Pedras et Sonus, a Villanovaforru il canto a tenore incontra la musica catalana

Giovedì 8 ottobre il festival diretto da Zoe Pia costruisce una giornata tra il Nuraghe Genna Maria e l’Hotel Funtana Noa. Protagonisti i Tenores Remunnu ’e Locu di Bitti e il duo catalano Una Corda Mès, tra workshop, performance, memoria e nuove riletture delle tradizioni musicali.

Due tradizioni musicali del Mediterraneo messe in relazione partendo dall’ascolto, dalla pratica e dalle caratteristiche acustiche di un luogo archeologico. Giovedì 8 ottobre Pedras et Sonus arriva a Villanovaforru per una delle giornate in cui il dialogo tra Sardegna e Catalogna, al centro dell’edizione autunnale del festival diretto da Zoe Pia, assume una forma concreta. Il percorso inizierà alle 16 al Nuraghe Genna Maria e proseguirà fino alla sera all’Hotel Funtana Noa, intrecciando canto a tenore, musica catalana, letteratura e memoria.

Al Nuraghe Genna Maria i Tenores Remunnu ’e Locu di Bitti condurranno alle 16 un workshop gratuito dedicato al canto a tenore e alla composizione istantanea acustica. Il lavoro coinvolgerà anche i riverberi naturali del complesso archeologico, facendo dello spazio uno degli elementi dell’esperienza di ascolto e creazione.

Alle 16.30 la visita guidata al sito confluirà nella performance dei Tenores insieme a Una Corda Mès, progetto catalano formato da Rocco Papia, alla chitarra a sette corde, e Nùria Balcells, al violino a cinque corde. Il duo rilegge in chiave contemporanea materiali provenienti dal Cançoner Popular Català, mentre i Remunnu ’e Locu porteranno nell’incontro una pratica vocale che la formazione di Bitti custodisce dal 1974 e che, nel corso della propria storia, ha aperto il confronto anche a musicisti come Lester Bowie, Ornette Coleman e Frank Zappa.

Il punto d’incontro sarà dunque nella capacità di due patrimoni musicali differenti di continuare a produrre nuove esperienze: da una parte la complessità vocale del canto a tenore, dall’altra la rilettura della tradizione catalana attraverso strumenti e sensibilità contemporanee. Un confronto che Pedras et Sonus colloca dentro il paesaggio e l’architettura del Nuraghe Genna Maria, anziché affidarlo soltanto alla dimensione del concerto.

L’esperienza nel sito archeologico avrà un costo complessivo di 8 euro, suddiviso tra i 6 euro per l’ingresso e la visita guidata e i 2 euro per il concerto. I due biglietti saranno distinti e dovranno essere acquistati entrambi. I posti sono limitati ed è consigliata la prenotazione agli indirizzi prenotazionipedras@gmail.com e turismoinmarmilla@gmail.com oppure al numero 333 1760216.

In serata il programma si trasferirà all’Hotel Funtana Noa. Alle 19.30 Sebastiano Pilosu presenterà Il canto di una vita. Autobiografia di Daniele Cossellu, con la moderazione dell’etnomusicologo Marco Lutzu. La memoria dello storico cantore diventerà il punto di partenza per attraversare trasformazioni e continuità del canto a tenore e il suo rapporto con la storia culturale della Sardegna.

Alle 20.30 saranno gli stessi Tenores Remunnu ’e Locu di Bitti a riportare quella memoria alla dimensione sonora. Alle 21 toccherà invece a Una Corda Mès con Recançonem, nella formula “A cena con gli artisti”. Il biglietto costa 15 euro e comprende pizza e bibita; gli appuntamenti precedenti della serata sono compresi nel biglietto del concerto.

La giornata di Villanovaforru concentra così alcuni degli elementi che caratterizzano il percorso autunnale di Pedras et Sonus: il rapporto con i territori e i siti archeologici, la trasmissione delle tradizioni, l’incontro tra esperienze mediterranee e l’uso dei patrimoni musicali come materia disponibile a nuove pratiche e forme di creazione.

Venerdì 9 ottobre il festival tornerà a Mogoro con un nuovo appuntamento di Jatzilleri, la sezione che porta Pedras et Sonus nei locali e negli spazi informali della socialità. Alle 19 il Caffè Gitano ospiterà i Capabrò, trio cantautorock marchigiano vincitore del Premio Voci per la Libertà 2026 – Amnesty Emergenti. Il biglietto, del valore di 7,50 euro, sarà offerto dal Caffè Gitano.

Sabato 10 ottobre il programma si sposterà tra Pau e Nughedu San Nicolò. Dalle 10, al Parco dell’Ossidiana di Pau, il percorso Un Bosco da Fiaba comprenderà la visita guidata dell’archeologa Giulia Balzano e il laboratorio per bambini Storie di antichi antenati di Tatabolla & Le Marche da Bolla. Alle 11.15 Nicola Ledda e Sara Dal Cortivo presenteranno Mommoteddu. Su mostrixeddu chi non bolit drommiri, seguito alle 12 dal laboratorio Imparendi cun Mommoteddu. Sempre a mezzogiorno Pasquale Mirra proporrà Performing on Lithophone, performance in cui improvvisazione e ricerca sonora incontrano la pietra e la materia del paesaggio. Il carnet mattutino, comprensivo delle attività e della visita guidata, costa 8 euro.

Alle 14 Giulio Carlo Pantalei, moderato da Stefania Courson, presenterà Una lingua per cantare e In Inghilterra con gli Oasis; mezz’ora più tardi il programma continuerà con il reading e concerto Una lingua per cantare.

In serata Pedras et Sonus raggiungerà Nughedu San Nicolò. Alle 19.30, in piazza San Sebastiano, Zoe Pia e il Tenore di Orosei “Antoni Milia” condurranno un workshop dedicato al canto a tenore e al “ricamo compositivo istantaneo”. Alle 20 l’incontro diventerà concerto con Indindara, mettendo in relazione clarinetto, launeddas, improvvisazione e canto a tenore.

Il percorso autunnale si concluderà domenica 11 ottobre tra Gonnosnò e Villanovaforru, con una giornata dedicata ancora a musica, letteratura, inclusione, archeologia e sperimentazione sonora, fino alla prima assoluta di Tracas, progetto che riunirà Pasquale Mirra, Zoe Pia e Mebitek.

[O.M.]

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