Dal caso Zuncheddu alla Palestina, il cinema racconta giustizia e memoria: la settimana dell’Odissea a Cagliari

Dal 15 al 21 ottobre allo Spazio Odissea arriva “Zustìssia” di Francesco Piras, dedicato ai 33 anni di ingiusta detenzione di Beniamino Zuncheddu. Proseguono “Naza” e “Palestina 36”, mentre dal 22 ottobre è atteso “Alberi erranti” di Salvatore Mereu. Riparte anche il progetto didattico Cinema di Classe.

La giustizia e i suoi errori, le responsabilità del potere, la memoria storica e le conseguenze delle scelte collettive sulle vite individuali. Sono temi che attraversano la nuova programmazione del Cinema Spazio Odissea di Cagliari, dove da giovedì 15 a mercoledì 21 ottobre 2026 il cinema diventa uno strumento per interrogare vicende contemporanee e pagine ancora controverse della storia.

Al centro della settimana c’è Zustìssia, il film di Francesco Piras dedicato al caso di Beniamino Zuncheddu, l’uomo che ha trascorso 33 anni in carcere prima di essere assolto nel processo di revisione. Accanto alla produzione italiana, la sala di viale Trieste propone due opere che affrontano, da prospettive differenti, la questione palestinese: Naza, documentario realizzato da giornalisti e registi israeliani, e Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio di Annemarie Jacir, ambientato durante la rivolta araba contro il mandato britannico.

La programmazione guarda inoltre alla settimana successiva, quando arriverà Alberi erranti di Salvatore Mereu, mentre riparte Cinema di Classe, il progetto che propone alle scuole proiezioni, incontri e percorsi di educazione attraverso il linguaggio cinematografico.

“Zustìssia”, Francesco Piras racconta i 33 anni di Beniamino Zuncheddu

È una delle vicende giudiziarie più drammatiche della storia italiana recente. Nel 1991, un triplice omicidio commesso sui monti del Sud Sardegna conduce all’arresto e alla successiva condanna di Beniamino Zuncheddu. Per quell’accusa, l’uomo trascorrerà oltre tre decenni in carcere, prima che la revisione del processo porti alla sua assoluzione, pronunciata il 26 gennaio 2024.

A questa storia è dedicato Zustìssia, film del regista sardo Francesco Piras, in programmazione allo Spazio Odissea dal 15 al 21 ottobre, con tre spettacoli quotidiani alle 17, 19.15 e 21.30.

Nel cast figurano Michele Riondino, Fabrizio Ferracane, Paola Giannini, Jacopo Cullin, Francesco Colella e Geppi Cucciari, con la partecipazione di Philippine Leroy-Beaulieu.

Il racconto prende avvio dal delitto e dalle sue conseguenze giudiziarie, ma dedica particolare attenzione alla battaglia intrapresa molti anni dopo dall’avvocato Mauro Trogu, che decide di occuparsi gratuitamente del caso e di lavorare, insieme ad altri, per ottenere la revisione della condanna.

La vicenda di Zuncheddu pone interrogativi che vanno oltre il singolo procedimento. Il rapporto tra indagini e verità processuale, il peso degli errori giudiziari e la difficoltà di rimettere in discussione una condanna definitiva diventano questioni centrali per comprendere il funzionamento delle garanzie in uno Stato di diritto.

C’è poi la dimensione umana, forse la più difficile da restituire: quella di un’esistenza attraversata da una privazione della libertà che nessuna successiva decisione giudiziaria può cancellare.

Il titolo, Zustìssia, richiama direttamente il tema della giustizia, trasformando una vicenda profondamente radicata nella cronaca sarda in un racconto di interesse nazionale.

Il film ha una durata di 111 minuti e viene presentato come un’opera drammatica del 2026.

“Naza”, le testimonianze dall’interno del sistema militare israeliano

Prosegue allo Spazio Odissea anche la programmazione di Naza, documentario che affronta la guerra nella Striscia di Gaza attraverso testimonianze raccolte da registi e giornalisti israeliani.

Il film si sviluppa attorno a conversazioni riservate realizzate di notte sui tetti di Tel Aviv, durante le quali vengono intervistati membri dell’apparato militare israeliano. Attraverso queste testimonianze, gli autori intendono ricostruire i meccanismi decisionali e operativi legati alle azioni militari contro la popolazione palestinese.

