Domenica 18 ottobre all’Auditorium del Conservatorio va in scena “Replica”, un confronto tra due generazioni della danza contemporanea. Il 23 e 24 ottobre il festival ospita per la prima volta a Cagliari “Singspiele”, creazione della coreografa francese Leone d’Oro alla carriera nel 2016, interpretata da Dada Bene Mambouch.
Due generazioni della danza contemporanea italiana che si incontrano sulla scena, trasformando la relazione tra i corpi in una riflessione sull’identità, sulla cura e sul conflitto. E, pochi giorni dopo, una delle figure più autorevoli della coreografia europea che attraverso un unico interprete indaga i volti, i gesti e le convenzioni della società contemporanea. Sono i prossimi appuntamenti di Fuorimargine Festival – AD32, il progetto del Centro di danza e arti performative della Sardegna che prosegue a Cagliari con un programma dedicato alla ricerca coreografica nazionale e internazionale.
Domenica 18 ottobre 2026, alle 19, l’Auditorium del Conservatorio di Cagliari ospita Replica, creazione firmata da Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi e interpretata da Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Il festival proseguirà poi venerdì 23 e sabato 24 ottobre con Singspiele di Maguy Marin, presentato per la prima volta nel capoluogo sardo e affidato all’interpretazione di Dada Bene Mambouch.
La nuova edizione di Fuorimargine si caratterizza anche per una diversa organizzazione degli spazi: per la prima volta la manifestazione si svolge principalmente all’EXMA di Cagliari, pur coinvolgendo altri luoghi della città, come l’Auditorium del Conservatorio. Una scelta che accompagna un calendario nel quale produzioni inedite, prime nazionali e presenze internazionali si confrontano con le ricerche delle nuove generazioni.
“Replica”: due generazioni della danza nello stesso spazio
L’appuntamento di domenica 18 ottobre riunisce due percorsi artistici differenti, accomunati dall’interesse per il corpo come luogo di costruzione e trasformazione delle relazioni.
Da una parte Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, duo di coreografi e performer la cui ricerca si sviluppa attraverso una particolare attenzione al gesto, ai suoi significati e alle dinamiche che regolano i rapporti tra gli individui. Dall’altra Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, protagonisti di una lunga esperienza nella danza italiana e fondatori, nel 1995, della Compagnia Abbondanza/Bertoni.
Il loro percorso artistico, avviato già alla fine degli anni Ottanta, ha contribuito allo sviluppo del teatro-danza in Italia attraverso lavori nei quali la dimensione fisica si intreccia con l’indagine sulla condizione umana. Nel corso degli anni la compagnia ha costruito un repertorio che comprende creazioni coreografiche, progetti formativi e produzioni rivolte anche alle nuove generazioni.
In Replica, questo patrimonio di esperienze diventa il punto di partenza di una nuova relazione artistica. Panzetti e Ticconi firmano regia e coreografia, mentre Abbondanza e Bertoni sono gli interpreti, con le musiche originali di Hrvoje Niksic.
La collaborazione assume il significato di un confronto tra generazioni, ma supera la semplice idea di un passaggio di testimone. I due coreografi più giovani lavorano infatti con corpi che portano con sé una lunga memoria scenica, trasformando l’esperienza degli interpreti in materia della nuova creazione.
Ne deriva una riflessione sul rapporto tra scrittura coreografica e identità del danzatore: fino a che punto un corpo può aderire a un nuovo linguaggio senza perdere le tracce della propria storia? E come cambia una relazione quando l’esperienza, l’età e le differenti sensibilità artistiche entrano in dialogo?
Sono interrogativi che attraversano idealmente il progetto, nel quale la collaborazione tra gli artisti diventa parte integrante del significato dell’opera.
Tra cura e controllo: il gesto ambiguo del pettinarsi
Al centro di Replica si trova un gesto quotidiano, apparentemente semplice: pettinarsi.
Un’azione che può esprimere attenzione e cura, ma che, a seconda del contesto e della relazione tra i soggetti, può assumere significati differenti. Pettinare qualcuno può diventare una carezza, un modo per avvicinarsi e stabilire un contatto; allo stesso tempo, può evocare disciplina, controllo e volontà di intervenire sul corpo dell’altro.
È proprio questa ambiguità a costituire uno degli elementi fondamentali della creazione.
La relazione tra i due interpreti si sviluppa attraverso una successione di trasformazioni nelle quali emergono comportamenti che oscillano tra l’umano e l’animale, il primitivo e l’infantile, la sintonia e il conflitto.
I corpi si cercano, si influenzano e si modificano reciprocamente, attraversando momenti di vicinanza e tensione. La cura può trasformarsi in imposizione, mentre un gesto di apparente dominio può rivelare una forma di dipendenza dall’altro.
La coreografia indaga così il carattere instabile delle relazioni umane, nelle quali affetto, desiderio di protezione, aggressività e bisogno di riconoscimento possono convivere.
Il titolo Replica suggerisce inoltre la possibilità di interrogarsi sulla ripetizione e sulla risposta, due dimensioni che appartengono tanto al linguaggio quanto al movimento. Ogni gesto può essere ripreso, modificato o contraddetto dalla presenza dell’altro, dando origine a una relazione che non resta mai identica a se stessa.
