Dal 23 al 27 settembre il Teatro Lirico presenta per la prima volta in città la celebre farsa musicale di Nino Rota. Valerio Galli dirige Orchestra e Coro, mentre torna l’allestimento firmato da Damiano Michieletto per il Teatro Carlo Felice di Genova. Cinque recite per una folle corsa attraverso Parigi alla ricerca di un cappello divorato da un cavallo.
Un cavallo mangia un cappello di paglia proprio nel giorno in cui il suo proprietario sta per sposarsi. Da quell’incidente apparentemente insignificante nasce una corsa sempre più folle attraverso Parigi, tra equivoci, amanti clandestini, parenti, ricevimenti, porte che si aprono e si chiudono e un corteo nuziale impossibile da seminare. È il meccanismo irresistibile sul quale Nino Rota costruì Il cappello di paglia di Firenze, la farsa musicale che mercoledì 23 settembre alle 20 arriverà per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Lirico di Cagliari. Seguiranno altre quattro recite, fino a domenica 27 settembre.
È un debutto cagliaritano che colma anche una curiosa lacuna nella presenza teatrale di Rota in città. Il compositore milanese, universalmente legato nell’immaginario alle colonne sonore per Federico Fellini, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli e Francis Ford Coppola, ha avuto infatti uno spazio molto più limitato nelle stagioni liriche cagliaritane. La nota storica curata da Franco Masala ricorda La visita meravigliosa, rappresentata al Teatro Massimo nel 1976, Filumena Marturano nel 1995 con Carla Fracci e, nel 2011, Napoli milionaria!. Dell’opera che ora arriva integralmente al Lirico, nel 1989 era stata eseguita soltanto l’ouverture in concerto. Una selezione è stata inoltre proposta nel luglio scorso dagli allievi di canto del Conservatorio di Cagliari.

Il cappello di paglia di Firenze nasce dalla commedia Un chapeau de paille d’Italie di Eugène Labiche e Marc-Michel. Rota lo scrisse nel 1945, firmando il libretto insieme alla madre Ernesta Rinaldi, ma l’opera dovette attendere dieci anni prima di raggiungere il palcoscenico: la prima rappresentazione ebbe luogo il 21 aprile 1955 al Teatro Massimo di Palermo. Il successo del pubblico fu immediato e il titolo sarebbe stato successivamente affrontato anche da registi come Giorgio Strehler e Pier Luigi Pizzi, entrando stabilmente nel catalogo teatrale del compositore.
La vicenda parte da un incidente tanto assurdo quanto perfetto per innescare la macchina comica. Siamo nella Parigi del 1850 e Fadinard sta per sposare Elena quando il cavallo del suo calesse divora il cappello di paglia di Anaide, sorpresa mentre si trova appartata con il tenente Emilio. Il problema non è soltanto trovare un cappello identico: Anaide è sposata e deve rientrare a casa senza che il marito geloso possa accorgersi di nulla. Per Fadinard comincia così un inseguimento che lo trascinerà da una modista alla baronessa di Champigny e poi a casa di Beaupertuis, mentre alle sue spalle continuerà a muoversi, generando nuovi equivoci, l’intero corteo delle nozze.
A guidare Orchestra e Coro del Teatro Lirico sarà Valerio Galli, già ascoltato a Cagliari in Cavalleria rusticana e nel Requiem di Fauré. Massimo Fiocchi Malaspina, in carica dal settembre 2026, debutterà invece nel nuovo incarico di maestro del coro.
La componente teatrale avrà un peso decisivo. L’allestimento arriva dal Teatro Carlo Felice di Genova, in collaborazione con l’Opéra Royal de Wallonie-Liège, e porta la firma di Damiano Michieletto. La produzione, nata nel 2007 e ripresa e rivista a Genova nel dicembre 2024, trasferisce l’azione dalla Parigi ottocentesca a un’epoca più vicina e affida il movimento incessante della farsa a una scenografia fortemente dinamica: una pedana inclinata e ruotante attraversata da numerose porte, attraverso le quali i personaggi entrano, scompaiono, si rincorrono e si perdono.
A Cagliari la regia di Michieletto sarà ripresa da Paola Ornati. Le scene di Paolo Fantin saranno riprese da Francesca Amato, i costumi di Silvia Aymonino da Vera Pierantoni Giua e le luci di Luciano Novelli da Andrea Ledda. La collaborazione tra Michieletto e Fantin attraversa da oltre vent’anni importanti produzioni liriche internazionali; Francesca Amato lavora stabilmente al fianco dello scenografo e segue anche la ripresa di questo allestimento.

Due i cast che si alterneranno nelle cinque recite. Fadinard sarà interpretato da Marco Ciaponi il 23, 25 e 27 settembre e da César Cortés il 24 e 26; Elena da Lavinia Bini e Giulia Bolcato nelle rispettive recite. Roberto Lorenzi sarà Nonancourt, mentre Marco Filippo Romano e Matteo Loi si alterneranno come Beaupertuis. Completano la compagnia Paolo Nevi, Antonino Giacobbe, Mauro Secci, Anna Maria Sarra, Ana Victória Pitts e Alessandra Della Croce, Maria Rita Combattelli, Tommaso Nicolosi e Gianmaria Melis.
Per alcuni interpreti sarà anche un ritorno a personaggi già frequentati. Lavinia Bini ha già vestito i panni di Elena in Il cappello di paglia di Firenze, mentre tra le esperienze di Marco Ciaponi figurano palcoscenici come la Wiener Staatsoper, la Deutsche Oper di Berlino, la Semperoper di Dresda e il Teatro alla Scala.
Lo spettacolo durerà circa due ore e quindici minuti, intervallo compreso, e sarà eseguito in italiano con sopratitoli disponibili anche in inglese. Dopo la prima di mercoledì 23 alle 20, le repliche saranno giovedì 24 alle 19, venerdì 25 alle 20, sabato 26 alle 19 e domenica 27 alle 17.
La recita di giovedì 24 settembre sarà inserita anche nel progetto Oltre Insieme, dedicato all’accessibilità dello spettacolo per persone con disabilità visive, uditive e cognitive. Il percorso comincerà alle 17 e comprenderà strumenti ed esperienze come attività multisensoriali, audiodescrizioni, schede digitali e video in LIS, nell’ambito della collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata.
Quasi settant’anni dopo il debutto palermitano, la folle giornata di Fadinard raggiungerà dunque per la prima volta il palcoscenico cagliaritano. E lo farà mostrando un volto di Nino Rota meno conosciuto dal grande pubblico rispetto a quello del compositore per il cinema: quello dell’uomo di teatro capace di trasformare una commedia degli equivoci ottocentesca in una macchina musicale del Novecento.



