Al Phi Hotel Sighientu si è conclusa la manifestazione organizzata dalle Pergamene di Melquiades. Premiati Barbara Biscotti, Cesare Cuscianna, Amos Mulargia e Sabrina Tonin, riconoscimento alla carriera per Mario Camboni. Annunciate due nuove sezioni dedicate alle scuole.
Trenta opere finaliste, cinque categorie letterarie, un montepremi superiore ai quattromila euro e un progetto di ampliamento che guarda alle nuove generazioni. Si è conclusa domenica 18 ottobre, al Phi Hotel Sighientu di Marina di Capitana, la quinta edizione del Festival Letterario Città di Quartu Sant’Elena, organizzato dall’associazione Le Pergamene di Melquiades, presieduta da Danilo Mallò, con la direzione artistica di Massimo Granchi e la comunicazione affidata a Marta Cicilloni. Tre giornate dedicate alla narrativa, alla poesia, alla saggistica e al dialogo tra differenti linguaggi artistici, culminate nella cerimonia di premiazione e nel conferimento del Premio alla carriera a Mario Camboni.
Tra i principali riconoscimenti, Barbara Biscotti ha conquistato il primo premio nella Saggistica edita con Dictatura. Roma e l’invenzione di un potere assoluto (Solferino), mentre Cesare Cuscianna si è imposto nella Silloge poetica edita con Lettere dal fronte (Fara). Nelle categorie riservate agli inediti sono stati premiati Amos Mulargia, autore della raccolta poetica Quel che stavo per dire, e Sabrina Tonin, vincitrice nella Narrativa inedita con All’ombra del caprifico. Per la Narrativa edita, invece, la giuria ha attribuito una serie di riconoscimenti speciali alle opere finaliste, senza una graduatoria tradizionale.

La scelta di premiare tutte le trenta opere finaliste riflette l’impostazione che gli organizzatori intendono dare al concorso: non soltanto una competizione, ma anche uno spazio di incontro tra autori, editori e lettori. «È proprio una nostra filosofia dare spazio agli autori e alle case editrici», ha spiegato Danilo Mallò. «Vogliamo coinvolgerli nelle presentazioni delle loro opere e dare spazio a ognuno di loro anche durante la cerimonia di premiazione. Siamo arrivati alla quinta edizione e il riscontro dei partecipanti ci conferma che questa è una scelta giusta».
Il Premio alla carriera a Mario Camboni e la cultura delle periferie
Uno dei momenti centrali della cerimonia conclusiva è stato il conferimento del Premio alla carriera a Mario Camboni, occasione per richiamare l’attenzione sul patrimonio culturale dei quartieri periferici di Cagliari e sul contributo delle realtà associative alla vita della città.
A introdurre il riconoscimento è stato Massimo Granchi, che ha ricordato il proprio legame con San Michele e con l’attività culturale di Camboni. «Essendo di San Michele, mi piace raccontare le tante anime di questo quartiere», ha spiegato il direttore artistico, ricordando un luogo di cultura che lo aveva accolto durante la sua crescita e che, secondo quanto riferito, ha chiuso nel corso del 2026.
Il riconoscimento è diventato così un’occasione per riflettere sulla rappresentazione delle periferie, troppo spesso raccontate esclusivamente attraverso le difficoltà sociali. «Cerchiamo di valorizzarle, queste periferie: fanno tanta cultura, tanta attività, anche per riscattare un’immagine che in qualche maniera appesantisce la loro storia, che non è fatta soltanto di emarginazione sociale», ha osservato Granchi.
La premiazione di Camboni ha assunto pertanto un significato che supera il percorso individuale del premiato, riportando al centro il ruolo della cultura come esperienza collettiva, capace di costruire relazioni e contribuire all’identità dei territori.
