Spaziomusica Orbitae, oggi al MAP elettronica, immagini e paesaggi sonori

Domenica 13 settembre la 45ª edizione del festival prosegue a Cagliari con due appuntamenti: alle 19 Raimondo Gaviano presenta “Non tutto ciò che tace è morto”, tra elettronica, visual e poesia; alle 20 Teresa Virginia Salis porta in scena “Natural Paths”, performance audiovisiva per flauto, voce e sintesi sonora.

Elettronica, immagini e poesia, poi flauto, voce e sintesi sonora per indagare il rapporto tra essere umano e natura. Oggi, domenica 13 settembre, prosegue al MAP – Make Arts Possible, in via Carbonia 14 a Cagliari, la 45ª edizione del Festival Spaziomusica Orbitae 2026, con due nuovi appuntamenti dedicati all’incontro tra ricerca musicale, arti visive e dimensione performativa.

Ad aprire la serata, alle 19, sarà Raimondo Gaviano con “Non tutto ciò che tace è morto”, spettacolo multimediale nel quale convergono elettronica, visual e poesia. La componente musicale entra così in relazione con parola e immagine, proseguendo una delle direttrici che attraversano l’edizione 2026 di Spaziomusica: il confronto tra il suono e le possibilità offerte dalle tecnologie, dal video e dalle differenti forme della performance.

Il progetto di Gaviano arriva dopo le esplorazioni dei primi giorni del festival, che hanno attraversato il rapporto tra musica e immagini in movimento, live electronics, performance audiovisive e installazioni. In Non tutto ciò che tace è morto il suono diventa parte di una costruzione multimediale nella quale componente visiva e poesia concorrono alla definizione dello spazio espressivo.

Teresa Virginia Salis tra natura, voce e sintesi sonora

Alle 20 sarà la volta di Teresa Virginia Salis con “Natural Paths”, performance audiovisiva per flauto, voce e sintesi sonora.

Al centro del lavoro c’è la relazione tra essere umano e natura, sviluppata attraverso l’incontro tra la presenza strumentale e vocale dell’interprete, la sintesi del suono e la componente audiovisiva. Nella costruzione della performance entrano anche field recordings, immagini e ritmi, trasformando elementi provenienti dall’ambiente in parte integrante del progetto.

Flauto e voce si confrontano così con l’elettronica e con i materiali raccolti attraverso la registrazione ambientale, in un percorso che mette in relazione dimensione acustica, sintesi sonora e immagine.

Con i due appuntamenti di oggi si conclude il primo fine settimana della programmazione ospitata dal MAP, iniziato venerdì con Cammei contemporanei di Luca Micheletto e Places 1.1 di Małgorzata Dancewicz e Krzysztof Pawlik e proseguito sabato con This is Water di Raffaele Matta e Microcosm di Federica Deiana.

Il festival riparte il 18 e 19 settembre

Venerdì 18 settembre alle 20 Spaziomusica tornerà al MAP con Gravity, concerto per chitarra elettrica ed elettronica di Raffaele Matta ed Enrico Sesselego – Heuristic.

Sabato 19 settembre sono invece previsti due appuntamenti. Alle 19 Fabrizio Casti ed Elio Martusciello presenteranno Ritornanze Between Us, performance audiovisiva per pianoforte preparato, chitarra elettrica ed elettronica. Alle 20 sarà la volta di Clusters, spettacolo multimediale di musica e corpi in movimento ideato da Sandro Mungianu, con Margarita Borzilova e Giulia Pizzo. Partitura, clarinetto aumentato, elettronica, proiezioni immersive e coreografia contribuiranno alla costruzione dello spazio performativo.

Dopo il 18 e 19 settembre, Orbitae si sposterà il 25 settembre allo IED di Cagliari, per poi tornare al MAP il 29 settembre per la giornata conclusiva.

Gli appuntamenti del programma principale del Festival Spaziomusica hanno un costo di 2 euro per singolo concerto, con biglietti disponibili nei luoghi degli spettacoli e progressivamente online.

Nata nel 1982 da un’idea del compositore Franco Oppo, l’Associazione Spaziomusica porta quest’anno il festival alla sua 45ª edizione. Il titolo scelto per il 2026, Orbitae, richiama i percorsi ciclici e le rotazioni della musica contemporanea intorno a nuclei di innovazione: una metafora per raccontare generi, tecnologie, linguaggi e persone che gravitano gli uni intorno agli altri, incontrandosi e influenzandosi reciprocamente.

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