Il punto di vista dichiarato dai registi è quello di un’inchiesta condotta dall’interno della società israeliana, con l’obiettivo di esaminare responsabilità, processi di disumanizzazione e dinamiche che rendono possibile la violenza su larga scala.

Il progetto si collega a un lavoro giornalistico sviluppato negli anni successivi agli attacchi del 7 ottobre 2023, con materiali e rivelazioni pubblicati anche da The Guardian in collaborazione con +972 Magazine e Local Call.

Nelle note di presentazione, gli autori sottolineano la differenza tra la pubblicazione di un’inchiesta e la costruzione di un’opera cinematografica: il documentario permette infatti di osservare non soltanto il contenuto delle testimonianze, ma anche esitazioni, reticenze e silenzi.

La scelta narrativa porta in primo piano una questione che attraversa il cinema documentario contemporaneo: come rappresentare la responsabilità individuale all’interno di strutture politiche e militari complesse, distinguendo tra le dichiarazioni dei testimoni, gli elementi documentati e le interpretazioni degli autori.

Naza viene proposto dal 15 al 20 ottobre alle 17 in versione italiana e alle 21 in lingua originale con sottotitoli italiani. Mercoledì 21 ottobre è prevista un’unica proiezione, alle 17, in versione italiana.

“Palestina 36”, Annemarie Jacir torna alle origini di un conflitto

La questione palestinese viene affrontata da una prospettiva storica in Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio, film del 2025 diretto da Annemarie Jacir.

La storia è ambientata nel 1936, durante la rivolta araba contro il dominio britannico in Palestina, un periodo decisivo per comprendere le trasformazioni politiche e sociali che avrebbero segnato il futuro della regione.

Il protagonista è Yusuf, un giovane diviso tra la propria casa di campagna e Gerusalemme, città attraversata da crescenti tensioni. Mentre la popolazione palestinese si mobilita contro l’amministrazione britannica, l’arrivo di immigrati ebrei in fuga dall’antisemitismo europeo contribuisce a modificare ulteriormente gli equilibri demografici e politici del territorio.

Il film intreccia così il percorso individuale del protagonista con un momento storico caratterizzato da aspirazioni nazionali contrapposte, repressione coloniale e trasformazioni destinate ad avere conseguenze durature.

Nel cast figurano Jeremy Irons, Robert Aramayo, Liam Cunningham e Billy Howle.

La ricostruzione cinematografica di Jacir si concentra su un passaggio spesso meno conosciuto dal grande pubblico rispetto agli avvenimenti successivi al 1948, riportando l’attenzione sulle radici storiche delle tensioni che attraversano ancora oggi la regione.

Il film, della durata di 119 minuti, prosegue la sua programmazione allo Spazio Odissea da giovedì 15 a martedì 20 ottobre, ogni giorno alle 18.30. Non sono previste proiezioni mercoledì 21.

Dal 22 ottobre “Alberi erranti” di Salvatore Mereu

La programmazione successiva porterà allo Spazio Odissea Alberi erranti, il nuovo film di Salvatore Mereu, in calendario da giovedì 22 a mercoledì 28 ottobre, con spettacoli alle 17 e alle 20.30.

Al centro del racconto ci sono Piero Arca e suo figlio Giuliano, che vivono ai margini della città in una fattoria dove raccolgono e curano animali feriti.

La loro esistenza, lontana dalle convenzioni sociali dominanti, suscita l’ostilità della famiglia Nonne, composta da notabili del luogo che vorrebbero allontanarli. A rendere ancora più tesi i rapporti è l’amicizia tra Giuliano ed Emilio, il più giovane componente della famiglia.

Durante una nevicata, Piero scompare e gli animali della fattoria vengono uccisi. Giuliano intraprende allora un viaggio alla ricerca del padre, incontrando Maddalena, figlia del notaio Branca, con la quale nasce un sentimento immediato.

Il loro rapporto si sviluppa però in un contesto segnato da legami familiari e sociali che ne ostacolano la libertà. La possibilità di una fuga conduce verso un luogo appartato, conosciuto da Giuliano fin dall’infanzia e abitato da una piccola comunità di rifugiati.

