con «Fanciulla, io ti dico: risorgi!».

Il riferimento richiama l’idea della cura come possibilità di ritrovare fiducia e prospettive di vita, oltre la dimensione strettamente clinica dell’assistenza.

A concludere la giornata è stata Giovanna Grillo, che ha rivolto un ringraziamento alle persone impegnate negli ambulatori e nella realizzazione del progetto.

«Ognuno è chiamato a fare la propria parte, senza riservare in maniera egoistica ciò che è possibile fare per gli altri», ha ricordato, sottolineando il valore della responsabilità individuale all’interno di un’esperienza collettiva.

Il contributo dei volontari, il coinvolgimento degli enti locali e il sostegno delle istituzioni costituiscono gli elementi attraverso i quali Talità Kum ha sviluppato la propria attività. Una rete che non si esaurisce nell’erogazione delle prestazioni, ma che punta a rafforzare le relazioni tra servizi e comunità.

Da Iglesias a Nuoro, la sfida di un welfare di prossimità

L’apertura della nuova fase di Comuni-Care e la prospettiva di estendere il modello a Nuoro segnano un momento importante per Talità Kum.

Il progetto si confronta ora con una sfida ulteriore: trasformare un’esperienza territoriale in un modello capace di adattarsi a contesti diversi, mantenendo la centralità delle persone e la collaborazione tra soggetti pubblici e privati sociali.

Le 4.381 prestazioni registrate fino al 16 ottobre rappresentano il risultato più immediatamente misurabile di questo percorso. Ma la questione che emerge dall’incontro di Iglesias riguarda soprattutto il modo in cui organizzare servizi capaci di raggiungere chi rischia di rimanere ai margini dell’assistenza.

In un sistema sanitario attraversato da difficoltà organizzative e disuguaglianze territoriali, iniziative come Talità Kum propongono una possibile integrazione tra competenze professionali, volontariato e responsabilità istituzionale.

La prospettiva è quella di una cura che non coincida esclusivamente con il luogo fisico nel quale viene erogata una prestazione, ma che diventi parte di una rete di relazioni e servizi costruita attorno ai bisogni delle persone. Una sfida che, dopo l’esperienza di Iglesias, si prepara ora a confrontarsi anche con il territorio nuorese.

LE ULTIME

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_imgspot_img