L’incontro tra Panzetti/Ticconi e Abbondanza/Bertoni diventa dunque un’occasione per osservare come differenti esperienze artistiche possano confrontarsi senza annullare le rispettive identità.
Il 23 e 24 ottobre arriva Maguy Marin con “Singspiele”
Il secondo appuntamento annunciato dal festival porta a Cagliari una figura centrale della danza contemporanea europea: Maguy Marin, coreografa francese insignita nel 2016 del Leone d’Oro alla carriera per la Danza della Biennale di Venezia.
Venerdì 23 e sabato 24 ottobre sarà presentato per la prima volta nel capoluogo sardo Singspiele, lavoro interpretato da Dada Bene Mambouch.
La presenza di Marin introduce nel programma di Fuorimargine una ricerca artistica che, nel corso dei decenni, ha esplorato il rapporto tra movimento, identità e società, sviluppando un linguaggio nel quale la danza dialoga con il teatro e con una riflessione sulle condizioni dell’esistenza contemporanea.
Il titolo Singspiele richiama il Singspiel, forma di teatro musicale sviluppatasi nel mondo germanofono e caratterizzata dall’alternanza tra parti cantate e dialoghi recitati. Nella creazione di Marin, tuttavia, l’attenzione si sposta sul corpo e sul volto, considerati strumenti attraverso i quali diventano riconoscibili comportamenti, appartenenze e ruoli sociali.
La scena, essenziale e costruita attraverso il rapporto tra luce e ombra, accoglie una successione di figure che prendono forma attraverso il lavoro dell’interprete.
Un solo corpo, molte identità
In Singspiele, Dada Bene Mambouch attraversa una continua trasformazione, dando vita a personaggi e presenze differenti: passanti anonimi, icone della cultura popolare, figure politiche e protagonisti della storia.
Il corpo diventa il luogo nel quale queste identità si manifestano e si dissolvono. Ogni cambiamento di postura, ogni gesto e ogni variazione dell’espressione contribuiscono a costruire un’immagine riconoscibile, mettendo in evidenza quanto la percezione degli altri dipenda da convenzioni condivise.
Il volto assume un ruolo centrale. È il primo elemento attraverso il quale siamo abituati a identificare una persona, ma è anche uno spazio ambiguo, capace di suggerire emozioni, ruoli e appartenenze che non sempre corrispondono a un’identità stabile.
Attraverso la successione delle figure, lo spettacolo interroga i meccanismi del riconoscimento e della rappresentazione. Che cosa ci permette di identificare qualcuno? Quanto del nostro giudizio dipende dall’aspetto, dal comportamento e dalle immagini che abbiamo imparato ad associare a determinate categorie sociali?
La creazione attraversa così una dimensione insieme politica e poetica, alternando registri drammatici e grotteschi. Personaggi ordinari e figure pubbliche condividono lo stesso spazio scenico, suggerendo un confronto tra l’individualità e i modelli collettivi attraverso i quali la società costruisce le proprie rappresentazioni.
Il lavoro di Marin non propone semplicemente una galleria di personaggi, ma utilizza la metamorfosi per mettere in discussione la stabilità delle identità e il rapporto tra ciò che vediamo e ciò che crediamo di riconoscere.
Fuorimargine, un festival tra generazioni e linguaggi
I due appuntamenti mostrano differenti direzioni della ricerca coreografica contemporanea.
Con Replica, l’attenzione si concentra sulla relazione tra corpi e generazioni, attraverso il confronto tra artisti che appartengono a percorsi e stagioni differenti della danza italiana. Con Singspiele, invece, il movimento diventa uno strumento per interrogare la costruzione sociale dell’identità e la complessità dei comportamenti umani.
In entrambi i casi, la danza supera una dimensione esclusivamente formale e si confronta con questioni che riguardano la vita individuale e collettiva: il rapporto con l’altro, la memoria, il riconoscimento, la cura e il potere delle immagini.
È questa una delle prospettive che caratterizzano Fuorimargine Festival – AD32, progetto del Centro di danza e arti performative della Sardegna, impegnato nel dialogo tra differenti generazioni di artisti e tra linguaggi scenici eterogenei.
La scelta di ospitare creazioni che mettono in relazione interpreti di lunga esperienza e nuove ricerche coreografiche, accanto a figure riconosciute della scena internazionale, contribuisce a costruire un programma nel quale la danza contemporanea viene presentata come uno spazio aperto di confronto e sperimentazione.
Gli appuntamenti a Cagliari
Domenica 18 ottobre 2026, ore 19 – Auditorium del Conservatorio di Cagliari
Replica, regia e coreografia di Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, con Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Musiche originali di Hrvoje Niksic.
Venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026 – Cagliari
Singspiele, creazione di Maguy Marin interpretata da Dada Bene Mambouch. Prima presentazione a Cagliari.
Per Singspiele, il materiale stampa non specifica sede e orari delle rappresentazioni, né fornisce informazioni su biglietti e prenotazioni. È opportuno consultare il programma ufficiale di Fuorimargine Festival – AD32 per i dettagli aggiornati.


