IED Cagliari apre Villa Satta alla città: nasce BookLab, la rassegna che mette in dialogo libri, design e cultura

Giovedì 29 ottobre alle 18 il primo appuntamento con Lucio Aru e il romanzo Gent’Arrubia, in dialogo con Ciro Auriemma. Fino alla primavera 2027 incontri gratuiti con Diego Fontana, Massimo Lumini, Francesco Abate, Benedetta Gori e Costanza Brogi, per esplorare i rapporti tra letteratura, creatività, tecnologia e territorio.

Un libro può diventare il punto di partenza di un progetto, uno strumento per interrogare il presente o un’occasione per mettere in relazione linguaggi apparentemente distanti. È da questa idea che nasce BookLab – Libri, autori, progetti in racconto a Villa Satta, la nuova rassegna promossa da IED Cagliari, che da giovedì 29 ottobre aprirà gli spazi della propria sede di viale Trento a un ciclo di incontri gratuiti con scrittori, ricercatori, progettisti e divulgatori.

L’iniziativa accompagnerà il pubblico dall’autunno 2026 alla primavera 2027, attraversando narrativa, comunicazione, design, cultura visiva, ambiente e tradizioni artistiche. Sei appuntamenti pensati per mettere in dialogo autori e autrici con studenti, docenti e cittadini, trasformando la presentazione di un libro in un’occasione di confronto e approfondimento.

La cornice sarà Villa Satta, sede cagliaritana dell’Istituto Europeo di Design, i cui giardini e spazi didattici diventeranno luoghi di incontro aperti alla città. Una scelta che riflette l’impostazione della rassegna: non considerare la lettura un’attività separata dalla progettazione, ma riconoscerle la capacità di alimentare processi creativi, sviluppare nuove prospettive e mettere in discussione idee consolidate.

Il primo appuntamento è fissato per giovedì 29 ottobre alle 18, con Lucio Aru e il suo romanzo d’esordio Gent’Arrubia, pubblicato dalla casa editrice indipendente siciliana Apalós. A dialogare con l’autore sarà Ciro Auriemma, in un incontro realizzato in collaborazione con l’associazione Le affinità elettive e con un bookcorner curato dalla libreria La Feltrinelli di Cagliari, sede di via Roma.

Lucio Aru e Gent’Arrubia: l’identità, il desiderio e il silenzio dell’Asinara

Fotografo e direttore creativo con una lunga esperienza nel settore della moda, Lucio Aru approda alla narrativa con un romanzo che intreccia la dimensione intima dei personaggi a uno dei luoghi più riconoscibili e complessi della storia contemporanea della Sardegna: il carcere dell’Asinara.

Al centro di Gent’Arrubia c’è Pietro, agente della polizia penitenziaria nel supercarcere dell’isola. La disciplina della divisa, il silenzio e la ripetizione delle giornate rappresentano per lui una forma di protezione dai ricordi di una famiglia spezzata. Un’esistenza costruita attorno al controllo, nella quale il passato continua tuttavia a esercitare la propria influenza.

L’arrivo di Nikolaj, detenuto russo descritto come fragile e magnetico, introduce una frattura in questo equilibrio. La diffidenza iniziale lascia progressivamente spazio a un’attrazione che mette in discussione le certezze di entrambi, mentre il rapporto si sviluppa all’interno di un ambiente segnato da regole rigide, tensioni e rapporti di potere.

Sullo sfondo si staglia l’Asinara, con il suo paesaggio isolato, il vento e la memoria carceraria. L’isola non è soltanto il luogo in cui si svolgono gli eventi, ma contribuisce a definire una condizione di separazione, nella quale il confine tra ciò che viene mostrato e ciò che viene nascosto assume un significato particolare.

La vicenda conduce Pietro a confrontarsi con una scelta: continuare a vivere dietro le difese costruite nel tempo oppure riconoscere una parte di sé che ha cercato a lungo di tenere lontana.

