Dal 4 all’8 dicembre il festival torna con un’edizione invernale che attraversa jazz, elettronica, afrobeat e tradizione vocale sarda. In programma i C’mon Tigre con il nuovo progetto LUMINA, Ernst Reijseger insieme al Cuncordu e Tenore de Orosei e il trombettista franco-marocchino daoud. Biglietti a 3 euro per giovani e studenti nei concerti al Teatro Garau.
Dalle contaminazioni tra jazz, elettronica e ritmi afrobeat alle sonorità del canto tradizionale sardo, fino alle nuove traiettorie della tromba contemporanea. Dromos torna dal 4 all’8 dicembre 2026 con la sua Winter Edition, quattro concerti distribuiti tra Oristano, Masullas e Cabras, che proseguono anche nella stagione invernale il percorso di ricerca musicale e incontro tra culture sviluppato dal festival.
Il programma si apre venerdì 4 dicembre al Teatro Garau di Oristano con i C’mon Tigre, protagonisti di un concerto legato al nuovo album LUMINA. Il 5 dicembre a Masullas e il 6 dicembre a Cabras sarà la volta di Ernst Reijseger e del Cuncordu e Tenore de Orosei, nuovamente insieme nel progetto The Face of God. La conclusione è affidata a daoud, trombettista franco-marocchino atteso martedì 8 dicembre, ancora al Teatro Garau.
Tre proposte artistiche differenti, accomunate dall’interesse per il dialogo tra tradizione e contemporaneità. Un’attenzione particolare è rivolta alle nuove generazioni, anche attraverso una politica di accesso che prevede biglietti a 3 euro, più diritti di prevendita, per giovani e studenti nei due appuntamenti in teatro.
«Dromos Winter Edition propone tre esperienze musicali differenti, accomunate dalla capacità di mettere in dialogo culture, tradizioni e linguaggi contemporanei», spiega Salvatore Corona, direttore artistico del festival. Una scelta che, secondo Corona, intende offrire soprattutto ai più giovani occasioni di ascolto e riflessione sull’identità, sul rapporto tra innovazione e patrimonio culturale e sui cambiamenti del presente.
C’mon Tigre: il 4 dicembre a Oristano con LUMINA
Il primo concerto è in programma venerdì 4 dicembre alle 21 al Teatro Garau di Oristano. Sul palco saliranno i C’mon Tigre, progetto nato come duo e progressivamente sviluppatosi attraverso una rete internazionale di musicisti e collaborazioni artistiche.
Il loro linguaggio attraversa jazz, afro-jazz, hip-hop, funk e tradizioni musicali provenienti da contesti culturali differenti, con un interesse costante per il rapporto tra suono e immagine. Una ricerca che ha trovato espressione anche nelle collaborazioni con artisti di altre discipline e nella costruzione di un’identità visiva strettamente legata alla musica.
Dopo Habitat, quarto album in studio pubblicato nel 2023 con contributi di Arto Lindsay, Xenia França e Giovanni Truppi, e Instrumental Ensemble – Soundtrack for Imaginary Movie Vol. 1, uscito nel 2024, il gruppo ha sviluppato ulteriormente il proprio percorso con ** LUMINA **, pubblicato il 2 ottobre 2026 e al centro del nuovo tour.
Nel disco l’elettronica assume un ruolo strutturale: sequencer, sintetizzatori e batterie elettroniche si intrecciano con oud, chitarre, basso, violoncello, xilofono e percussioni. La dimensione acustica e quella digitale non vengono contrapposte, ma diventano componenti di un unico paesaggio sonoro.
LUMINA propone anche una riflessione sul rapporto tra corpo, tecnologia e ascolto collettivo. Il concerto è concepito come un’esperienza nella quale ritmo, movimento e percezione contribuiscono a ridefinire la relazione tra musicisti e pubblico.

