L’infanzia al centro, tra teatro, danza, musica e nuove forme di partecipazione

Fino al 17 dicembre prosegue tra Cagliari, Nuoro e Oristano la terza edizione del festival del Teatro di Sardegna, curato da Valentina Salis. Spettacoli, danza, circo contemporaneo, musica e laboratori per un progetto che considera bambine e bambini non soltanto spettatori, ma protagonisti della vita culturale. Dalla prima infanzia all’adolescenza, un calendario che mette al centro l’ascolto, l’accessibilità e il rapporto tra arte e comunità.

Che cosa accade quando il teatro smette di considerare i bambini soltanto come un pubblico al quale rivolgersi e comincia a riconoscerli come persone capaci di partecipare alla costruzione dell’esperienza artistica? È intorno a questa domanda che si sviluppa Trattini, il festival del Teatro di Sardegna dedicato alle arti performative per l’infanzia, giunto alla terza edizione e in programma fino al 17 dicembre tra Cagliari, Nuoro e Oristano.

Curata da Valentina Salis, la manifestazione attraversa linguaggi e fasce d’età differenti, dalla danza per i neonati al circo contemporaneo rivolto agli adolescenti, passando per il teatro visivo, le esperienze sonore e i laboratori dedicati al movimento. Una programmazione distribuita nell’arco di oltre due mesi, che affianca agli spettacoli incontri e percorsi formativi destinati a educatori, artisti e operatori culturali.

L’idea di fondo è che l’incontro con l’arte non debba essere un’occasione eccezionale nella vita dei più piccoli, ma una possibilità continuativa. Non si tratta soltanto di avvicinare nuove generazioni al teatro, ma di interrogarsi su come le istituzioni culturali possano accogliere forme diverse di partecipazione, riconoscendo anche ai bambini più piccoli una propria sensibilità e capacità di relazione.

«Trattini – scrive Valentina Salis – non è una successione di eventi, ma una costellazione di soglie, luoghi nei quali infanzia e età adulta possono trovarsi accanto senza che gli uni debbano necessariamente guidare e gli altri seguire».

Una prospettiva che modifica il rapporto tradizionale fra chi crea e chi assiste. Il bambino non è chiamato semplicemente a comprendere un messaggio preparato dagli adulti: può esplorare, reagire, muoversi, ascoltare e contribuire con la propria presenza a dare forma all’esperienza.

Dalla luce al movimento, il teatro dei primi anni

La programmazione è cominciata in ottobre a Cagliari con Mumblu e Batu della compagnia Artefactos Bascos, presentati in collaborazione con Tuttestorie Festival. Due lavori che hanno coinvolto il pubblico infantile attraverso esperienze sensoriali, arti visive, gioco e costruzione condivisa di ambienti e percorsi. Il festival ha poi ospitato Ninabu della compagnia croata Shooma, presentato a Nuoro e Cagliari, una creazione coreografica rivolta a bambine e bambini dai tre ai diciotto mesi e agli adulti che li accompagnano.

È proprio la primissima infanzia uno degli ambiti più interessanti del progetto. Portare uno spettacolo davanti a bambini che non hanno ancora sviluppato pienamente il linguaggio verbale significa ripensare alcuni elementi fondamentali della scena: il tempo, la distanza, la durata dell’attenzione, la relazione fra movimento e percezione.

In questa direzione si inserisce Spot de La Baracca – Testoni Ragazzi, in programma venerdì 6 novembre all’Auditorium Maccioni di Nuoro, alle 16.30 e alle 18, e successivamente sabato 7 e domenica 8 novembre a Sa Manifattura, a Cagliari, rispettivamente alle 18 e alle 17.

Rivolto ai bambini da uno a quattro anni, lo spettacolo appartiene a una trilogia dedicata alla relazione fra luce, spazio e attenzione. La luce diventa un elemento scenico attraverso il quale costruire possibilità di osservazione e scoperta, in un’esperienza pensata per un pubblico che incontra il teatro attraverso il corpo e i sensi prima ancora che attraverso le parole.

