“Cainà” torna a Cagliari: il cinema muto incontra la musica di Mauro Palmas per i sessant’anni della Cineteca Sarda

Sabato 24 ottobre all’Auditorium del Conservatorio il cineconcerto tratto dal film di Gennaro Righelli del 1922, con la partitura originale eseguita dal vivo da un ensemble di dieci musicisti. L’appuntamento conclude due giornate di convegno dedicate alla memoria cinematografica dell’isola e al futuro degli archivi audiovisivi.

Un film muto girato in Sardegna oltre un secolo fa, una copia ritrovata a Praga dopo decenni di oblio e una partitura musicale che, dal 1995, accompagna le immagini restituendo loro una nuova dimensione espressiva. La storia di Cainà attraversa epoche, luoghi e linguaggi artistici, intrecciando la vicenda di un’opera cinematografica con quella delle istituzioni che ne hanno permesso la riscoperta. Sabato 24 ottobre, alle 20.30, il film diretto da Gennaro Righelli nel 1922 tornerà sullo schermo dell’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, accompagnato dalle musiche originali di Mauro Palmas eseguite dal vivo. Il cineconcerto rappresenta uno degli appuntamenti centrali delle celebrazioni per i sessant’anni della Cineteca Sarda e concluderà due giornate di incontri dedicate alla storia e alle prospettive degli archivi audiovisivi.

Il ritorno di Cainà assume un significato particolare perché proprio la Cineteca Sarda fu protagonista del percorso che, negli anni Novanta, rese possibile la restituzione del film al pubblico italiano. La pellicola, intitolata originariamente Cainà ovvero l’Isola e il Continente e interpretata da Maria Jacobini, era stata ritrovata nel 1990 alla Cineteca di Praga da Livio Jacob e Vittorio Martinelli. Si trattava dell’unica copia allora conosciuta, conservata con didascalie in lingua ceca: una testimonianza preziosa di una stagione cinematografica della quale molte opere sono andate perdute.

Dopo la presentazione alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone nel 1991, il film arrivò alla Cineteca Sarda. Grazie all’impegno di Fabio Masala, alla collaborazione con la Cineteca del Friuli e al contributo della Banca CIS, prese forma il progetto di restauro e di realizzazione di un’edizione italiana. Un lavoro che non riguardava soltanto il recupero materiale della pellicola, ma anche la possibilità di reinserirla nella memoria culturale della Sardegna, restituendo visibilità a uno sguardo cinematografico sull’isola risalente ai primi decenni del Novecento.

Il percorso culminò il 23 novembre 1995 al Teatro Alfieri di Cagliari, quando Cainà venne presentato nella versione restaurata con una colonna sonora composta appositamente da Mauro Palmas ed eseguita dal vivo da un ensemble di musicisti. Fu l’inizio di una nuova vita per il film, che da allora ha attraversato festival e sale cinematografiche in Italia e all’estero, assumendo configurazioni musicali differenti e dando origine anche a una pubblicazione discografica realizzata in Germania nel 2001.

Al centro del racconto di Righelli c’è una giovane donna che vive in un paese della Sardegna e desidera sottrarsi a un’esistenza percepita come soffocante. L’arrivo di un bastimento offre a Cainà la possibilità di fuggire verso il continente, ma il viaggio, inizialmente immaginato come una conquista di libertà, si trasforma in un’esperienza dolorosa. Le difficoltà incontrate lontano dall’isola e le conseguenze della sua scelta la conducono nuovamente in Sardegna, dove il ritorno non coincide con una riconciliazione: il rifiuto della famiglia e della comunità prepara un epilogo tragico, ancora una volta legato al mare.

È una vicenda nella quale il desiderio individuale si scontra con le convenzioni sociali, mentre l’isola e il continente assumono significati che vanno oltre la loro dimensione geografica. La Sardegna è insieme luogo d’origine, appartenenza e costrizione; il continente rappresenta la promessa di un’altra vita, ma anche l’incertezza e la vulnerabilità di chi abbandona il proprio ambiente. Attraverso la figura di Cainà, il film mette in scena tensioni che appartengono al suo tempo e che continuano a offrire materia di riflessione sul rapporto fra libertà personale, comunità e identità.

La musica di Mauro Palmas interviene in questo universo narrativo senza limitarsi a svolgere una funzione illustrativa. La partitura composta per il cineconcerto costruisce un dialogo con le immagini attraverso sonorità che richiamano la tradizione sarda e il Mediterraneo, intrecciando riferimenti musicali arabi e maghrebini con una scrittura capace di accompagnare le trasformazioni emotive del racconto. L’incontro fra il cinema delle origini e una sensibilità musicale contemporanea è diventato così uno degli elementi distintivi del progetto.