Tutti i principali riconoscimenti letterari
Nella Saggistica edita, categoria introdotta proprio quest’anno, Barbara Biscotti ha ottenuto il primo premio con Dictatura. Roma e l’invenzione di un potere assoluto, ricevendo anche un dipinto di Jenny Atzeni. Seconda classificata Maura Melis con Divine e immortali (Newton Compton), seguita da Giorgio Latti con Autonomia e relazione, conoscere la disabilità per conoscere noi stessi (Mimesis). Il Premio Melquiades è stato assegnato ad Annamaria Farabbi per Il canto dell’altalena (Piè di mosca e Al3vie).
Per la Silloge poetica edita, alle spalle di Cesare Cuscianna si sono classificati Francesco Bresciani con Midollo (Giuliano Ladolfi) e Vittorio Di Ruocco con La danza delle anime (Giuliano Ladolfi). A Giovanni Bracco, autore di Nocturnos (Europa), è andato il Premio Francesco Masala, accompagnato dal riconoscimento Eccellenze Sarde; a Patrizia Santi, con Caro marzo (Società Editrice Fiorentina), il Premio della Critica Sergio Atzeni; a Daniela Matrònola, con Melamangiai (RP Libri), il Premio Melquiades.
Nella Silloge poetica inedita, Amos Mulargia ha preceduto Tulipa, seconda classificata con Poesie di un corpo/Poesie di un corpo nuovo, e Mario Grecu, terzo con (P)oesie. Nella Narrativa inedita, Sabrina Tonin si è aggiudicata il primo premio, davanti a Francesca Di Rosa con Sudconscio e Andrea Tuveri con Tre passi in mezzo al mare. Ad Antonello Soriga, autore di Se, è stato attribuito il Premio Paolo Maccioni, insieme al riconoscimento Eccellenze Sarde.
Numerosi i riconoscimenti nella Narrativa edita. Il Premio della Critica è andato a Caterina Villa per Misurare il vuoto (Lindau), mentre Tamara Pes ha ricevuto il Premio Melquiades per Memorie di un bottone (Camena). Sara Maria Serafini, autrice di Giovani e belli (Morellini), ha ottenuto il Premio Grazia Deledda e il riconoscimento Eccellenze Sarde. Il Premio Viaggio Sighientu è stato conferito a Giuliana Vitali per Nata nell’acqua sporca (Perrone), quello per la Sensibilità sociale a Francesco Melis per Karma 8 (Aipsa).
Il Premio Libro Storico è stato assegnato a Leandro Lucchetti per Petro (Besamuci), il Premio Opera Prima a Dario Urigu per Cronache di inettitudine (Il Maestrale), il Premio Self Publishing a Luca Casadei per Una seconda possibilità (Bookabook). A Raffaella Zagni e Giuliana Deidda, autrici di Il gigante e le pietre sonore – Vol. 1, è andato il Premio Kids.
Tra i finalisti della Narrativa edita figuravano inoltre Kristine Maria Rapino con Scialacca (Sperling & Kupfer), Pier Vittorio Buffa con Il pane non può aspettare (Neri Pozza), Nicola Lucchi con Il giardino dei giorni infelici (Neo) e Linda Scaffidi con Le sette fate di Youseffe (Fazi).

Dai manoscritti alla pubblicazione: il rapporto con Arkadia e Catartica
Accanto ai riconoscimenti assegnati dalle giurie, il Premio Letterario Città di Quartu Sant’Elena ha costruito nel tempo una collaborazione con le case editrici Arkadia e Catartica, offrendo agli autori delle opere inedite finaliste la possibilità di sottoporre i propri lavori a una valutazione editoriale.
Il percorso non prevede una pubblicazione automatica, ma un confronto tra gli editori e gli autori dei testi ritenuti di particolare interesse, sulla base della qualità letteraria e della compatibilità con le rispettive linee editoriali. Un’opportunità che in passato ha portato alla pubblicazione di La chimica dei sentimenti di Davide Piras e, nel 2026, di I tempi dell’incudine di Cesare Cuscianna, presentato anche durante il festival.
Si tratta di un aspetto rilevante per una manifestazione che intende accompagnare la scrittura oltre il momento della premiazione, favorendo occasioni concrete di confronto con il mondo editoriale.