La Baracca – Testoni Ragazzi tornerà anche a Oristano, al Teatro Garau, martedì 17 novembre alle 17, con Viaggio di una Nuvola, dedicato alle famiglie con bambini da uno a quattro anni. Il giorno successivo, alle 10.30, è prevista una replica per i servizi educativi da zero a sei anni.

Il circo contemporaneo racconta il rapporto con la tecnologia

Fra gli appuntamenti rivolti a un pubblico più grande figura Going Nowhere della compagnia danese Outofbalanz, una creazione che intreccia circo contemporaneo, body percussion, manipolazione di oggetti e danza acrobatica.

Al centro dello spettacolo c’è il rapporto con la tecnologia e con il flusso continuo di stimoli che attraversa la vita quotidiana. La difficoltà di sottrarsi alle distrazioni diventa materia scenica attraverso un linguaggio fisico, privo di parole, nel quale il movimento e il ritmo sostituiscono il racconto verbale.

Il lavoro sarà presentato l’11 e il 12 novembre alla Palestra CESP di Nuoro, alle 10.30, mentre a Cagliari è prevista una replica scolastica il 13 novembre e una rappresentazione aperta al pubblico sabato 14 novembre alle 17 a Sa Manifattura, rivolta a spettatori dai dieci anni.

La scelta di utilizzare il circo e la danza acrobatica per affrontare un tema come la dipendenza dalle distrazioni digitali permette di spostare la riflessione dal piano esclusivamente teorico a quello dell’esperienza fisica. Il corpo diventa il luogo nel quale rendere visibili automatismi, tensioni e difficoltà che caratterizzano il rapporto contemporaneo con la tecnologia.

Il diritto di partecipare alla cultura

Accanto alla programmazione artistica, Trattini dedica un’attenzione specifica all’accessibilità e ai diritti culturali. Il tema attraversa la seconda edizione di Carpe Diem – Occasioni da non perdere!, progetto del Teatro di Sardegna sostenuto da ASSITEJ Italia.

Dopo la giornata di studio del 31 ottobre con Dalija Aćin Thelander, artista e ricercatrice impegnata nella creazione di performance immersive e multisensoriali per neonati, bambini e pubblici neurodivergenti, il confronto proseguirà sabato 7 novembre alle 15 con la tavola rotonda Diritto di esserci: accessibilità e infanzia tra diritti e pratiche culturali.

L’incontro coinvolgerà istituzioni, operatori e realtà culturali ed educative, affrontando una questione che riguarda direttamente il funzionamento dei luoghi della cultura: come rendere la partecipazione possibile anche per chi incontra barriere fisiche, sensoriali, comunicative o sociali?

Il problema non si esaurisce nell’adattamento degli spazi. Riguarda anche il modo in cui gli spettacoli vengono pensati, le modalità di accoglienza, il rapporto con le famiglie e il riconoscimento di bisogni differenti.

In questa prospettiva, l’accessibilità non rappresenta un servizio aggiuntivo, ma una condizione attraverso la quale ripensare la relazione fra istituzioni culturali e comunità.

Quando la musica comincia prima delle parole

Uno dei percorsi più significativi del festival riguarda il rapporto fra suono, movimento e prima infanzia.

Sabato 28 novembre a Oristano, Francesca Romana Motzo curerà tre Esperienze sonoro-musicali rivolte a pubblici differenti. Alle 11 Musica inAttesa coinvolgerà i genitori in attesa; alle 16 Musica inNata sarà dedicato alle famiglie con bambini da zero a dodici mesi; alle 18 Musica inMovimento si rivolgerà alla fascia dai dodici ai ventiquattro mesi.

La successione dei tre incontri segue idealmente alcune delle prime fasi della relazione fra adulti e bambini, individuando nella musica una possibilità di comunicazione che precede e accompagna lo sviluppo del linguaggio.

Il suono, del resto, entra molto presto nell’esperienza umana. La voce, il ritmo, la ripetizione e il movimento costituiscono forme di relazione attraverso le quali si costruiscono familiarità e riconoscimento reciproco.

Nel programma di Trattini, queste esperienze non sono presentate come semplici attività di intrattenimento, ma come occasioni nelle quali l’ascolto diventa una pratica condivisa.

È una prospettiva che ritroviamo anche nel lavoro sul corpo e sulla danza, sviluppato attraverso la presenza del coreografo giapponese Takeshi Matsumoto.

