Cagliari, nuova vita per i campetti di via Cornalias: 1,15 milioni per restituire a Is Mirrionis uno spazio di incontro

Presentato all’ex Hangar il progetto di riqualificazione dell’area, elaborato attraverso la collaborazione tra Comune, Università di Cagliari e residenti. Previsti verde pubblico, giochi inclusivi, impianti sportivi, percorsi pedonali e spazi per la socialità. I lavori dovrebbero partire nei prossimi mesi.

Restituire a un quartiere uno spazio pubblico significa intervenire non soltanto sul suo aspetto fisico, ma anche sulle possibilità di incontro e sulle relazioni che vi si sviluppano. È da questa prospettiva che prende forma il progetto di riqualificazione dei campetti di via Cornalias, a Cagliari, un luogo che per lungo tempo ha rappresentato un punto di riferimento per gli abitanti di Is Mirrionis e che negli anni ha progressivamente perso la propria funzione. Oggi l’area si presenta in condizioni di abbandono, con spazi di gioco inutilizzabili, vegetazione incolta e superfici utilizzate impropriamente come parcheggio. Il Comune intende trasformarla in un complesso di aree verdi, attrezzature sportive e luoghi di aggregazione, attraverso un investimento di 1.152.000 euro.

L’intervento è stato presentato nel pomeriggio negli spazi dell’ex Hangar, struttura recentemente restituita alla cittadinanza e già utilizzata per iniziative e attività rivolte al quartiere. La scelta di illustrare il progetto in questo luogo assume un significato coerente con il percorso di rigenerazione urbana avviato dall’amministrazione: recuperare spazi che hanno perso la propria funzione e renderli nuovamente accessibili, riconoscendo il ruolo che possono svolgere nella vita quotidiana delle comunità.

La riqualificazione dei campetti si inserisce in un programma più ampio che interessa i quartieri di Is Mirrionis, San Michele e Sant’Avendrace, sviluppato attraverso un lavoro congiunto tra il Comune di Cagliari e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (DICAAR) dell’Università di Cagliari. Un percorso al quale hanno contribuito anche gli abitanti della zona, attraverso incontri pubblici e proposte che hanno accompagnato la definizione dell’intervento.

Proprio il coinvolgimento dei residenti è stato uno degli elementi sottolineati dal sindaco Massimo Zedda durante la presentazione. «Partiamo da un luogo che è stato per molto tempo punto di incontro per gli abitanti della zona, ma che negli anni ha perso la sua funzione», ha dichiarato. «Lo sarà di nuovo: uno spazio dedicato alla socializzazione, accessibile per tutti, con verde e aree gioco sicure per i più piccoli, illuminato e funzionale, percorribile in sicurezza».

Il primo cittadino ha collocato l’intervento all’interno della strategia di riqualificazione dei tre quartieri, riconoscendo il contributo dell’Università e soprattutto quello della comunità locale. «Ringraziamo l’Università per la collaborazione, ma soprattutto chi abita qui e ha svolto, in questi anni, una costante attività di pressione prima e di suggerimenti poi perché si potesse arrivare a questo punto».

Il progetto punta a ricostruire una pluralità di funzioni all’interno di un’unica area, superando l’idea del campo sportivo come spazio destinato esclusivamente a una determinata fascia d’età. La nuova configurazione prevede infatti luoghi dedicati al gioco, all’attività fisica, alla sosta e all’incontro, con l’obiettivo di favorire una frequentazione quotidiana da parte di bambini, giovani, adulti e anziani.

Una parte significativa dell’intervento sarà riservata al verde pubblico, con percorsi pedonali, sedute e tavoli pensati per consentire la permanenza e la socializzazione. Le aree alberate saranno dotate di superfici in terra stabilizzata, mentre per le zone destinate ai giochi è prevista la posa di pavimentazioni morbide e antitrauma. La scelta dei materiali e l’organizzazione degli spazi intendono conciliare la fruibilità dell’area con la sicurezza e l’accessibilità.