La memoria di Grazia Deledda e la musica nelle tre giornate
La cerimonia conclusiva si è aperta con la lectio magistralis di Irene Palladini, Come il musco alla pietra. Paesaggi e personaggi nella narrativa di Grazia Deledda, dedicata alla scrittrice nuorese nel centenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura del 1926.
A seguire, il Duo Dorian, formato da Cristina Scalas al flauto traverso e Davide Mocci alla chitarra, ha accompagnato musicalmente la mattinata prima della proclamazione dei vincitori.
Il programma era iniziato venerdì 16 ottobre con gli appuntamenti dedicati agli studenti dell’Istituto Comprensivo 6-3 di Quartu Sant’Elena e la presentazione di I tempi dell’incudine di Cesare Cuscianna, in dialogo con Massimo Granchi. Sabato 17 ottobre avevano trovato spazio gli incontri con gli autori finalisti e Il paese nascosto nella tasca del cielo, appuntamento tra musica e narrazione con Chiara Effe, Matteo Giacone e Greta Marras.
La dimensione emotiva della manifestazione è emersa anche attraverso momenti non previsti dal programma, tra cui un intervento musicale improvvisato da Chiara Effe durante la cerimonia conclusiva.
«La cerimonia conclusiva ci ha regalato momenti di grande emozione, alcuni del tutto inattesi, che hanno coinvolto gli autori, gli organizzatori e il pubblico», ha raccontato Marta Cicilloni. Una partecipazione che, secondo Massimo Granchi, costituisce uno degli elementi distintivi del festival: «Credo che il nostro valore aggiunto sia proprio l’emozione, cioè la capacità di creare reti che, oltre alla cultura, coinvolgono anche il cuore».

Il futuro del Premio passa dalle scuole
L’attenzione alle nuove generazioni rappresenta una delle principali prospettive di sviluppo della manifestazione. Dopo il coinvolgimento degli studenti nelle giornate inaugurali, l’associazione Le Pergamene di Melquiades ha annunciato l’intenzione di introdurre due nuove sezioni dedicate alle scuole nell’edizione 2027, ampliando le possibilità di partecipazione diretta dei ragazzi al concorso letterario.
«Abbiamo notato che non è così difficile investire sui ragazzi e portarli alla lettura o addirittura alla scrittura», ha osservato Marta Cicilloni. «Una volta avviato un processo, abbiamo visto che i ragazzi ricordano questo percorso e magari lo porteranno con sé nella loro esistenza, andando a cercare nei libri delle risposte: qualcosa di noi, del presente, del passato e anche del futuro».
Danilo Mallò ha confermato che la progettazione della sesta edizione è già iniziata. «Una delle novità del prossimo bando sarà proprio una sezione dedicata alle scuole, un concorso letterario riservato alle scolaresche. I ragazzi hanno tanto da dire e noi adulti abbiamo tanto da imparare da loro», ha spiegato il presidente dell’associazione.
L’obiettivo è costruire un rapporto continuativo con gli istituti scolastici, coinvolgendo insegnanti e studenti non soltanto come pubblico, ma come protagonisti di un percorso di lettura, scrittura e confronto.
Anche Massimo Granchi ha sottolineato il valore di questa collaborazione: «Vogliamo cercare di portare all’interno delle scuole una discussione aperta sui temi del libro, della letteratura e della scrittura. Dobbiamo farlo con la collaborazione preziosissima degli insegnanti, che rispondono sempre in maniera molto attiva e partecipe».
Nato nel 2022, il Premio Letterario Città di Quartu Sant’Elena si prepara così alla sesta edizione, con l’intenzione di ampliare le categorie in concorso e rafforzare una rete di relazioni che comprende autori, editori, istituzioni scolastiche e territorio. Un progetto che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole affiancare al riconoscimento delle opere letterarie un’attività culturale capace di svilupparsi durante tutto l’anno.
La manifestazione è organizzata dall’APS Le Pergamene di Melquiades, con il patrocinio del Comune di Quartu Sant’Elena e della Regione Autonoma della Sardegna e con il sostegno della Fondazione di Sardegna.
[O.M.]