Martedì 17 novembre alle 18, al Teatro Garau di Oristano, Matsumoto condurrà Dancing Origami, laboratorio per bambini dai quattro ai sette anni accompagnati da un adulto, nel quale l’arte della piegatura della carta diventa punto di partenza per esplorare il movimento.

Il giorno successivo, alle 17.30, lo stesso teatro ospiterà Tra corpo e parola. Poetiche artistiche tra Italia e Giappone, incontro dedicato alle pratiche artistiche per l’infanzia, con il Teatro di Sardegna, gli artisti de La Baracca e Matsumoto.

Dal 20 al 22 novembre, il coreografo condurrà inoltre Origami Bodies: Dance, Play, and Early Years Creation, percorso formativo rivolto alle educatrici del Comune di Cagliari, realizzato in collaborazione con La Baracca – Teatro Testoni di Bologna.

Dicembre, la poesia delle piccole cose

L’ultima parte del festival, realizzata a Cagliari in collaborazione con il Festival Incipit, porterà all’Exma due creazioni che utilizzano linguaggi differenti per avvicinarsi all’immaginario infantile.

L’11 e il 12 dicembre alle 17, il Teatro nel Baule presenterà Sasso liscio, foglia rossa, guscio di noce, spettacolo rivolto a un pubblico dai cinque anni. Il racconto poetico e visivo intreccia elementi naturali, memoria e immaginazione, affrontando anche questioni complesse come il conflitto, la migrazione e la speranza.

La scelta di partire da oggetti e immagini semplici suggerisce una possibilità caratteristica del teatro per l’infanzia: affrontare temi difficili senza necessariamente riprodurre il linguaggio e le forme narrative degli adulti.

Il 12 dicembre alle 11 e il 13 dicembre alle 17, sempre all’Exma, Cada Die Teatro presenterà armonia, spettacolo per bambini da un anno di età, costruito attraverso voce, respiro, suono e parola poetica.

Domenica 13 dicembre, alle 10, la performer e formatrice Simona Di Maio condurrà inoltre Il corpo racconta, laboratorio rivolto a educatrici, educatori dei nidi e artisti.

Sarà proprio armonia a concludere la terza edizione di Trattini, dal 15 al 17 dicembre, con appuntamenti negli asili nido di Nuoro.

La scelta di portare lo spettacolo direttamente nei luoghi della quotidianità educativa rappresenta uno degli aspetti più riconoscibili della manifestazione. Non soltanto accompagnare i bambini verso il teatro, ma permettere al teatro di raggiungerli negli spazi che frequentano ogni giorno.

Crescere insieme al teatro

Fra gli strumenti attraverso i quali il Teatro di Sardegna cerca di costruire una relazione continuativa con il pubblico più giovane figura anche il Passaporto Spettatore Nato, un dispositivo simbolico pensato per accompagnare bambine e bambini nell’incontro con i linguaggi contemporanei della scena.

È un’immagine che restituisce bene il senso complessivo del festival: diventare spettatori non significa soltanto imparare a stare seduti davanti a un palcoscenico. Significa sviluppare curiosità, attenzione, capacità di interpretazione e disponibilità a confrontarsi con esperienze differenti.

Trattini prova a costruire questo percorso cominciando dai primi mesi di vita, quando il teatro può essere soprattutto luce, suono, movimento e prossimità, per arrivare agli anni nei quali la scena diventa anche uno spazio nel quale interrogarsi sulla società, sulle relazioni e sulle trasformazioni del presente.

La questione, in fondo, non riguarda soltanto i bambini.

Riguarda anche gli adulti e le istituzioni culturali, chiamati a ripensare le proprie abitudini, i tempi della fruizione e il significato stesso della partecipazione.

Perché riconoscere l’infanzia come parte attiva della comunità significa accettare che anche i più piccoli possano modificare il nostro modo di guardare il mondo.

E che il teatro, prima ancora di insegnare qualcosa, possa offrirci un luogo nel quale imparare ad ascoltarci.

Informazioni: Il programma completo e le modalità di partecipazione sono disponibili attraverso i canali ufficiali del Teatro di Sardegna.

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