La madre di tutte le musiche ha un nome e si chiama blues. Una musica che sta nel Dna di tutto ciò che il pubblico ascolta da un secolo a questa parte. Tutti i generi hanno debiti nei confronti del blues. Che è ovunque: nel jazz, nel rock nelle sue molteplici varianti, nel gospel, nel beat e nel pop, nel soul, nel rap e nella dance. Perfino la sinfonia Dal Nuovo Mondo di Dvorak del 1893 ne ha un accenno. Idioma comune che lega stili e generazioni, senza il quale non esisterebbe il linguaggio dei suoni moderni. Un collante emozionale che attraversa gli anni e le mode scandendo il flusso della vita. Ma anche un’espressione universale come l’opera e la tragedia greca, che nel Novecento portò Jean Cocteau a considerarlo “l’unico contributo sostanziale del nostro secolo alla poesia popolare”.
Attraverso la sua straordinaria capacità combinatoria, è diventato inesauribile fonte d’ispirazione per gli artisti più diversi. Sono stati i cantanti blues a insegnare alle popstar come dare alle note un’intonazione volutamente non precisa. E sono stati sempre loro a fare da palestra ai cantautori su come scrivere testi sulla vasta gamma di sentimenti. Nonostante industria discografica e grande pubblico si siano ormai dimenticati del blues, non va scordato che è stato John Lee Hooker, con le pungenti note anarchiche della sua chitarra, a insegnare il boogie a decine di rockstar; che i Rolling Stones hanno mutuato nome e stile dall’omonima canzone di Muddy Waters, signore del blues elettrico; che le urla ferine di Howlin’ Wolf e il suo uso fallico del microfono, hanno anticipato di decenni le gesta trasgressive di Jim Morrison. E che forse i Led Zeppelin non sarebbero mai nati se John Mayall, ispirato da Alexis Korner, non avesse colorato di bianco nei piccoli club londinesi il blues di Chicago. Da anni il mese di agosto è diventato il mese più caldo, in tutti i sensi, per i concerti blues.

Archiviati in luglio i bei set proposti alla Fiera di Cagliari da Eric Johnson e Matteo Mancuso, allestiti dalla cooperativa Forma e poesia nel jazz nell’ambito della rassegna MusiCA Arena in Fiera, e quelli offerti da Narcao Blues che anche quest’anno ha fatto il pieno emozioni, pubblico e applausi (The Devon Allman Blues Summit, Nikki Hill, Desoto Tiger’s Testimony, Janiva Magness, sono solo alcuni dei protagonisti sbarcati meno di un mese fa nella storica piazza Europa), l’attenzione dei bluesofili si sposta ora su Mama Blues, Rocce Rosse Blues e Aglientu Summer Blues Festival, che propongono artisti di pregio.

Il 14 notte alle 22, Mama Blues, costola di Dromos, ospita a Nureci la Treves Blues Band dell’istrionico e consumato armonicista-cantante Fabio Treves, pioniere in Italia della “musica del Diavolo”, che per una sera diventa Italian Blues Night con le presenze di due storici chitarristi: Paolo Bonfanti e Maurizio “Gnola” Glielmo. A completare il racconto di Mama Blues c’è anche la collaborazione con la Music Academy di Isili, realtà che affianca Dromos nel lavoro dedicato alla formazione e all’avvicinamento delle nuove generazioni alla musica. Un’attività che restituisce un’altra dimensione della presenza del blues a Nureci: non soltanto i concerti e gli artisti ospitati dall’Arena Mamma Blues, ma anche la trasmissione e la condivisione del linguaggio musicale attraverso attività rivolte ai più giovan

Sabato 22 nell’arena spettacoli dell’Istituto Salesiano Don Bosco a Lanusei, la trentaseiesima edizione di Rocce Rosse Blues mette in cartellone due gruppi storici della scena inglese: Dr. Feelgood e la loro consueta miscela di rock’n’roll, blues, folk, r’n’b, new wave, e Nine Below Zero (approdati la passata stagione nel capoluogo sardo) per quanti amano il blues-rock. Ultimo, ma non in termini di importanza, l’Aglientu Summer Blues Festival, organizzato dall’associazione culturale La Muita, giunto alla diciottesima edizione in programma dal 18 al 20 nell’Anfiteatro Comunale in via Aldo Moro. Tre intese giornate con ingresso gratuito (e after-show al termine delle serate principali), in cui sfilano guitar-hero del calibro di Robben Ford ed Eric Sardinas, armonicisti di vaglia come Andy J. Forest, specialisti della sei corde (Krissy Matthews, Pablo Van De Poel, Philipp Gerber, Oscar Logi) riuniti con il nome di Guitarmania, solisti di riferimento della scena blues-rock europea come nel caso di Manu Lanvin, e voci emergenti che amano spaziare tra i generi come quella della texana Tyle Blanc.


