Raighinas, la storia della Sardegna in lingua sarda: si parte dagli Shardana

Dal 21 ottobre su CatalanTV dieci appuntamenti con il programma ideato e condotto da Salvatore Taras, per la regia di Mauro Fancello. Nella prima puntata, con l’archeologo Giovanni Ugas e l’egittologo Zahi Hawass, un’indagine sui Popoli del Mare e sulle possibili relazioni con la civiltà nuragica.

Un viaggio nella storia della Sardegna, tra documenti, testimonianze archeologiche, personaggi e interrogativi ancora aperti, raccontato interamente in lingua sarda. Si intitola Raighinas la nuova trasmissione televisiva ideata e condotta dal giornalista Salvatore Taras, in onda da mercoledì 21 ottobre alle 21 su CatalanTV, canale 15 del digitale terrestre. Dieci appuntamenti settimanali, diretti da Mauro Fancello, che attraverseranno differenti epoche della storia isolana, cercando di distinguere le ricostruzioni documentate dalle interpretazioni controverse e dalle narrazioni sedimentate nell’immaginario collettivo.

La prima puntata, intitolata Shardana dae su coro rebelde, affronta una delle questioni più discusse dell’archeologia mediterranea: l’identità degli Shardana e i loro eventuali rapporti con le popolazioni della Sardegna nuragica. Un tema che continua ad alimentare studi e dibattiti, anche per la difficoltà di ricostruire con certezza le origini e gli spostamenti delle comunità indicate dalle fonti egizie tra i cosiddetti Popoli del Mare.

Al centro del racconto ci sarà l’indagine condotta insieme all’archeologo Giovanni Ugas, chiamato ad approfondire le ipotesi di collegamento tra gli Shardana e l’antica civiltà nuragica. Il programma seguirà idealmente le tracce di questi guerrieri attraverso il Mediterraneo orientale, soffermandosi sulle testimonianze storiche e archeologiche che hanno contribuito a costruire, nel tempo, interpretazioni differenti.

La scelta di inaugurare la trasmissione con un argomento tanto dibattuto risponde a una precisa impostazione giornalistica. L’intenzione dichiarata è affrontare questioni capaci di suscitare interesse e curiosità senza rinunciare alla complessità della ricerca storica.

«È uno dei temi del momento – afferma Taras – tanto affascinante quanto rischioso e controverso. Se ne parla fin troppo ma se ne conoscono pochissimo i particolari. Da un punto di vista giornalistico ritenevamo doveroso cercare di fare chiarezza e portare l’argomento all’attenzione del grande pubblico, accostando l’approccio scientifico al linguaggio semplice e diretto peculiarmente documentaristico».

Il conduttore sottolinea anche la volontà di evitare interpretazioni improvvisate e letture eccessivamente centrate sulla Sardegna, costruendo un prodotto televisivo capace di confrontarsi con gli standard delle produzioni documentaristiche nazionali. Un obiettivo che si accompagna alla valorizzazione della lingua sarda come strumento di divulgazione culturale e scientifica.

Dagli Shardana all’Egitto: archeologia, cinema e ricostruzioni storiche

La puntata inaugurale riunisce studiosi e protagonisti di differenti ambiti della ricerca e della produzione audiovisiva. Tra gli intervistati figurano l’archeologo e giornalista Nicola Dessì e l’egittologo Zahi Hawass, studioso di fama internazionale, la cui partecipazione amplia il confronto alle testimonianze dell’antico Egitto.

Spazio anche al produttore Francesco Cheratzu, che ha realizzato il lungometraggio Cast in Bronze, diretto da Mario Giua Marassi. L’opera sviluppa, attraverso una narrazione che combina mito, riferimenti storici e ricostruzioni visive, l’ipotesi di una corrispondenza tra gli Shardana e gli antichi Sardi. Un’interpretazione che la trasmissione colloca all’interno di un confronto più ampio, nel quale il racconto cinematografico si affianca alle valutazioni degli specialisti.

La ricostruzione degli armamenti e dell’abbigliamento è affidata all’archeologo e scrittore Alessandro Atzeni e a Sandro Garau, presidente dell’associazione Impronte di storia di Quartu. Un contributo che permette di avvicinare il pubblico alla cultura materiale delle popolazioni antiche, mostrando come oggetti, tecniche e rappresentazioni possano diventare strumenti per interrogare il passato.

Il nodo centrale rimane quello delle fonti. Il nome degli Shardana compare nelle testimonianze dell’Egitto faraonico, ma la loro identificazione con una specifica popolazione e, in particolare, il rapporto con la Sardegna nuragica restano oggetto di interpretazioni e discussioni. La trasmissione si propone di affrontare proprio questa distanza tra le informazioni disponibili e le ricostruzioni elaborate nel tempo.

Dieci puntate per attraversare la storia dell’isola

Raighinas non si limiterà all’età nuragica. Il percorso annunciato comprende vicende medievali, episodi della storia moderna e figure che hanno contribuito a definire l’identità politica e culturale della Sardegna.

Tra gli argomenti previsti figurano la vita di Gonario di Torres, giudice protagonista della storia medievale isolana, lo scontro tra Domenico Millelire e Napoleone, le repressioni dei moti antifeudali e le tracce lasciate a Parigi da Giovanni Maria Angioy e dai suoi compagni.

La seconda puntata, in programma mercoledì 28 ottobre alle 21, sarà dedicata all’enigma di Ardara. Il racconto prenderà le mosse dalle ricerche dell’epigrafista Giuseppe Piras sul significato di un’iscrizione che lo scrittore e storico Enrico Costa aveva ipotizzato appartenesse al giudice Barisone. Secondo quanto anticipato dalla produzione, l’indagine porterà a ricostruire una vicenda molto più antica rispetto all’attribuzione proposta in passato.

L’alternanza tra episodi noti e vicende meno conosciute costituisce uno degli elementi del progetto. Il programma intende avvicinare il pubblico alla storia attraverso domande, testimonianze e luoghi, privilegiando una narrazione televisiva accessibile senza rinunciare al contributo degli studiosi.

La lingua sarda come strumento di divulgazione

Un elemento distintivo di Raighinas è la scelta linguistica. La trasmissione sarà realizzata in sardo, con la voce narrante dell’attore Daniele Monachella e la partecipazione straordinaria della cantante Maria Giovanna Cherchi.

Il progetto coinvolge Gianni Muroni per le traduzioni e il doppiaggio, Edoardo Fancello per le riprese aeree con drone e Cristina Cossu, Paolo Fancello, Giovanni Cherosu ed Eugenio Unida per le riprese e il montaggio, sotto la regia di Mauro Fancello.

L’impiego della lingua sarda per raccontare temi archeologici e storici introduce anche una riflessione sulle possibilità della comunicazione audiovisiva regionale. Non soltanto la lingua come oggetto di tutela o testimonianza della tradizione, ma come mezzo attraverso il quale costruire contenuti contemporanei, affrontare questioni scientifiche e raggiungere un pubblico interessato alla conoscenza del proprio territorio.

È un aspetto sul quale insiste lo stesso Salvatore Taras, indicando tra gli obiettivi del programma quello di incrementare l’interesse verso le trasmissioni televisive in lingua sarda. La sfida consiste nel coniugare l’immediatezza del racconto documentaristico con la precisione delle informazioni, rendendo accessibili temi che spesso rimangono confinati alla divulgazione specialistica.

Raighinas è una produzione DB Video Management, realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna. Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 21 ottobre alle 21 su CatalanTV, canale 15 del digitale terrestre. La trasmissione proseguirà ogni mercoledì, per un totale di dieci puntate.

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