Dal 5 novembre al 4 dicembre l’undicesima edizione del festival organizzato da Theandric Teatro Nonviolento. In programma incontri, reading in sette lingue, laboratori educativi e tre spettacoli teatrali. Al centro il rapporto tra cultura, pace, informazione, diritti e partecipazione civile.
Un’amicizia nata da un gesto di solidarietà nel 1952 diventa il punto di partenza per interrogare il presente e riflettere sulle possibilità di costruire una società fondata sull’ascolto, sulla cooperazione e sul rifiuto della violenza. È il rapporto tra Aldo Capitini e Danilo Dolci a ispirare l’XI edizione del Love Sharing Festival, in programma a Cagliari dal 5 novembre al 4 dicembre 2026 con il titolo “Capitini e Dolci: voci da un’amicizia”.
Ideato e organizzato da Theandric Teatro Nonviolento, con la direzione artistica di Maria Virginia Siriu e la consulenza scientifica di Salvatore Deiana, ricercatore di Pedagogia generale e sociale all’Università di Cagliari, il festival propone un percorso che intreccia teatro, letteratura, ricerca, educazione e impegno civile. La manifestazione avrà come sede principale il Teatro Sant’Eulalia, in via del Collegio 2, affiancato da spazi universitari e scolastici che ospiteranno le attività formative.
Il programma si sviluppa attraverso incontri pubblici, reading multiculturali, laboratori e tre produzioni teatrali, affrontando questioni che attraversano il dibattito contemporaneo: la responsabilità individuale di fronte ai conflitti, il rapporto tra informazione e verità, la rappresentazione della disabilità, l’educazione alla nonviolenza e le forme di dominio che possono manifestarsi nelle relazioni sociali.
Capitini e Dolci, un’amicizia che attraversa il pensiero nonviolento
Il filo conduttore dell’edizione richiama un episodio del 1952, quando Aldo Capitini scrisse a Danilo Dolci durante il primo digiuno di quest’ultimo in Sicilia. Quel gesto di solidarietà segnò l’inizio di un rapporto umano e intellettuale tra due protagonisti della cultura nonviolenta italiana.
Capitini, filosofo, educatore e promotore della nonviolenza, sviluppò una riflessione sulla partecipazione democratica, sull’opposizione all’autoritarismo e sulla responsabilità personale nella trasformazione della società. Dolci, attraverso il lavoro educativo e sociale condotto soprattutto in Sicilia, elaborò esperienze fondate sull’ascolto, sulla partecipazione delle comunità e sulla maieutica reciproca.
Il loro incontro costituisce il riferimento di un festival che considera la nonviolenza non soltanto come opposizione alla guerra, ma come pratica quotidiana capace di intervenire nei rapporti tra persone, nelle istituzioni e nei processi educativi.
A sintetizzare questa prospettiva è anche un verso di Danilo Dolci, «Ciascuno cresce solo se sognato», che richiama la responsabilità delle relazioni e il valore di una comunità capace di riconoscere le possibilità di ciascuno.
Giovedì 5 novembre: responsabilità civile, culture e informazione
La manifestazione prenderà il via giovedì 5 novembre alle 18, al Teatro Sant’Eulalia, con “Con Günther Anders. Per agire prima che sia troppo tardi”, incontro con Arnaldo Scarpa dedicato al pensiero del filosofo e alla sua attualità di fronte alle guerre, alla minaccia nucleare e alla crisi ecologica.
Il confronto partirà dal rapporto tra consapevolezza e responsabilità, interrogando la capacità individuale e collettiva di riconoscere i rischi del presente e di intervenire prima che le loro conseguenze diventino irreversibili.
Alle 19 sarà proposta la prima parte dei Reading multiculturali, un percorso di fiabe narrate in sette lingue e accompagnate dalla traduzione italiana. I racconti, provenienti da tradizioni differenti, diventeranno uno strumento per mettere in relazione memorie, identità e forme narrative, ricercando gli elementi comuni che attraversano le esperienze umane.
La giornata si concluderà alle 20 con “Le verità”, incontro con Susi Ronchi, Silvano Tagliagambe, Micaela Morelli e Roberta Secci.
Al centro del confronto il volume realizzato da GiULiA Giornaliste Sardegna insieme all’Università di Cagliari, che raccoglie il contributo di diciotto voci esperte per analizzare i meccanismi della post-verità e dell’infodemia.
L’appuntamento affronterà il rapporto tra informazione, conoscenza e responsabilità, in un contesto nel quale la moltiplicazione delle fonti e la rapidità della circolazione delle notizie rendono sempre più importante distinguere i fatti dalle interpretazioni e dalle manipolazioni.
