Gutturu Mannu, un autunno per entrare nel Parco

Da settembre a dicembre escursioni, trekking, archeologia, formazione e attività nella natura con «Autunno al Parco». Aperti anche i centri visita di Pantaleo e Piscinamanna. Il presidente Walter Cabasino: «Le comunità cominciano a vederlo come un’opportunità e non più un vincolo»

Conoscere una foresta camminandoci dentro, raggiungere i resti di un villaggio nuragico, imparare a leggere una carta e utilizzare il GPS, seguire gli antichi sentieri dei carbonai o attraversare il bosco rallentando il passo e prestando attenzione a ciò che normalmente sfugge. Da settembre a dicembre Gutturu Mannu prova a raccontarsi attraverso l’esperienza diretta del suo territorio.

È il principio attorno al quale nasce «Autunno al Parco 2026», il calendario promosso dal Parco naturale regionale di Gutturu Mannu attraverso il proprio Centro di educazione ambientale e alla sostenibilità (CEAS), con il coinvolgimento delle guide ambientali. Escursioni, trekking, cicloturismo, archeologia, educazione ambientale, formazione e sport accompagneranno gli ultimi mesi dell’anno in una delle maggiori aree forestali della Sardegna meridionale.

Il territorio del Parco attraversa dieci comuni – Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domus de Maria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra, Sarroch e Teulada – e comprende alcuni dei principali complessi forestali del Sulcis, tra i quali Gutturu Mannu, Piscinamanna, Is Cannoneris, Pantaleo e Monte Nieddu. Come riporta Sardegna Sentieri, l’area custodisce estesi boschi di leccio e l’areale occidentale del cervo sardo, oltre a tassi, agrifogli, sughere, corbezzoli e lentischi.

Anche i centri visita entreranno nel programma: quelli di Pantaleo, a Santadi, e Piscinamanna, a Pula, saranno aperti tutti i giovedì e le domeniche dalle 9.30 alle 16, offrendo un punto di accesso alla conoscenza del territorio e del suo patrimonio naturalistico.

«Grazie all’iniziativa promossa dal nostro CEAS e dalle guide ambientali del Parco siamo stati in grado di mettere insieme un ricco cartellone di appuntamenti che coniuga natura, sport ed escursionismo», spiega il presidente Walter Cabasino. «Grazie a iniziative di questo tipo, come già era successo in primavera, le comunità dei dieci paesi che costituiscono il Parco non solo imparano a conoscere meglio questo immenso patrimonio verde, ricco di attrazioni naturalistiche, storiche e archeologiche, ma cominciano a vederlo come un’opportunità e non più un vincolo».

Dai villaggi nuragici ai sentieri dei cervi

Il calendario è già cominciato e il prossimo appuntamento sarà sabato 26 settembre con «Su Casteddu de Adeva – villaggio nuragico», un’escursione che condurrà i partecipanti alla scoperta delle testimonianze di un territorio abitato fin dall’età nuragica.

A ottobre alla conoscenza del paesaggio si affiancherà quella degli strumenti necessari per attraversarlo. Il 10 e il 17 ottobre il Centro visita di Pantaleo ospiterà un corso di GPS e cartografia per escursionisti, articolato tra una parte teorica sulla lettura delle carte e sulla scelta degli itinerari e una parte pratica sul campo.

Nello stesso mese si camminerà verso «Is Cioffus – Su ‘Gorropeddu’ del Sud», alla scoperta di uno dei canyon naturali dell’Isola, mentre il trekking «Nuraghe Conca Moi» seguirà i sentieri frequentati dai cervi fino ai resti del nuraghe.

Il rapporto tra natura e presenza umana diventerà ancora più evidente negli appuntamenti di novembre. Il programma condurrà a Punta Sebera, dove si trovano anche i castagneti documentati negli strumenti di pianificazione del Parco, e verso il villaggio nuragico di Fanebas.

Il 15 novembre l’escursione «Is Fanebas» entrerà nel cuore del Parco attraverso le storie delle persone che nel tempo hanno abitato e trasformato questi luoghi. Nella stessa giornata «Il Bosco che rallenta tra silenzio e meraviglia» proporrà invece un’esperienza che unirà Forest Bathing, educazione emozionale e pedagogia dell’esperienza, spostando l’attenzione sul rapporto tra natura, percezione e benessere.

