Martedì 13 ottobre, alle 21, il Teatro Massimo ospita gli allievi diretti da Frédéric Olivieri per un appuntamento del Festival Multidisciplinare Sardegna. In programma la suite da “Paquita” di Marius Petipa, estratti da “Rossini Cards” di Mauro Bigonzetti e “Bolero X” di Shahar Binyamini.
Dalla geometria del balletto accademico alla ricerca sul movimento contemporaneo, attraverso tre coreografie che mettono alla prova differenti qualità tecniche ed espressive. Martedì 13 ottobre, alle 21, il Teatro Massimo di Cagliari accoglierà gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, per uno spettacolo inserito nel programma del Festival Multidisciplinare Sardegna, organizzato dall’Associazione Enti Locali.
L’appuntamento recupera la serata inizialmente prevista durante l’estate all’Anfiteatro di Tharros, successivamente cancellata per problemi logistici. La nuova collocazione cagliaritana consentirà al pubblico di assistere a una selezione del repertorio interpretato dagli allievi Under 19 della scuola milanese, impegnati in un percorso formativo che affianca allo studio della tecnica classica l’approfondimento dei linguaggi contemporanei.
La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala rappresenta una delle principali realtà italiane nella formazione professionale dei danzatori. Sotto la direzione di Frédéric Olivieri, il percorso didattico si sviluppa attraverso lo studio del vocabolario accademico, l’incontro con coreografi e interpreti della scena internazionale e l’esperienza diretta del palcoscenico. Il programma presentato a Cagliari riflette questa impostazione, accostando un titolo del grande repertorio ottocentesco a due lavori coreografici del XXI secolo.
Paquita, il virtuosismo della tradizione accademica
Ad aprire la serata sarà la Suite dal Divertissement di Paquita, rimontata da Tatiana e Leonid Nikonov sulla versione coreografica realizzata da Marius Petipa nel 1881, con musiche di Ludwig Minkus.
Il balletto, ambientato nella Spagna napoleonica, racconta la storia di Paquita, giovane di origine nobile cresciuta senza conoscere la propria identità, e del suo amore per l’ufficiale Lucien. La suite concentra l’attenzione sugli aspetti più rappresentativi della tradizione accademica, valorizzando il rapporto tra precisione tecnica, organizzazione dello spazio scenico e virtuosismo individuale.
Al centro della coreografia si trova il pas de deux dei protagonisti, costruito sull’Adagio e caratterizzato da un linguaggio rigorosamente classico. Le figure della coppia si intrecciano con le geometrie delle quattordici ballerine del corpo di ballo, mentre le variazioni solistiche richiedono controllo, equilibrio e padronanza del movimento.
Il finale, articolato attraverso le variazioni di Lucien e Paquita e la Coda, mette in evidenza alcuni degli elementi più impegnativi della tecnica accademica, dai piqués taquetés ai fouettés en tournant. Per gli allievi della Scala, l’esecuzione di questo repertorio rappresenta anche un confronto diretto con una tradizione coreografica nella quale la precisione formale costituisce parte integrante dell’espressione artistica.
Mauro Bigonzetti e la vitalità di Rossini Cards
Il secondo momento dello spettacolo sarà dedicato a Rossini Cards, creazione del 2004 di Mauro Bigonzetti, presentata a Cagliari attraverso alcuni estratti ripresi da Roberto Zamorano, Paola Vismara e Walter Madau.
Il lavoro utilizza musiche di Gioachino Rossini per costruire una successione di situazioni coreografiche nelle quali dinamismo, ironia e precisione ritmica convivono con una scrittura contemporanea. L’apertura è affidata a un assolo femminile sull’Andante della Sonata n. 2 in La minore per archi, seguito da un terzetto costruito sull’Allegro della stessa composizione.
La coreografia prosegue con un secondo assolo sulle punte, accompagnato dal Prélude fugassé, e introduce un riferimento ironico alla passione di Rossini per la cucina. Il percorso culmina in un finale corale sull’ouverture de La gazza ladra, con tutti i danzatori in scena, vestiti con giacca, pantaloni e basco nero.
Bigonzetti, già direttore di Aterballetto e del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, ha sviluppato una ricerca coreografica riconoscibile per l’attenzione alla struttura musicale e alla fisicità del movimento. Le sue creazioni sono entrate nel repertorio di compagnie internazionali, tra cui New York City Ballet, English National Ballet e Bol’šoj.
In Rossini Cards il rapporto con la musica non si limita all’accompagnamento della danza, ma contribuisce a definirne l’architettura, attraverso cambi di ritmo, contrasti e una successione di configurazioni sceniche che richiedono agli interpreti versatilità tecnica ed espressiva.
Bolero X, il movimento collettivo di Shahar Binyamini
A chiudere la serata sarà Bolero X di Shahar Binyamini, coreografia creata nel 2022 a Seul e recentemente acquisita nel repertorio della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. La ripresa è affidata a Walter Madau.
Sulla struttura musicale del celebre Boléro di Maurice Ravel, Binyamini sviluppa un lavoro costruito intorno alla ripetizione, all’accumulazione del movimento e alla progressiva intensificazione dell’energia collettiva. Torsioni, spirali e tensioni fisiche attraversano i corpi dei danzatori, dando forma a una composizione nella quale il gruppo diventa il principale elemento espressivo.
Ex danzatore della Batsheva Dance Company, Binyamini ha sviluppato una ricerca che comprende anche l’esplorazione delle relazioni tra danza e scienza, attraverso esperienze legate al Weizmann Institute. Il suo linguaggio coreografico attribuisce particolare importanza alla dimensione organica del movimento e alle possibilità di trasformazione del corpo nello spazio.
In Bolero X, il crescendo musicale di Ravel diventa il riferimento per una costruzione scenica che mette in relazione i singoli interpreti con la forza del movimento collettivo. La coreografia conclude così un programma che parte dalla codificazione del balletto ottocentesco per arrivare a una concezione della danza fondata sulla ricerca fisica e sull’interazione tra i corpi.
L’appuntamento del 13 ottobre al Teatro Massimo offrirà dunque una panoramica di tre differenti concezioni coreografiche, accomunate dalla centralità della formazione e dell’interpretazione. Per gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala sarà un’ulteriore occasione di confronto con il pubblico, attraverso un repertorio che richiede di passare dalla disciplina del balletto classico alla libertà espressiva della danza contemporanea.
Lo spettacolo avrà inizio alle 21. I biglietti sono disponibili attraverso il circuito Boxoffice Sardegna.



