Il progetto diretto artisticamente da Paolo Fresu riporta la musica dal vivo sul rooftop dell’UNA HOTELS T Hotel di Cagliari. In programma “Il piano C” con Carlo Sezzi, “Il filo del vento” con Laura J Marras e “Cartographers of the Blue”, incontro fra Francesco Cafiso e Alessandro Lanzoni. Primo concerto il 29 ottobre.
Tre progetti musicali, tre differenti modi di interpretare il jazz contemporaneo e un luogo che torna a ospitare le produzioni originali di Insulæ Lab. A Cagliari riprende T-Jazz, la rassegna promossa dal Centro di Produzione della Musica jazz e della creatività artistica delle isole del Mediterraneo, giunto al suo quinto anno di attività sotto la direzione artistica di Paolo Fresu. La nuova programmazione riporta i concerti sul rooftop dell’UNA HOTELS T Hotel, in via dei Giudicati 66, uno spazio già utilizzato nella precedente stagione per presentare alcuni dei progetti sviluppati dal centro con sede a Berchidda.
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 29 ottobre alle 19.30 con Il piano C, formazione guidata dal batterista Carlo Sezzi. Seguiranno Il filo del vento. Storie di un’Isola che respira, con Laura J Marras, Alessandro Di Liberto e Roberto Migoni, e Cartographers of the Blue, il progetto che riunisce il sassofonista Francesco Cafiso e il pianista Alessandro Lanzoni. Le date dei due concerti successivi richiedono tuttavia una conferma definitiva, perché il materiale diffuso dall’organizzazione riporta indicazioni discordanti.
Il ritorno di T-Jazz rappresenta un ulteriore sviluppo dell’attività di Insulæ Lab, progetto che ha scelto di fare della produzione originale uno dei propri elementi distintivi. L’obiettivo non è soltanto organizzare concerti, ma creare le condizioni perché musicisti provenienti da percorsi differenti possano elaborare nuovi repertori, sperimentare organici e costruire collaborazioni destinate a proseguire anche al di fuori della Sardegna.
La collocazione geografica del centro, a Berchidda, costituisce parte integrante di questa identità. Il territorio del Logudoro diventa il punto di partenza di un’attività che guarda all’intero Mediterraneo, inteso non come semplice riferimento paesaggistico, ma come spazio di relazioni artistiche e culturali. La rassegna cagliaritana permette di riportare queste produzioni davanti al pubblico in un contesto diverso da quello in cui sono state concepite, contribuendo alla loro circolazione e alla continuità dei progetti.
Ad aprire il calendario sarà Il piano C, una formazione composta da Carlo Sezzi alla batteria, Paolo Carta Mantiglia al clarinetto soprano e al sassofono soprano, Alain Pattitoni alla chitarra elettrica e Salvatore Maiore al contrabbasso. Il progetto nasce dall’idea di recuperare e sviluppare materiali musicali rimasti in sospeso, intuizioni compositive e possibilità espressive che non avevano ancora trovato una forma definitiva.
Il titolo suggerisce una strada alternativa, una direzione da esplorare quando le soluzioni più prevedibili non sono sufficienti. La musica si costruisce attraverso composizioni dalla struttura aperta, nelle quali i musicisti conservano ampi margini di intervento e di interpretazione. L’improvvisazione non rappresenta quindi un elemento aggiunto al repertorio, ma una componente essenziale del processo creativo.
Pur muovendosi all’interno di un orizzonte jazzistico, Il piano C non si propone di aderire rigidamente a un linguaggio stilistico. Le composizioni mantengono una particolare attenzione alla cantabilità, accogliendo influenze e riferimenti provenienti da altre culture musicali. Il quartetto lavora così sull’equilibrio fra scrittura e libertà esecutiva, affidando alle singole personalità strumentali il compito di contribuire alla definizione del suono collettivo.