Per i bambini saranno installate attrezzature ludiche destinate a diverse fasce d’età, progettate per favorire il movimento, la creatività e la partecipazione. L’amministrazione indica la piena accessibilità fra gli obiettivi dell’intervento, un aspetto particolarmente rilevante per uno spazio pubblico che ambisce a diventare un punto di riferimento per l’intero quartiere.

La componente sportiva comprenderà campi multifunzionali dotati di canestri e reti, una zona dedicata all’arrampicata e un campo da bocce. Attrezzature differenti, pensate per consentire attività individuali e collettive, ma anche per favorire l’incontro fra generazioni. Una gradinata permetterà inoltre di utilizzare alcuni spazi per eventi informali e momenti di partecipazione comunitaria, ampliando le possibilità d’uso oltre la pratica sportiva.

La riqualificazione non si limiterà al perimetro dei campetti. Il progetto comprende anche interventi sui marciapiedi e sul manto stradale, oltre alla sistemazione delle due piccole piazze che fanno parte del complesso Sacripanti. L’obiettivo è migliorare la continuità e la qualità degli spazi pubblici, intervenendo sulle connessioni pedonali e sulle condizioni di fruizione dell’area.

Sono previsti anche un nuovo sistema di smaltimento delle acque meteoriche, un impianto di irrigazione per le aree verdi, una fontanella, rastrelliere per le biciclette e cestini portarifiuti. L’illuminazione sarà potenziata attraverso un nuovo impianto integrativo rispetto a quello pubblico già esistente, mentre un sistema di videosorveglianza contribuirà, nelle intenzioni dell’amministrazione, al controllo dell’area.

La progettazione tiene conto delle trasformazioni sociali che stanno interessando Is Mirrionis, quartiere storicamente caratterizzato da una forte identità popolare e oggi attraversato anche da nuove dinamiche abitative, legate in particolare alla presenza universitaria.

È un cambiamento richiamato dall’assessore alla Pianificazione strategica, urbanistica e ambientale, Matteo Lecis Cocco Ortu, che considera la qualità degli spazi pubblici un elemento essenziale per accompagnare l’evoluzione del quartiere. «Is Mirrionis è una zona in profonda trasformazione anche sociale, con l’arrivo negli ultimi anni di tanti studenti che scelgono di stare qui per i servizi presenti e la vicinanza con il polo universitario», ha spiegato. «È fondamentale, per l’amministrazione, che questa trasformazione sia accompagnata anche dalla funzionalità degli spazi pubblici e dalla loro bellezza».

La presenza di studenti, famiglie e residenti di lunga data pone infatti esigenze differenti in termini di accessibilità, servizi, mobilità e luoghi di aggregazione. La disponibilità di spazi pubblici utilizzabili da persone con abitudini ed età diverse può contribuire a creare occasioni di relazione, soprattutto nei quartieri in cui la trasformazione del tessuto sociale procede più rapidamente rispetto a quella delle infrastrutture.

Il progetto dei campetti di via Cornalias prova a intervenire su questo rapporto fra spazio fisico e vita collettiva. La realizzazione di attrezzature sportive, percorsi e aree verdi costituisce la componente materiale dell’investimento, ma la sua efficacia dipenderà anche dalla capacità di garantire nel tempo manutenzione, accessibilità e condizioni di utilizzo adeguate.

Secondo quanto comunicato dal Comune, i lavori prenderanno il via nei prossimi mesi. Non sono stati ancora indicati una data precisa di apertura del cantiere né i tempi previsti per la conclusione dell’intervento.

Dopo anni di richieste e confronti pubblici, la presentazione del progetto rappresenta dunque un passaggio concreto nel percorso di recupero di uno spazio identitario per Is Mirrionis. La sua effettiva restituzione agli abitanti sarà legata alla realizzazione delle opere e alla possibilità di trasformare un’area oggi inutilizzabile in un luogo realmente frequentato, sicuro e condiviso.

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