Dal 24 ottobre al 25 novembre il festival internazionale organizzato da KyberTeatro esplora il rapporto tra arti performative e innovazione digitale. In programma spettacoli, laboratori, incontri e una prima nazionale, con particolare attenzione alle nuove generazioni, alla creatività femminile e alle trasformazioni della società contemporanea.
Il teatro incontra la realtà virtuale, il video mapping e le forme di narrazione digitale per interrogarsi sulle trasformazioni della società, sulle identità e sulle relazioni tra generazioni. Dal 24 ottobre al 25 novembre torna Le Meraviglie del Possibile, il Festival Internazionale di Teatro, Arte e Nuove Tecnologie che giunge alla tredicesima edizione con un programma di spettacoli, performance, laboratori e incontri. Ideata e organizzata da KyberTeatro, spin-off della cooperativa L’Aquilone di Viviana, la manifestazione è diretta da Ilaria Nina Zedda e Marco Quondamatteo e si svolgerà principalmente allo Spazio DOMOSC di Cagliari, in via Newton 12, con un appuntamento inaugurale ad Ancona.
Il tema scelto per il 2026, #tradizionidigitali, pone al centro il rapporto tra pratiche artistiche, memoria culturale e strumenti tecnologici, con particolare attenzione alle possibilità espressive offerte dagli ambienti immersivi e dalle forme di partecipazione attiva. Il programma affronta questioni che attraversano il dibattito contemporaneo, dalla guerra alle migrazioni, dalle disparità di genere al rapporto tra giovani e tecnologie, interrogando il ruolo delle arti performative nella costruzione di nuove forme di relazione e consapevolezza.
Nato a Cagliari nel 2014, il festival ha sviluppato nel tempo un percorso dedicato all’interazione tra teatro, arte e innovazione digitale. Nel 2019 ha ottenuto il marchio europeo EFFE – Europe for Festivals, Festivals for Europe, mentre KyberTeatro è entrato a far parte di EMAP – European Media Art Platform, rete internazionale dedicata alle arti mediali.
L’apertura ad Ancona e il ruolo delle donne nell’arte tecnologica
La tredicesima edizione prenderà il via sabato 24 ottobre alle 11 ad Ancona, negli spazi del Magazzino Tabacchi della Mole Vanvitelliana, in collaborazione con il Festival Cinematica – Immagine in Movimento.
L’incontro inaugurale, intitolato La tecnologia è femmina?, sarà dedicato al rapporto tra corpo, arti performative e innovazione tecnologica, con la partecipazione di Ariella Vidach, Ilaria Nina Zedda, Emma Cianchi e Simona Lisi. A moderare sarà Matilde De Feo.
L’appuntamento segnerà anche il lancio di TEC.NA, rete nazionale femminile dedicata alla Performing Media Art, nata per mettere in relazione artiste e professioniste che lavorano all’intersezione tra linguaggi performativi e tecnologie digitali.
Il ruolo delle donne nella ricerca artistica costituisce uno dei nuclei tematici dell’edizione, accanto al coinvolgimento delle nuove generazioni e alla riflessione sulle implicazioni sociali ed etiche dell’innovazione.
«La tredicesima edizione del Festival LMDP conferma la volontà di portare in scena, attraverso l’incontro fra il teatro e la creatività digitale, le grandi questioni del nostro tempo, mettendo in dialogo artisti, sensibilità e linguaggi diversi, in una dimensione internazionale e transgenerazionale», spiega la direttrice artistica Ilaria Nina Zedda.
«In un mondo sempre più veloce e complesso abbiamo bisogno dell’arte, del teatro e della poesia per andare oltre le semplificazioni, affrontare temi urgenti come la guerra, le migrazioni, l’identità e le disparità di genere, e riscoprire ciò che ci avvicina e ci rende umani».
Peggy Guggenheim tra teatro e immagini digitali
Il programma cagliaritano si aprirà domenica 25 ottobre alle 18.30 allo Spazio DOMOSC con Woman Before a Glass. Intorno a Peggy Guggenheim, spettacolo dedicato alla figura della collezionista e mecenate statunitense che ha avuto un ruolo significativo nella storia dell’arte del Novecento.
La produzione dell’Associazione Culturale Laboratori Permanenti ETS vede in scena Caterina Casini, con la scenografia di Stefano Macaione, il video mapping di Marco Quondamatteo e la regia di Giles Smith.
Attraverso l’incontro tra presenza attoriale e proiezioni digitali, lo spettacolo ricostruisce la figura di Peggy Guggenheim, collocandola al centro di una proposta che intreccia teatro e arti visive. L’utilizzo del video mapping introduce una componente scenografica digitale, in relazione con il lavoro dell’interprete.
Realtà virtuale e smartphone: i giovani protagonisti della scena
Una parte del festival sarà dedicata al progetto europeo Chorus of Change, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso Erasmus+ e sviluppato per mettere in relazione giovani di Sardegna, Spagna e Danimarca attraverso le arti performative. KyberTeatro partecipa come partner italiano insieme a Limfjordsteatret, dalla Danimarca, e alle realtà spagnole La Mecànica e Sa Xerxa.