Per il nuovo appuntamento cagliaritano Palmas, al liuto cantabile, alla mandola e al mandoloncello, sarà affiancato da Alessandro Foresti al pianoforte, Giacomo Vardeu all’organetto diatonico, Marco Argiolas al clarinetto e al sassofono, Silvano Lobina al basso e Andrea Ruggeri alla batteria. Completerà la formazione un quartetto d’archi composto da Mauro Fabbrucci e Vieri Bugli ai violini, Marcello Puliti alla viola e Damiano Puliti al violoncello.

L’ensemble riunisce musicisti che hanno già condiviso alcune tappe del percorso di Cainà e nuovi interpreti, chiamati a confrontarsi con una partitura che, a oltre trent’anni dalla sua prima esecuzione, continua a evolversi. Le musiche del 1995 saranno infatti riproposte con alcuni aggiornamenti maturati attraverso le successive esperienze del progetto, in relazione anche alle immagini ulteriormente restaurate. Non si tratta dunque di ricostruire esattamente la serata del Teatro Alfieri, ma di riaprire il confronto fra un’opera cinematografica storica e un linguaggio musicale che nel frattempo ha continuato a svilupparsi.

La riproposizione del cineconcerto è strettamente collegata al programma con cui la Cineteca Sarda celebra i sessant’anni di attività. Venerdì 23 e sabato 24 ottobre, negli spazi della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta 2, si svolgerà un convegno articolato in due giornate, dedicato alla nascita dell’istituzione, al ruolo di Fabio Masala e alle trasformazioni che interessano oggi la conservazione e la fruizione del patrimonio audiovisivo.

La prima giornata, venerdì 23 ottobre a partire dalle 9.30, avrà per titolo Fabio Masala e la nascita della Cineteca Sarda. Costruire una memoria audiovisiva della Sardegna. Dopo i saluti istituzionali sarà proiettato Nuovo pubblico: 15 anni in 16 millimetri, filmato realizzato da Maria Piera Mossa per la Rai nel 1981. Seguiranno interventi di studiosi, operatori culturali e protagonisti della storia cinematografica isolana, chiamati a ricostruire le origini della Cineteca e il lavoro sviluppato nel corso dei decenni.

Nel pomeriggio l’attenzione si concentrerà sulle attività attuali dell’archivio: i laboratori di digitalizzazione e restauro, la raccolta e lo studio del cinema di famiglia, i progetti rivolti alle scuole, la mediateca e il rapporto con altre realtà che operano nel campo del cinema e dell’audiovisivo in Sardegna. La giornata si concluderà con testimonianze di registi, autori e operatori culturali, offrendo una prospettiva sulla relazione fra la Cineteca e le diverse generazioni che hanno contribuito alla produzione e alla diffusione delle immagini nell’isola.

Sabato 24 ottobre, ancora dalle 9.30, il confronto proseguirà con Il futuro degli archivi. Digitalizzazione, accessibilità, nuove sfide degli archivi audiovisivi. Interverranno rappresentanti della Cineteca del Friuli, del Museo Nazionale del Cinema di Torino, della Cineteca di Bologna, della Cineteca Nazionale, della Cineteca di Milano e dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. La presenza di queste istituzioni permetterà di allargare la riflessione alle questioni che attraversano oggi il settore archivistico, dalla conservazione dei supporti alla digitalizzazione, fino alle modalità attraverso le quali rendere il patrimonio accessibile a pubblici sempre più ampi.

Una seconda sessione sarà dedicata alle prospettive della Cineteca Sarda, con approfondimenti sugli archivi dei film di famiglia, sul progetto digitale NARA e sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale al patrimonio audiovisivo. Sono temi che pongono interrogativi non soltanto tecnici, ma anche culturali: quali materiali conservare, come descriverli, in che modo garantirne la consultazione e quale ruolo attribuire agli strumenti digitali nell’interpretazione delle immagini del passato.

In questo quadro, la storia di Cainà costituisce un esempio concreto di ciò che il lavoro degli archivi può rendere possibile. Senza il ritrovamento della copia a Praga, il successivo restauro e la scelta di costruire attorno al film un nuovo progetto musicale, l’opera di Righelli sarebbe rimasta probabilmente estranea all’esperienza di gran parte del pubblico contemporaneo. Il suo ritorno a Cagliari mostra invece come la conservazione possa diventare il punto di partenza per nuove forme di produzione culturale, capaci di coinvolgere artisti, studiosi e spettatori.

Il cineconcerto di sabato 24 ottobre, con inizio alle 20.30 all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, sarà a ingresso libero e gratuito, con prenotazione obbligatoria. Per riservare il proprio posto è possibile telefonare al 349 240 7055 oppure scrivere all’indirizzo 60annicineteca@gmail.com.

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