Venerdì 23 ottobre alle 21, al The Old Tipsy, il chitarrista cagliaritano incontra il contrabbassista sardo e il sassofonista belga. Sabato 24 ottobre si conclude la prima edizione del laboratorio internazionale, diretto da Bebo Ferra, con l’esibizione dei partecipanti. Proseguono le lezioni all’Oratorio Ferrini e le jam session in via Eligio Porcu.
La formazione musicale come luogo d’incontro tra esperienze, tradizioni e linguaggi differenti. È il principio attorno al quale si sviluppa Arenas – Mediterranean Jazz Lab, il progetto internazionale dedicato al jazz e alle culture del Mediterraneo che, dopo l’avvio dei seminari il 20 ottobre, entra nelle sue giornate conclusive a Quartu Sant’Elena. Venerdì 23 ottobre, alle 21, il programma concertistico propone al The Old Tipsy l’incontro tra Bebo Ferra alla chitarra, Salvatore Maiore al contrabbasso e Fabrizio Cassol al sassofono. Sabato 24 ottobre la prima edizione si concluderà con il concerto degli allievi, chiamati a presentare al pubblico il lavoro sviluppato durante i cinque giorni di laboratorio.
Diretto artisticamente da Bebo Ferra e promosso dall’Associazione Il Formicaio, Arenas riunisce musicisti provenienti da differenti percorsi artistici e geografici, affiancando alle lezioni strumentali la musica d’insieme, l’improvvisazione e una programmazione di concerti e jam session aperte alla città.
Il progetto nasce dall’idea di considerare il Mediterraneo non soltanto come un riferimento geografico, ma come uno spazio di relazioni musicali, nel quale tradizioni e sensibilità differenti possono confrontarsi attraverso la pratica jazzistica.
Bebo Ferra, Salvatore Maiore e Fabrizio Cassol: tre percorsi a confronto
Il concerto di venerdì 23 ottobre riunisce tre musicisti le cui esperienze attraversano il jazz contemporaneo e il dialogo con differenti tradizioni musicali.
Bebo Ferra, chitarrista e compositore cagliaritano, ha sviluppato nel corso della propria carriera una ricerca che mette in relazione scrittura, improvvisazione e attenzione alla dimensione melodica. La sua attività si colloca in un ambito jazzistico aperto alle influenze mediterranee, nel quale la chitarra assume tanto una funzione armonica quanto un ruolo di elaborazione del discorso musicale.
Accanto a lui Salvatore Maiore, contrabbassista e violoncellista sardo, protagonista di un percorso artistico che comprende collaborazioni con Franco Cerri, Enrico Intra, Glauco Venier, Kenny Wheeler, Gabriele Mirabassi e Stefano Battaglia. La sua esperienza attraversa differenti formazioni e modalità di scrittura musicale, con un interesse per le possibilità timbriche ed espressive degli strumenti ad arco.
Completa il trio Fabrizio Cassol, sassofonista belga la cui ricerca si sviluppa attraverso l’incontro tra improvvisazione, composizione e tradizioni musicali di diversa provenienza. La sua presenza nel programma di Arenas assume un ruolo particolare: dopo il concerto di giovedì 22 ottobre con il fisarmonicista Noé Clerc e il batterista Diogo Q. Alexandre, Cassol torna sul palco in una formazione completamente diversa, costruita sull’interazione tra sassofono, chitarra e contrabbasso.
Il passaggio da un trio all’altro consente di mettere a confronto differenti equilibri strumentali e possibilità di dialogo improvvisativo, in coerenza con l’impostazione artistica e didattica del laboratorio.
Il ricordo di Francesco Sotgiu e l’esperienza di Internòs
La serata di venerdì assume un ulteriore significato nel quadro della dedica della prima edizione di Arenas a Francesco Sotgiu, batterista, polistrumentista, compositore e arrangiatore sardo.
Bebo Ferra e Salvatore Maiore hanno condiviso con Sotgiu l’esperienza di Internòs, formazione che comprendeva anche Paolo Fresu. Un percorso artistico che appartiene alla storia del jazz in Sardegna e che rappresenta uno dei legami musicali richiamati dal progetto.
La presenza sullo stesso palco di Ferra e Maiore introduce così un elemento di continuità con quell’esperienza, inserendo il ricordo di Sotgiu all’interno di un’iniziativa rivolta alla formazione di nuove generazioni di musicisti.