Venerdì 6 novembre: disabilità, linguaggio e antifascismo
Venerdì 6 novembre, alle 18, il festival proporrà “Donne, disabilità e media. Parole vs barriere”, incontro con Susi Ronchi, Donatella Petretto, Sandra Pani e Daniela Paba.
Il confronto sarà dedicato al ruolo dell’informazione nella rappresentazione delle persone con disabilità, con particolare attenzione alle esperienze delle donne. Il linguaggio giornalistico e mediatico sarà considerato come uno degli strumenti attraverso i quali possono essere riprodotti stereotipi, atteggiamenti paternalistici e discriminazioni, oppure promosse forme di rappresentazione più consapevoli e rispettose.
Alle 19 proseguiranno i Reading multiculturali, con la seconda parte del percorso dedicato alle fiabe in sette lingue.
Alle 20, Gabriella Falcicchio sarà protagonista dell’incontro “Antifascismo tra i giovani”, dedicato al pensiero di Aldo Capitini e al significato dell’antifascismo come esperienza di formazione civile.
L’appuntamento proporrà una riflessione sulle forme dell’autoritarismo e sulle possibilità di riconoscerle e contrastarle attraverso pratiche nonviolente, mettendo in relazione l’eredità del pensiero capitiniano con le responsabilità delle nuove generazioni.
La stessa giornata comprenderà anche un incontro universitario. Dalle 14 alle 15.30, nell’Aula Capitini del Corpo aggiunto della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari, Gabriella Falcicchio, dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, terrà “La pedagogia politica e sociale di Aldo Capitini e la nonviolenza”.
Sono previsti i saluti istituzionali di Elisabetta Gola, direttrice del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia, e gli interventi introduttivi di Salvatore Deiana sulla pedagogia sociale e Claudia Secci sulla pedagogia politica.
Sabato 7 novembre: poesia e pratiche quotidiane della nonviolenza
La terza giornata di incontri pubblici, sabato 7 novembre, si aprirà alle 17 con “Oltre ogni confine. Di volti, di luoghi, di inquietudini e di sogni”, appuntamento con Pierpaolo Loi e Carlo Bellisai.
Attraverso la poesia, l’incontro affronterà i temi della pace e della giustizia sociale, ricercando nella parola uno spazio di dialogo capace di attraversare confini culturali e differenze.
Alle 18 Gabriella Falcicchio e Giada Martino proporranno “L’atto atomico della nonviolenza”, dedicato alla possibilità di riconoscere nella nonviolenza una pratica concreta, capace di modificare i comportamenti individuali e le relazioni quotidiane.
Alle 19 sarà presentata la terza parte dei Reading multiculturali.
La giornata si concluderà alle 20 con “La strada dell’adattamento maieutico reciproco”, incontro con Tiziana Rita Morgante, Caterina Benelli e Annabella Coiro, coordinato da Salvatore Deiana.
Il confronto prenderà spunto dai volumi Educare e disobbedire. In dialogo con Danilo Dolci, Danilo Dolci educatore di comunità fragili. Una prospettiva interdisciplinare e BeHuman. Donne e uomini che hanno scelto la nonviolenza attiva.
Al centro della riflessione sarà la maieutica reciproca, il metodo educativo legato all’esperienza di Danilo Dolci che valorizza il contributo dei partecipanti attraverso domande, ascolto e costruzione condivisa della conoscenza.
La formazione tra università e scuola
Accanto agli appuntamenti pubblici, Love Sharing dedica uno spazio specifico alla formazione, coinvolgendo il mondo universitario, il personale scolastico e le persone interessate alle pratiche educative nonviolente.
Sabato 7 novembre, dalle 9 alle 12.30, nell’Aula 3 del Corpo centrale della Facoltà di Studi Umanistici di Cagliari, si terrà “Dal trasmettere al comunicare”, incontro con l’autrice e laboratorio maieutico condotto da Tiziana Rita Morgante.
L’attività proporrà un’esperienza di maieutica reciproca ispirata al lavoro di Danilo Dolci, nella quale il confronto tra i partecipanti diventa parte integrante del processo di apprendimento. Il laboratorio sarà introdotto da Salvatore Deiana e si concluderà con la consegna degli attestati.
Lunedì 9 novembre, dalle 9 alle 12.30, l’Aula Magna dell’I.T.I. Marconi, in via Valerio Pisano, nella zona di Terramaini a Cagliari, ospiterà “Smontare il virus del dominio a scuola: riconoscere la violenza implicita e trasformarla in pratiche di nonviolenza”, incontro con Annabella Coiro.