La trama mette in relazione alcuni temi ricorrenti del cinema di Mereu: il conflitto tra individuo e comunità, la marginalità, il rapporto con la natura e la ricerca di uno spazio nel quale costruire una forma alternativa di convivenza.

La presenza degli animali feriti e della comunità di rifugiati introduce inoltre una riflessione sulla vulnerabilità e sull’accoglienza, mentre il viaggio del protagonista assume i contorni di una ricerca personale e affettiva.

Riparte Cinema di Classe: il cinema come strumento educativo

Accanto alla programmazione ordinaria, lo Spazio Odissea rinnova per l’anno scolastico 2026/2027 il progetto Cinema di Classe, rivolto agli istituti scolastici.

L’iniziativa propone proiezioni guidate, film di prima visione in italiano e in lingua originale, incontri con esperti, dibattiti e percorsi di educazione civica costruiti attraverso il linguaggio cinematografico.

La proposta comprende differenti ambiti tematici, dalla letteratura alla storia, dalla geopolitica all’intelligenza artificiale, fino alla prevenzione della violenza di genere.

Per il percorso dedicato al mito e all’epica viene indicato Odissea di Christopher Nolan, mentre per la riflessione sulla crescita e sulla creatività è proposto Last Film Show di Pan Nalin.

La sezione dedicata alla letteratura e all’identità sarda comprende Quasi Grazia di Peter Marcias, mentre quella rivolta all’etica e all’intelligenza artificiale propone Sheep in the Box di Hirokazu Kore-eda.

I percorsi su attualità e geopolitica includono The Sea, Palestina 36 e Naza, mentre Zustìssia viene proposto come occasione di approfondimento sull’educazione alla legalità.

Le scuole possono richiedere proiezioni personalizzate, matinée dedicate e laboratori costruiti sulle esigenze delle singole classi.

“Se domani non torno”, un percorso sulla violenza di genere

Una particolare attenzione è riservata a Se domani non torno, film di Pippo Mezzapesa? No: il materiale diffuso dallo Spazio Odissea indica P. Randi come regista del progetto dedicato a Giulia Cecchettin, annunciato in uscita il 5 novembre.

La sala prevede la possibilità di organizzare proiezioni per gli studenti durante tutto l’anno scolastico 2026/2027, utilizzando il film come punto di partenza per affrontare il tema della violenza di genere e delle responsabilità individuali e collettive.

Il percorso educativo intende favorire una riflessione sul controllo nelle relazioni affettive, sui segnali della violenza, sulla gestione delle emozioni e sul ruolo dei media nella rappresentazione dei femminicidi.

L’obiettivo dichiarato non è riproporre semplicemente una vicenda di cronaca, ma stimolare un confronto sui meccanismi culturali e relazionali che possono favorire comportamenti violenti, coinvolgendo studenti, insegnanti e famiglie.

La proposta invita inoltre a interrogarsi sul significato del rispetto della libertà altrui, sulla responsabilità degli adulti e sull’importanza delle parole utilizzate per raccontare la violenza.

In questa prospettiva, il cinema diventa uno strumento per accompagnare il lavoro educativo, offrendo immagini e narrazioni dalle quali partire per costruire un dialogo.

Programmazione e informazioni

Cinema Spazio Odissea – Viale Trieste 84, Cagliari

Dal 15 al 21 ottobre 2026

  • Zustìssia, di Francesco Piras: tutti i giorni alle 17, 19.15 e 21.30.
  • Naza: dal 15 al 20 ottobre alle 17 in italiano e alle 21 in versione originale sottotitolata; mercoledì 21 ottobre alle 17, in italiano.
  • Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio, di Annemarie Jacir: dal 15 al 20 ottobre alle 18.30.

Dal 22 al 28 ottobre 2026

  • Alberi erranti, di Salvatore Mereu: tutti i giorni alle 17 e alle 20.30.

Per informazioni sulla programmazione è possibile consultare www.cinemaodissea.it oppure contattare i numeri 070 8582676 e 391 1375730.

Per il progetto Cinema di Classe e le prenotazioni scolastiche è disponibile l’indirizzo prenotazionicinemaodissea@gmail.com.

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