Dal 5 novembre all’11 dicembre il Teatro Lirico di Cagliari ospita Hommage à Roland Petit, la mostra fotografica promossa da Asmed che ripercorre la carriera del grande coreografo francese. Oltre cento immagini raccontano la sua rivoluzione artistica, tra balletto, sensualità, moda e rock, con un omaggio anche a Zizi Jeanmaire.
Ballerino, coreografo, vate del balletto moderno narrativo, Roland Petit è stato una delle icone della danza del Novecento. Fece dialogare l’arte di Tersicore con la letteratura, la pittura, la poesia e la moda. Mise il suo genio al servizio del balletto classico come del musical, non smettendo mai di rinnovare, sorprendere, emozionare, portando, con un salto in avanti, anche l’eros sul palcoscenico: rese la donna seducente, maliziosa, astuta, come nessun altro prima di lui aveva mai fatto.
Al vulcanico, perfezionista e ironico maestro francese (nato a Villemomble ma parigino d’adozione), scomparso nel 2011 a 87 anni, Asmed e Teatro Lirico di Cagliari dedicano la mostra Hommage à Roland Petit, in programma nel foyer dal 5 novembre, giorno in cui viene inaugurata da Cristiana Camba, direttrice artistica del Find, e dal sovrintendente Andrea Cigni, fino all’11 dicembre.

Ideata da Paola Leoni, colei che fece conoscere la danza contemporanea in Sardegna e fondatrice del Find, e da Carmela Piccione, giornalista e critica di danza di lungo corso, la mostra raccoglie oltre cento fotografie che immortalano i più importanti spettacoli di Petit approdati nei maggiori teatri lirici del nostro Paese, tra cui Le Jeune Homme et la Mort, del 1946, balletto cardine dell’esistenzialismo, con libretto di Jean Cocteau e che nel ’51 entrò nel repertorio dell’American Ballet Theatre. E la scandalosa Carmen, del 1949, danzata sulle punte dall’inizio alla fine e con tanto di ballerina a letto con il partner. “Volevo una Carmen con lo charme di Merimée, la foga di Bizet, la tecnica del balletto contemporaneo che mi ha sedotto dalla mia giovinezza”, dichiarò al riguardo. Uno spettacolo emblema della sua grandezza, portato in scena da Zizi Jeanmaire, che sarebbe poi diventata sua moglie. “L’idea di allestire questa mostra nel Teatro Lirico nasce da una visione comune della danza tra noi e il sovrintendente Cigni”, afferma Cristiana Camba. Una visione che collega la danza classica a quella contemporanea, anche perché Petit rimane tra quelli che il balletto lo ha rivoluzionato: “La mostra compie ventidue anni. Paola Leoni e Carmela Piccione intrapresero una ricerca sul suo lavoro, a partire dal movimento, che doveva avere una vera e propria drammaturgia, e poi soprattutto il fatto che i danzatori dovessero riflettere la psicologia dei personaggi. Unitamente ai temi indagati, come la violenza, l’alienazione, la solitudine, la sensualità. Petit si mosse a 360 gradi nel mondo dell’arte, abbracciando anche generi musicali come il rock”.
Indimenticabile fu nel ’72 Pink Floyd Ballet del Ballets de Marseille con cui rese rock il balletto, andato in scena nel porto di Marsiglia con la musica dal vivo del celebre gruppo inglese. Figlio di un’italiana (la madre creò le scarpette Repetto famose nel mondo del balletto) e di un francese, si formò all’Opéra di Parigi, lavorando negli anni con tutti i più grandi della danza, da Nureyev a Baryshnikov passando per Fred Astaire fino ai nostri Carla Fracci, Luciana Savignano, Alessandra Ferri, Eleonora Abbagnato, Luigi Bonino, Roberto Bolle, Massimo Murru. Firmò 150 opere, stringendo sodalizi con figure immense come Picasso, Ernst, César, Cocteau, Prévert, Dutilleux, Gainsbourg, Saint-Laurent, Dior. La mostra è visitabile negli orari di apertura della biglietteria del teatro e durante gli spettacoli.