Da lunedì 26 a mercoledì 28 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30, Chorus VR Lab – Isole del Futuro coinvolgerà studenti delle scuole superiori in un laboratorio che utilizza la realtà virtuale per esplorare i concetti di isola, identità e comunità. Gli strumenti immersivi diventeranno il mezzo attraverso il quale i partecipanti potranno elaborare nuove narrazioni del territorio e riflettere sul proprio rapporto con il futuro.
Giovedì 5 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, la compagnia maiorchina La Mecànica condurrà Find Your Tribe – Trova la tua tribù, un laboratorio che utilizza lo smartphone per indagare il senso di appartenenza e le relazioni all’interno di una comunità.
La stessa compagnia sarà protagonista venerdì 6 novembre, alle 19 e alle 21, di A Teen Odyssey, performance partecipativa e transgenerazionale nella quale il pubblico interagirà attraverso il proprio telefono e l’applicazione Kalliôpé.
Il dispositivo digitale diventerà parte integrante dell’azione teatrale, consentendo di sperimentare forme di partecipazione che coinvolgono spettatori di età differenti. Per entrambe le repliche i posti saranno limitati e la prenotazione obbligatoria.
«Les Yeux de Lousanouch», una storia armena in prima nazionale
Tra gli appuntamenti centrali del programma figura la prima nazionale di Les Yeux de Lousanouch, del Collectif Étrange Miroir di Nantes, progetto selezionato attraverso la call internazionale della tredicesima edizione.
Lo spettacolo sarà presentato venerdì 13 novembre alle 21 e sabato 14 novembre alle 11.
Al centro del racconto c’è la storia vera di una bambina armena, affrontata attraverso un linguaggio scenico che combina cinema dal vivo, animazione, disegno e musica. Le immagini prendono forma durante la rappresentazione, dando vita a una narrazione visiva e sonora costruita davanti agli spettatori.
Memoria, migrazione, identità, guerra e sopravvivenza costituiscono i temi dell’opera, che utilizza l’incontro tra differenti linguaggi artistici per affrontare una vicenda individuale legata a questioni storiche e collettive.
Lo spettacolo è indicato per un pubblico dai dieci anni in su.
Arte digitale e disparità di genere: gli appuntamenti di novembre
L’ultima parte del festival sarà dedicata in particolare al rapporto tra tecnologie, rappresentazione femminile e disuguaglianze di genere, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.
Venerdì 20 novembre alle 11 è previsto un incontro dedicato a TEC.NA, la rete nazionale femminile della Performing Media Art. Interverranno Ariella Vidach, per AIEP e NAO Performing Festival in VR di Milano, Simona Lisi, per Cinematica di Ancona, e Ilaria Nina Zedda, per KyberTeatro e Le Meraviglie del Possibile.
Il confronto affronterà le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale, dalla realtà aumentata, dall’utilizzo dei dati e dagli ambienti immersivi, con particolare attenzione alla rappresentazione del corpo, alla visibilità delle esperienze femminili e al contributo delle donne nei processi di innovazione artistica.
La manifestazione si concluderà mercoledì 25 novembre alle 11 con Unghie & Crisi, spettacolo prodotto da L’Aquilone di Viviana/KyberTeatro, scritto e diretto da Ilaria Nina Zedda e interpretato da Marta Proietti Orzella e Daniela Pulisci.
La produzione affronta il tema del lavoro femminile, concentrandosi sulla precarietà, sul lavoro nero e sulle disparità che incidono sull’autonomia economica e professionale delle donne. La recitazione si intreccia con il video mapping, utilizzato come elemento del linguaggio scenico.
Lo spettacolo, rivolto agli studenti delle scuole superiori, sarà seguito da un momento di confronto con il pubblico. L’appuntamento rientra nel cartellone OFF de L’Eredità delle Donne, il festival dedicato alla parità di genere diretto da Serena Dandini.
Un festival tra sperimentazione artistica e riflessione sociale
La tredicesima edizione di Le Meraviglie del Possibile è finanziata dall’Unione Europea e realizzata con il contributo della Regione Sardegna – Assessorato alla Cultura, del Comune di Cagliari – Assessorato alla Cultura e della Fondazione di Sardegna.
La manifestazione si avvale inoltre delle collaborazioni con L’Eredità delle Donne, Festival Cinematica – Immagine in Movimento e TEC.NA, e del partenariato di Urban Experience e Carovana SMI.
Attraverso spettacoli, laboratori e incontri, il programma propone differenti modalità di utilizzo delle tecnologie nella creazione scenica: dalla realtà virtuale al video mapping, dal cinema dal vivo all’interazione attraverso dispositivi mobili. Strumenti che non vengono presentati soltanto come possibilità tecniche, ma diventano parte della riflessione artistica sul rapporto tra individuo, comunità e trasformazioni del presente.
Gli appuntamenti cagliaritani si svolgeranno allo Spazio DOMOSC, in via Newton 12. Programma e modalità di partecipazione sono disponibili attraverso i canali ufficiali del festival.