Il calendario continuerà il 22 novembre con «La Gola di Calamixi» e il 29 novembre con il Sentiero 200 Crapitta. A dicembre saranno invece gli antichi percorsi legati al lavoro e alla storia del territorio a segnare l’ultima parte della rassegna: il 12 dicembre «Andria Pastori» seguirà i sentieri dei carbonai, mentre il 20 dicembre «Fanebas – La valle dei tassi» chiuderà il programma tra alberi e ambienti conservati nel cuore dell’area protetta.

Gutturu Mannu tra sport e ricerca

La fruizione del Parco passerà anche attraverso lo sport. Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre Gutturu Mannu entrerà infatti nel programma di «Orienteering 4 Research Sardinia 2026», progetto che mette in relazione attività sportiva, ricerca scientifica e valorizzazione del territorio.

Il calendario culminerà nel «Five + Five Sardinia», secondo Memorial Mattia Debertolis, manifestazione riconosciuta dalla Federazione italiana sport orientamento come International Open Meeting e in programma dal 28 settembre al 9 ottobre. Il 30 settembre una delle prove si svolgerà proprio a Piscinamanna, mentre il progetto prevede anche l’aggiornamento della cartografia del Parco e la realizzazione nell’area di Pula di tre percorsi permanenti «Code Hunter», a Piscinamanna, Batteria Boggio e lungo il percorso fluviale.

«A ottobre le nostre foreste ospiteranno appuntamenti di carattere internazionale, come il campionato di orienteering, una disciplina sportiva che conta numerosi appassionati soprattutto nel Nord Europa», sottolinea Cabasino. «Per noi questo è l’anno zero, siamo impegnati a promuovere il Parco in tutti i suoi aspetti: i primi risultati ci dicono che stiamo andando nella giusta direzione: negli ultimi mesi sono oltre duemila i visitatori che hanno raggiunto le nostre montagne».

Il nodo dell’accessibilità

Aprire il Parco significa però fare i conti anche con le condizioni necessarie per poterlo attraversare. Una parte del patrimonio rimane difficilmente raggiungibile e la viabilità montana rappresenta uno dei problemi sui quali l’ente dovrà intervenire.

«Siamo consapevoli di questo limite, siamo al lavoro per superarlo per rendere percorribili le principali strade di montagna», afferma Cabasino.

Il tema si inserisce in una fase importante per il futuro dell’area protetta. A settembre la Giunta regionale ha adottato il Piano del Parco di Gutturu Mannu, che individua proprio Pantaleo, Is Cannoneris, Piscinamanna e Monte Arcosu come possibili nodi per l’accoglienza e i servizi e prevede centri visita, punti informativi, sentieri natura e percorsi accessibili, insieme alla mobilità lenta, alla manutenzione della rete sentieristica e al recupero delle strutture esistenti.

Sul fronte delle risorse, la recente variazione di bilancio regionale ha destinato complessivamente 23.295.061 euro ai quattro parchi naturali regionali di Gutturu Mannu, Molentargius-Saline, Porto Conte e Tepilora per rendere operativi gli interventi previsti dalla loro pianificazione. La ripartizione della somma tra i singoli parchi dovrà essere definita con un successivo provvedimento della Giunta regionale.

È una precisazione importante rispetto alla prospettiva indicata dallo stesso Cabasino: le risorse ci sono, ma la quota destinata specificamente a Gutturu Mannu non è ancora quantificata.

«Con la quota che ci verrà assegnata interverremo immediatamente sui percorsi più bisognosi di intervento», assicura il presidente.

«Autunno al Parco» si colloca così dentro un passaggio più ampio. Non soltanto un calendario di escursioni, ma il tentativo di costruire attorno a Gutturu Mannu una maggiore consapevolezza del patrimonio custodito dall’area protetta e, contemporaneamente, nuovi modi per renderlo conoscibile e accessibile senza separarne la fruizione dalla tutela.

Un equilibrio sul quale si misurerà anche l’attuazione del nuovo Piano: trasformare uno dei grandi patrimoni forestali della Sardegna in uno spazio vissuto dalle comunità e dai visitatori senza perdere di vista ciò che rende necessario proteggerlo.

La sede del Parco di Gutturu Mannu

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