Il seminario affronterà i meccanismi di dominio e le forme di violenza implicita che possono manifestarsi nelle relazioni scolastiche, proponendo strumenti per riconoscerli e trasformarli attraverso pratiche educative fondate sull’ascolto e sulla cooperazione.
Dopo l’introduzione di Andrea Degiorgi, del CESP Cagliari, il percorso alternerà attività di gruppo e confronto in plenaria, con conclusioni e consegna degli attestati.
I due appuntamenti del 7 e del 9 novembre comprendono corsi di formazione in servizio per il personale scolastico, a cura del CESP – Centro studi per la Scuola Pubblica, ente accreditato e qualificato per la formazione, e sono realizzati con Theandric Teatro Nonviolento e il Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell’Università di Cagliari.
La partecipazione è aperta anche a persone esterne al mondo della scuola, previa iscrizione e fino a esaurimento dei posti disponibili.
Tre spettacoli teatrali tra Grazia Deledda, Collodi ed Eschilo
Dopo gli incontri e le attività formative, il festival proseguirà con tre spettacoli teatrali ospitati dal Teatro Sant’Eulalia, nei quali la riflessione sulla nonviolenza si svilupperà attraverso testi e tradizioni differenti.
Venerdì 20 novembre alle 19 andrà in scena “La via del male”, della Compagnia Teatrale García Lorca, tratto dall’omonimo romanzo di Grazia Deledda.
La regia e l’adattamento sono di Patrizia Viglino, in scena con Antonella Chironi al pianoforte. I video sono di Piero Pais, con Leila Komijanni ed Emanuele Gosamo.
Lo spettacolo intreccia parola, musica e immagini per raccontare il mondo interiore dei personaggi deleddiani, attraversato dal conflitto tra desiderio, responsabilità e conseguenze delle proprie scelte.
La produzione nasce nell’ambito del percorso internazionale “Deledda in cammino”, e propone una rilettura scenica del romanzo che mette al centro la possibilità di modificare il proprio destino.
Venerdì 27 novembre alle 19 sarà la volta di “Pinocchiuccio mio”, conferenza-spettacolo di Teatro Nucleo, da Collodi, di e con Daniele Giuliani.
Il lavoro intreccia esperienza artistica e ricerca pedagogica, utilizzando la figura di Pinocchio per affrontare i temi dell’identità, dell’errore e della crescita.
Il racconto del percorso teatrale sviluppato da Giuliani in differenti contesti sociali sarà accompagnato da brani interpretati dal vivo e da momenti di dialogo con il pubblico.
La conclusione del festival è prevista per venerdì 4 dicembre alle 19 con “Coefore” di Eschilo, nella produzione di Teatro S’Arza, con la regia di Romano Foddai e l’interpretazione di Maria Paola Dessì, Francesco Petretto e Stefano Petretto.
La tragedia racconta il ritorno di Oreste dopo l’assassinio di Agamennone e il conflitto tra vendetta, colpa e giustizia. Attraverso la rilettura del testo classico, lo spettacolo interroga il perpetuarsi della violenza e l’eredità dei conflitti, mettendo in relazione la dimensione tragica del mito con questioni che attraversano anche il presente.
Un festival che mette in relazione cultura e partecipazione
Nato nel 2015, Love Sharing ha sviluppato negli anni un percorso nel quale le arti performative diventano strumenti di confronto tra esperienze, saperi e sensibilità differenti.
La scelta di dedicare l’undicesima edizione al rapporto tra Capitini e Dolci permette di collegare ambiti apparentemente distanti, dall’informazione alla disabilità, dalla formazione scolastica al teatro, riconoscendo nella nonviolenza un terreno comune di riflessione e di azione.
Informazioni e prenotazioni
Il Love Sharing Festival 2026 si svolgerà a Cagliari dal 5 novembre al 4 dicembre, con il Teatro Sant’Eulalia, in via del Collegio 2, come sede principale.
Gli incontri pubblici del 5, 6 e 7 novembre sono gratuiti con prenotazione. I tre spettacoli teatrali del 20 e 27 novembre e del 4 dicembre sono a pagamento, con prenotazione e saldo in teatro.
Per gli appuntamenti universitari e i laboratori formativi sono previste modalità di iscrizione specifiche attraverso i moduli predisposti dall’organizzazione.
Per informazioni: 339 5628680 e lovesharingfestival@gmail.com.
Prenotazioni incontri: https://forms.gle/mDryq8wSFdFzDFSe7
Prenotazioni spettacoli: https://www.diyticket.it/festivals/149/love-sharing
Aggiornamenti sui canali Facebook LovesharingFestival e Instagram lovesharingfestival.
[O.M.]