Una prospettiva differente caratterizza Il filo del vento. Storie di un’Isola che respira, progetto che riunisce Laura J Marras, impegnata nella narrazione, nel canto e al sassofono soprano, Alessandro Di Liberto al pianoforte elettrico e alla live electronics e Roberto Migoni alla batteria e alle percussioni.
In questo caso la musica incontra la parola e il racconto, dando forma a una rappresentazione della Sardegna costruita attraverso memorie, miti, leggende e testimonianze tramandate. Il vento diventa l’elemento che attraversa idealmente questi materiali, collegando il passato alla contemporaneità e offrendo una chiave narrativa capace di tenere insieme esperienze individuali e memoria collettiva.
L’impianto del progetto si sviluppa attraverso la relazione fra voce, strumenti acustici ed elettronica. La dimensione narrativa non si limita a introdurre i brani musicali, ma partecipa alla costruzione di un percorso nel quale il suono contribuisce a evocare luoghi, immagini e atmosfere. La presenza dell’elettronica permette inoltre di ampliare il vocabolario timbrico del trio, mettendo in relazione riferimenti alla tradizione e pratiche proprie della musica contemporanea.
Il filo del vento comprende anche una componente didattica, concepita per favorire il dialogo fra performance, ascolto e trasmissione culturale. L’intento dichiarato è quello di raccontare la Sardegna senza ridurla a un repertorio di immagini consolidate, ma cercando nelle sue storie e nei suoi paesaggi interiori una materia capace di generare nuove forme espressive.
A completare il programma sarà Cartographers of the Blue, incontro fra due musicisti che hanno sviluppato percorsi distinti nel jazz italiano: il sassofonista Francesco Cafiso e il pianista Alessandro Lanzoni.
Il progetto nasce dall’idea di una cartografia musicale che non stabilisce preventivamente le proprie rotte. Il Mediterraneo diventa il punto di partenza di un’esplorazione affidata all’ascolto reciproco, all’improvvisazione e alla capacità di reagire alle possibilità che emergono durante l’esecuzione.
Il duo costituisce un organico particolarmente esposto, nel quale ogni scelta musicale acquista un peso immediato. L’assenza di una sezione ritmica tradizionale lascia al sassofono e al pianoforte il compito di definire insieme articolazione, dinamica e direzione del discorso musicale. È una condizione che può favorire un dialogo particolarmente mobile, nel quale le idee passano da uno strumento all’altro senza una gerarchia prestabilita.
Nella presentazione del progetto, il mare assume il significato di uno spazio attraversato da partenze, ritorni, distanze e incontri. Una metafora che trova una corrispondenza nella pratica improvvisativa, dove il percorso non è interamente prevedibile e la forma si costruisce attraverso l’interazione fra i musicisti.
Le tre produzioni selezionate per T-Jazz mostrano quindi approcci differenti alla creazione musicale. Il piano C privilegia il lavoro collettivo su composizioni aperte, Il filo del vento mette in relazione musica e narrazione, mentre Cartographers of the Blue concentra la propria ricerca sul dialogo strumentale fra due interpreti.
A collegarle è il metodo di lavoro di Insulæ Lab, che pone la produzione artistica al centro della propria attività. Nel quinto anno del progetto, il ritorno della rassegna a Cagliari offre un’occasione per osservare come le idee sviluppate nel laboratorio di Berchidda possano assumere forme diverse, mantenendo una relazione con la Sardegna e con il più ampio contesto mediterraneo.

Informazioni e biglietti. I concerti si terranno alle 19.30 sul rooftop dell’UNA HOTELS T Hotel Cagliari, in via dei Giudicati 66. Il biglietto singolo costa 20 euro, mentre l’abbonamento ai tre appuntamenti è proposto a 50 euro, con aperitivo incluso secondo quanto comunicato dall’organizzazione. I biglietti sono disponibili sulla piattaforma oooh.events. Per informazioni è possibile contattare il numero 342 6476726.


