Cagliari, danza e parkour nel quartiere di Sant’Elia: «Mare di danza» tra movimento urbano e memoria della guerra

Domenica 25 ottobre la rassegna organizzata da Carovana SMI propone un itinerario immersivo con Laurent Piemontesi, tra i fondatori dell’Art du déplacement, e due rappresentazioni di La table verte, ispirate al balletto politico di Kurt Jooss del 1932. Un programma che coinvolge artisti, residenti e associazioni del quartiere.

Il quartiere di Sant’Elia, a Cagliari, diventa uno spazio di esplorazione attraverso il movimento, la danza e le arti performative. Domenica 25 ottobre 2026, Mare di danza propone una giornata che intreccia la pratica dell’Art du déplacement, le espressioni della danza urbana e contemporanea e la memoria storica affidata al linguaggio coreografico. Al centro del programma figurano Laurent Piemontesi, tra i fondatori della disciplina da cui si è sviluppato il parkour, e La table verte, una produzione ispirata all’omonimo balletto del coreografo tedesco Kurt Jooss, realizzato nel 1932 come rappresentazione delle responsabilità politiche e delle conseguenze della guerra.

La rassegna, organizzata dall’associazione Carovana SMI insieme a Tersicorea e FuoriMargine nell’ambito di Cagliari dal Vivo 2026, prosegue così il proprio percorso di ricerca sui linguaggi del corpo e sulle possibilità di relazione tra pratica artistica, spazio urbano e comunità.

Dopo le attività della Scuola CreAttiva, che nei giorni precedenti hanno coinvolto la scuola primaria Santa Maria Chiara di Pirri, l’attenzione si sposta su Sant’Elia, dove il programma si sviluppa attraverso due proposte differenti: un itinerario performativo nel quartiere e una rilettura di uno dei titoli più significativi della danza politica del Novecento.

Laurent Piemontesi e l’Art du déplacement: il quartiere come spazio di movimento

Alle 16, con partenza dall’arco d’ingresso del Lazzaretto, prenderà il via CagliariArt Du Déplacement: Itinerario per stazioni in diversi linguaggi del movimento, un percorso culturale e sensoriale che attraverserà Sant’Elia, invitando i partecipanti a osservare e vivere gli spazi del quartiere attraverso una prospettiva diversa.

A guidare l’esperienza sarà Laurent Piemontesi, figura legata alle origini dell’Art du déplacement, disciplina nata in Francia e fondata sull’esplorazione delle possibilità di movimento del corpo nell’ambiente circostante. La pratica, strettamente connessa alla storia del parkour, considera ostacoli, architetture e percorsi urbani non soltanto come elementi da superare, ma anche come occasioni per sviluppare consapevolezza corporea e capacità di adattamento.

L’appuntamento rappresenterà il momento conclusivo di una serie di attività formative condotte da Piemontesi durante la settimana insieme ai residenti del borgo. Il percorso intende restituire questa esperienza alla comunità attraverso un itinerario aperto alla partecipazione di cittadini e visitatori, nel quale il movimento diventa uno strumento per riscoprire il territorio.

La scelta di Sant’Elia assume un significato preciso all’interno del progetto: lo spazio urbano non viene utilizzato come semplice scenario, ma come elemento attivo della proposta artistica. Strade, passaggi e luoghi di incontro diventano parte di un’esperienza che mette in relazione il corpo con l’ambiente costruito e con le persone che lo abitano.

L’itinerario è organizzato in collaborazione con Parkour Cagliari e con il coinvolgimento di diverse realtà locali: Centro di Quartiere di Sant’Elia, Fondazione Somaschi Onlus, Sant’Elia Viva, ASD Progetto Calcio Sant’Elia, Parrocchia Sant’Elia e ANSPI Sant’Elia APS ETS.

Breakdance, hip hop e danza contemporanea lungo il percorso

Il programma dell’itinerario comprende anche gli interventi performativi di Danze in transito, che affiancano alla pratica dell’Art du déplacement differenti linguaggi coreografici.