Nel romanzo, il rapporto tra identità e desiderio si intreccia così con i temi della paura, della vulnerabilità e della possibilità di cambiamento. La tensione narrativa, alimentata anche dalla prospettiva di una rivolta carceraria, accompagna una storia che pone al centro il conflitto tra le convenzioni imposte dall’ambiente e la libertà di riconoscere la propria identità.

L’incontro con Aru rappresenta un’apertura significativa per BookLab: un autore proveniente dal mondo della fotografia e della direzione creativa che sceglie la scrittura come ulteriore strumento espressivo. Un passaggio tra linguaggi differenti che si inserisce nella vocazione interdisciplinare dell’Istituto Europeo di Design.

Diana Bertinetti: «Per una scuola di design leggere significa già progettare»

A spiegare il senso della nuova iniziativa è Diana Bertinetti, direttrice di IED Cagliari, che individua nella relazione tra formazione e partecipazione culturale uno degli obiettivi principali della rassegna.

«Con BookLab vogliamo che Villa Satta diventi una casa aperta alla città, con i libri come occasione di confronto per i nostri studenti, i docenti e la comunità. Per una scuola di design leggere significa già progettare: ogni autrice e ogni autore che ospiteremo porta uno sguardo, un linguaggio, un territorio, e il nostro compito è trasformare questi incontri in laboratori di idee — è ciò che il nome stesso della rassegna racconta. Ringrazio tutti gli ospiti e i partner che hanno scelto di accompagnarci in questo primo anno di BookLab».

L’idea di laboratorio, richiamata fin dal titolo, non coincide necessariamente con la realizzazione di un’attività pratica. Riguarda piuttosto il modo in cui i contenuti di un libro possono diventare materia di discussione e contribuire a sviluppare nuove domande.

Per un’istituzione formativa che opera nei campi del design, della moda, della comunicazione e delle arti visive, il confronto con la letteratura e con la ricerca rappresenta anche un’opportunità per ampliare gli strumenti attraverso i quali osservare e interpretare la realtà.

Il programma di BookLab è costruito proprio attorno a questa pluralità di prospettive, accostando opere narrative a saggi dedicati alle trasformazioni tecnologiche, alla sostenibilità ambientale e alle tradizioni culturali.

A dicembre Diego Fontana: l’intelligenza artigianale nell’era degli algoritmi

Dopo l’appuntamento inaugurale, la rassegna proseguirà a dicembre con Diego Fontana, copywriter, docente e autore di Offline. Il potere dell’Intelligenza Artigianale, nell’era degli algoritmi.

Il libro affronta una questione centrale nella comunicazione contemporanea: il rapporto tra creatività umana, piattaforme digitali e sistemi algoritmici. Attraverso esempi che attraversano cinema, letteratura, strategie di mercato e comunicazione, Fontana esplora la possibilità di costruire percorsi alternativi rispetto alla dipendenza dalle piattaforme.

Al centro della riflessione emerge il concetto di Intelligenza Artigianale, intesa come un approccio all’innovazione che valorizza competenze, esperienza, capacità critica e dimensione umana del processo creativo.

Un tema particolarmente vicino alle discipline insegnate allo IED, dove l’evoluzione degli strumenti tecnologici pone interrogativi sempre più rilevanti sul ruolo del progettista e sul rapporto tra automazione e autonomia creativa.

Dal design sostenibile alla narrativa: Lumini e Abate

Il nuovo anno si aprirà con Massimo Lumini, architetto, docente e ricercatore indipendente, impegnato nello studio della progettazione sostenibile e delle relazioni tra natura e tecnologia.

Il suo WunderCAD-CAMmer propone una riflessione sul mondo delle tecnoscienze e sulle possibilità di dialogo tra sistemi naturali, processi tecnologici e creazioni artificiali.