Ernst Reijseger e Cuncordu e Tenore de Orosei: The Face of God
La Winter Edition proseguirà con due concerti a ingresso gratuito, entrambi alle 19: sabato 5 dicembre nella chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Masullas e domenica 6 dicembre nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cabras.
Protagonisti saranno il violoncellista olandese Ernst Reijseger e il Cuncordu e Tenore de Orosei, formato da Piero Pala (voche e mesuvoche), Mario Siotto (bassu), Luca Frau (contra) ed Emanuele Ortu (voche).
Il progetto, intitolato ** The Face of God **, mette in relazione la ricerca musicale contemporanea con le forme storiche della tradizione vocale di Orosei, attraverso un repertorio che comprende canti sacri sardi e composizioni di Reijseger destinate al cinema di Werner Herzog.
Nato nel 1954, Reijseger è una figura di riferimento della musica improvvisata europea. La sua attività attraversa jazz d’avanguardia, composizione contemporanea, repertori tradizionali e musica cinematografica. Il violoncello diventa nelle sue mani uno strumento dalle possibilità espressive particolarmente ampie, grazie a tecniche che ne valorizzano anche le componenti percussive e vocali.
Nel corso della carriera ha collaborato con musicisti come Han Bennink, Louis Sclavis, Uri Caine, Trilok Gurtu e Giovanni Sollima. Particolarmente significativo è il rapporto artistico con Werner Herzog, per il quale ha composto musiche utilizzate in film come The White Diamond, The Wild Blue Yonder e Cave of Forgotten Dreams.
Il Cuncordu e Tenore de Orosei riunisce invece due tradizioni vocali del paese: il canto sacro a cuncordu, storicamente legato alle confraternite religiose, e quello profano a tenore. Il repertorio comprende gotzos, canti della Passione, balli tradizionali, serenate e altre espressioni della cultura musicale locale.
La formazione ha affiancato alla trasmissione del patrimonio orale un percorso di collaborazione con artisti provenienti da esperienze differenti, tra cui Paolo Fresu, Enzo Favata, Luigi Lai, Mola Sylla e lo stesso Reijseger.
In The Face of God il violoncello e le voci non si limitano ad accompagnarsi reciprocamente, ma costruiscono un dialogo nel quale improvvisazione e tradizione mantengono la propria identità. La scelta di ospitare i due concerti in altrettante chiese contribuisce a sottolineare la dimensione spirituale e raccolta del progetto.

daoud: l’8 dicembre la nuova tromba jazz al Teatro Garau
La conclusione della Winter Edition è prevista martedì 8 dicembre alle 21 al Teatro Garau di Oristano, con il trombettista franco-marocchino daoud.
Compositore e produttore oltre che strumentista, daoud appartiene a una generazione di musicisti che considera il jazz un linguaggio aperto, capace di dialogare con hip-hop, elettronica e nuove forme di produzione musicale.
Il suo percorso artistico è caratterizzato da una scrittura che alterna energia ritmica e sensibilità melodica, ironia e introspezione, esplorando temi come la fragilità, il senso di inadeguatezza e la possibilità di ricominciare.
Dopo Good boy, pubblicato nel 2024, ha proseguito la propria ricerca con l’album ** ok **, uscito per l’etichetta tedesca ACT, nel quale le contaminazioni musicali si accompagnano a un immaginario visivo che utilizza provocazione, satira e riferimenti all’infanzia.
La sua attività concertistica lo ha portato in contesti internazionali come il Ronnie Scott’s di Londra, il Montreux Jazz Festival e Jazz in Marciac.
A Oristano si presenterà in quartetto, accompagnato da Thomas Perier alle tastiere, Louis Navarro al contrabbasso e Quentin Braine alla batteria. Una formazione che mette al centro l’interazione tra tromba e sezione ritmica, alternando improvvisazione, pulsazioni contemporanee e cambiamenti di intensità.

Biglietti, agevolazioni e informazioni
I concerti dei C’mon Tigre, il 4 dicembre, e di daoud, l’8 dicembre, si terranno al Teatro Garau di Oristano, con inizio alle 21. Il biglietto per ciascuna serata costa 20 euro più diritti di prevendita. È disponibile anche un abbonamento a 30 euro, valido per entrambi gli appuntamenti.
Per favorire la partecipazione delle nuove generazioni, Dromos mette a disposizione biglietti a 3 euro più diritti di prevendita per giovani e studenti.
Saranno invece a ingresso libero i due concerti di The Face of God, previsti il 5 dicembre alle 19 a Masullas e il 6 dicembre alle 19 a Cabras.
Biglietti e abbonamenti per gli appuntamenti al Teatro Garau saranno disponibili attraverso il sito ufficiale www.dromosfestival.it.
Per informazioni è possibile contattare la segreteria del festival al numero 0783 310490, via WhatsApp al 334 8022237 oppure all’indirizzo info@dromosfestival.it.
[O.M.]