Daniele Cortese e Mattia Campagnola porteranno nel percorso elementi di breakdance e hip hop, mentre Giulia Cannas e gli artisti di Paesaggi Interrotti proporranno interventi legati alla danza contemporanea e di gruppo.

Paesaggi Interrotti è una performance multidisciplinare firmata da Ornella D’Agostino, con Luca Marcia, Andrea Melis e Nippon, a cura di Carovana SMI.

L’incontro tra queste pratiche permette di mettere in relazione modalità differenti di interpretare lo spazio e il movimento. La danza urbana, l’improvvisazione corporea e la ricerca contemporanea entrano così in dialogo all’interno di un itinerario che non separa l’esperienza artistica dalla dimensione quotidiana del quartiere.

«La table verte», il balletto politico di Kurt Jooss torna in scena

L’altro nucleo della giornata è dedicato a La table verte, in programma alle 11 e alle 18 nella piazza adiacente al Lazzaretto.

La coproduzione Oltrenotte-Tersicorea, con il coordinamento di Lupa Maimone, riprende l’omonima opera di Kurt Jooss, una delle figure fondamentali della danza espressionista tedesca e del teatrodanza del Novecento.

Presentato per la prima volta nel 1932 al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, La table verte occupa un posto importante nella storia della coreografia per il suo esplicito contenuto politico e per la rappresentazione della guerra attraverso il linguaggio del movimento.

Realizzato negli anni che precedettero l’ascesa al potere del nazismo in Germania, il balletto affronta il rapporto tra le decisioni dei potenti e le conseguenze dei conflitti sulla vita degli esseri umani. La dimensione satirica della rappresentazione politica si accompagna a quella tragica della guerra, attraverso figure e situazioni che trasformano il corpo dei danzatori in uno strumento di denuncia.

Il lavoro di Jooss, nato in un contesto europeo attraversato da profonde tensioni politiche e sociali, è diventato nel tempo un riferimento per la danza capace di affrontare questioni storiche e collettive senza rinunciare alla specificità del linguaggio coreografico.

Nella produzione proposta a Sant’Elia danzeranno Alessia Obinu, Chiara Aru, Chiara Mura, Ludovica Pinna, Nina Bergal, Neri Javidiani, Camilla Musa, Jacopo Peroni, Lorenzo Dino Marchese e Sara Azzu.

La presenza di La table verte nel programma di Mare di danza introduce una dimensione storica e politica accanto alla ricerca sul movimento urbano. Da una parte il corpo come strumento di esplorazione dello spazio e di relazione con la comunità; dall’altra il corpo come mezzo per rappresentare la violenza, le responsabilità del potere e le conseguenze della guerra.

La danza come relazione tra territorio e comunità

La giornata del 25 ottobre mette in relazione due prospettive che attraversano la ricerca delle arti performative: la possibilità di trasformare la percezione dei luoghi attraverso il movimento e la capacità della danza di confrontarsi con le questioni della storia.

L’itinerario condotto da Laurent Piemontesi nasce da un lavoro formativo con gli abitanti di Sant’Elia e si sviluppa attraverso il coinvolgimento delle associazioni del quartiere. Le rappresentazioni di La table verte riportano invece l’attenzione su un’opera che, a quasi un secolo dalla sua creazione, continua a porre interrogativi sul rapporto tra potere politico, conflitto e responsabilità umana.

Mare di danza è realizzato con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, dell’Assessorato regionale del Turismo e della Fondazione di Sardegna.

Gli appuntamenti di domenica 25 ottobre sono previsti alle 11 e alle 18 nella piazza adiacente al Lazzaretto, con La table verte, e alle 16, con partenza dall’arco d’ingresso del Lazzaretto, per l’itinerario CagliariArt Du Déplacement guidato da Laurent Piemontesi.

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