Il titolo stesso richiama il rapporto tra meraviglia, progettazione e strumenti digitali, introducendo un campo di ricerca nel quale il design è chiamato a confrontarsi con le conseguenze ambientali e culturali dell’innovazione.

A febbraio sarà invece la volta dello scrittore e giornalista cagliaritano Francesco Abate, protagonista di un incontro dedicato al romanzo Gli indegni.

L’opera riporta il lettore negli anni Ottanta, raccontando una giovinezza vissuta ai margini delle convenzioni, tra irrequietezza, legami personali e desiderio di trovare il proprio posto nel mondo. Una narrazione che intreccia malinconia e vitalità, affidando alla memoria generazionale il compito di restituire atmosfere, contraddizioni e trasformazioni di un’epoca.

La presenza di Abate introduce nella rassegna una voce particolarmente legata alla città di Cagliari e alla sua tradizione narrativa contemporanea.

Benedetta Gori e Costanza Brogi: le piante e il tatuaggio giapponese come linguaggi culturali

A marzo BookLab si concentrerà sul rapporto tra esseri umani e mondo vegetale attraverso Botanica nascosta di Benedetta Gori, ricercatrice e divulgatrice scientifica.

Il libro esplora le relazioni tra piante, alimentazione e ambiente, intrecciando etnobotanica, cucina e autobiografia. Particolare attenzione viene dedicata alle specie vegetali capaci di adattarsi a suoli poveri, siccità e condizioni climatiche difficili, mettendo in evidenza il loro valore ecologico e nutrizionale.

La riflessione si inserisce in un dibattito più ampio sulla biodiversità, sulla conoscenza delle risorse naturali e sulla necessità di ripensare il rapporto tra attività umane ed ecosistemi.

L’ultimo appuntamento annunciato, previsto per aprile, vedrà protagonista Costanza Brogi, autrice e studiosa di cultura giapponese, che da oltre dieci anni approfondisce la tradizione dell’horimono, il tatuaggio tradizionale nipponico.

Il suo volume L’Arte del Tatuaggio Giapponese – Storia e Cultura del Wabori accompagna il lettore alla scoperta di una pratica nella quale immagini, simboli e composizioni visive assumono significati culturali e identitari.

La pelle diventa il supporto di un linguaggio artistico complesso, capace di raccontare storie e appartenenze attraverso figure e motivi tramandati nel tempo. Un argomento che permette di affrontare il rapporto tra corpo, immagine e tradizione, intrecciando storia dell’arte, cultura visiva e pratiche espressive.

Villa Satta come spazio di confronto aperto alla città

Con BookLab, IED Cagliari propone un percorso che attraversa discipline e sensibilità differenti, senza limitarsi alla promozione editoriale delle opere presentate.

La scelta degli ospiti mette in relazione narrativa e fotografia, comunicazione e tecnologia, progettazione e sostenibilità, divulgazione scientifica e tradizioni artistiche. Ambiti che condividono la necessità di osservare la realtà, interpretarne le trasformazioni e sviluppare nuove possibilità di espressione.

Il programma si inserisce nella più ampia attività dell’Istituto Europeo di Design, fondato nel 1966 da Francesco Morelli e oggi presente in Italia, Spagna e Brasile con percorsi formativi dedicati alle discipline creative.

L’apertura di Villa Satta alla cittadinanza rappresenta anche un modo per rafforzare il rapporto tra formazione e territorio, offrendo occasioni di incontro che coinvolgano non soltanto la comunità accademica, ma anche lettori, professionisti e persone interessate ai temi affrontati.

Tutti gli appuntamenti di BookLab saranno gratuiti e aperti al pubblico. Il primo incontro è in programma giovedì 29 ottobre alle 18, nella sede IED di Villa Satta, in viale Trento a Cagliari, con Lucio Aru e Ciro Auriemma.

Per informazioni è possibile scrivere a events.cagliari@ied.it.

[O.M.]

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