Sei docenti internazionali e tre classi di musica d’insieme
Le attività didattiche di Arenas si svolgono all’Oratorio Ferrini, in via Eligio Porcu 110, dove dal 20 ottobre sono impegnati sei docenti: Roberto Taufic alla chitarra, Salvatore Maiore al contrabbasso e al violoncello, Daniela Spalletta alla voce, Fabrizio Cassol al sassofono, Diogo Q. Alexandre alla batteria e Noé Clerc alla fisarmonica.
Accanto alle lezioni dedicate ai singoli strumenti, il programma comprende tre classi di musica d’insieme, affidate rispettivamente a Daniela Spalletta e Roberto Taufic, Diogo Q. Alexandre e Salvatore Maiore, Noé Clerc e Fabrizio Cassol.
La struttura didattica mette in relazione il lavoro individuale sullo strumento con la pratica collettiva, elemento fondamentale del linguaggio jazzistico. L’ascolto reciproco, la capacità di intervenire nello sviluppo di un brano e la costruzione di un equilibrio tra le diverse voci strumentali diventano parte di un percorso nel quale l’improvvisazione viene affrontata come esperienza condivisa.
Il concerto conclusivo di sabato 24 ottobre rappresenterà il momento pubblico di questo lavoro. Gli allievi saranno protagonisti dell’ultima serata, portando sul palco quanto elaborato durante i seminari e le attività d’insieme.
Le jam session in via Eligio Porcu e il rapporto con la città
Il progetto non si esaurisce nelle aule e negli spazi destinati ai concerti. Fino a sabato 24 ottobre proseguiranno anche le jam session aperte al pubblico in via Eligio Porcu, negli spazi del Centro Commerciale Naturale.
Gli incontri coinvolgono docenti, partecipanti e altri musicisti, estendendo alla dimensione urbana la pratica dell’improvvisazione e dello scambio musicale.
Le jam session costituiscono un elemento significativo dell’identità di Arenas: il laboratorio non è concepito soltanto come un’occasione di perfezionamento tecnico, ma come un’esperienza capace di mettere in relazione musicisti e comunità, creando situazioni nelle quali il jazz può essere ascoltato e praticato al di fuori dei contesti concertistici tradizionali.
Gli appuntamenti sono accompagnati da postazioni di somministrazione di bevande realizzate con il supporto di Cantina Meana, Argiolas Vini e Hoptima.
«Arenas nasce con l’idea di trovare un punto d’incontro tra il jazz e la cultura mediterranea», spiega Bebo Ferra. «Entrambi hanno qualcosa di molto importante in comune: l’incontro. Il Mediterraneo è storicamente un luogo nel quale si incontrano culture, tradizioni e suoni diversi e anche il jazz nasce dalla contaminazione, dall’ascolto e dal dialogo con ciò che è diverso».
Una prospettiva che trova applicazione nella struttura stessa della manifestazione, dove la formazione, il concerto e la jam session rappresentano differenti momenti di un unico processo musicale.
Gli ultimi appuntamenti e le informazioni utili
Dopo il concerto di giovedì 22 ottobre con Fabrizio Cassol, Noé Clerc e Diogo Q. Alexandre, il programma prosegue venerdì 23 ottobre alle 21 con il trio formato da Bebo Ferra, Salvatore Maiore e Fabrizio Cassol.
Sabato 24 ottobre è previsto il concerto conclusivo degli allievi.
I concerti si svolgono al The Old Tipsy, in via Gabriele D’Annunzio 14, a Quartu Sant’Elena. Le attività formative sono ospitate all’Oratorio Ferrini, in via Eligio Porcu 110, mentre le jam session si tengono negli spazi del Centro Commerciale Naturale di via Eligio Porcu.
Arenas – Mediterranean Jazz Lab è promosso dall’Associazione Il Formicaio, in collaborazione con l’Associazione Gong e l’Associazione Sa Corbula, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Quartu Sant’Elena e del Centro Commerciale Naturale Via Eligio Porcu. I media partner sono Pratza.it e Vivere a Cagliari.
Per informazioni è possibile scrivere a arenasjazzlab@gmail.com oppure contattare il numero 352 272 2923.
[O.M.]


