Sabato 17 e domenica 18 ottobre torna “Giochi e Sapori in Barbagia”, nell’ambito di Autunno in Barbagia. Tra tornei tradizionali, castagne, caschettes e folklore, il paese celebra il proprio patrimonio culturale. A Giuseppe Ignazio Loi, interprete del film “La vita va così” di Riccardo Milani, il Premio Barbagia in Festa 2026.
Ci sono gesti che attraversano le generazioni e raccontano la storia di una comunità con la stessa efficacia delle parole. Il movimento delle mani che fanno girare una trottola, l’abilità necessaria per guidare un cerchio lungo una strada, la preparazione di un dolce secondo una ricetta tramandata in famiglia. A Belvì, piccolo centro della Barbagia, queste pratiche diventano il punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto fra tradizione, identità e futuro delle comunità montane. Sabato 17 e domenica 18 ottobre il paese ospita Giochi e Sapori in Barbagia, la manifestazione che accompagna la tappa di Autunno in Barbagia e che quest’anno intreccia la riscoperta dei giochi popolari, le produzioni gastronomiche locali e la musica tradizionale con un tema sempre più urgente per i piccoli centri della Sardegna: il contrasto allo spopolamento.
Per due giornate il centro storico si trasformerà in uno spazio condiviso, nel quale le strade e le piazze torneranno a ospitare attività che un tempo appartenevano alla quotidianità del paese. Il progetto Ajò a giogare, dedicato al recupero dei giochi tradizionali, costituisce uno degli elementi centrali della manifestazione. Su tirollasticu, Tira cerchiettos, Pincaredhu, Su cilcu, Sa balduffula e Carruccios saranno protagonisti di dimostrazioni e tornei aperti al pubblico, con l’obiettivo di riportare queste pratiche fuori dalla dimensione del ricordo e restituirle all’esperienza diretta delle nuove generazioni.
Non si tratta soltanto di recuperare forme di intrattenimento ormai poco diffuse. I giochi popolari conservano conoscenze, regole e modalità di relazione che appartengono alla storia sociale delle comunità. La loro trasmissione richiede l’incontro fra persone di età diverse, la disponibilità a insegnare e imparare, la condivisione di uno spazio pubblico. In questo senso, l’iniziativa di Belvì attribuisce al gioco una funzione culturale che va oltre la dimensione ricreativa.
Particolare attenzione sarà riservata agli appuntamenti di domenica pomeriggio, quando piazza Casula ospiterà un torneo di Balduffula riservato agli under 14, mentre in piazza Repubblica si svolgerà un torneo di Morra. Due occasioni per osservare come pratiche profondamente radicate nella cultura popolare possano continuare a coinvolgere pubblici differenti, mantenendo un rapporto diretto con i luoghi nei quali si sono sviluppate.
Accanto ai giochi, la manifestazione valorizzerà un altro patrimonio strettamente legato all’identità del territorio: quello gastronomico. Sia sabato sia domenica un grande padellone sarà utilizzato per arrostire le castagne locali, che verranno distribuite in piazza. Spazio anche alla preparazione dei caschettes, dolci tipici di Belvì a base di nocciole, uno dei prodotti caratteristici delle valli che circondano il paese.
La presenza delle castagne e delle nocciole rimanda a un paesaggio che ha contribuito a definire nel tempo l’economia e le abitudini della comunità. I boschi, le attività legate al legname, le produzioni artigianali e le specialità alimentari costituiscono elementi di una stessa storia territoriale, nella quale le risorse naturali hanno influenzato mestieri, consumi e forme di organizzazione della vita quotidiana.
La musica e la danza tradizionale completeranno il programma attraverso la Rassegna regionale del folklore, ideata e condotta da Giuliano Marongiu e Roberto Tangianu. L’appuntamento riunirà gruppi ed esponenti della cultura musicale isolana, offrendo uno spazio alle diverse espressioni del patrimonio popolare sardo. Una presenza che rafforza il carattere della manifestazione, costruita attorno a pratiche culturali che continuano a vivere soprattutto attraverso l’esecuzione, la partecipazione e la trasmissione diretta.
Tra i momenti annunciati figura anche la consegna del Premio Barbagia in Festa 2026 a Giuseppe Ignazio Loi, pastore originario di Terralba che ha interpretato Ovidio Marras nel film La vita va così di Riccardo Milani. Il riconoscimento intende valorizzare la sua interpretazione cinematografica e il significato della vicenda portata sullo schermo, in sintonia con l’attenzione della manifestazione per le storie, le identità e le esperienze legate alla Sardegna.
La scelta di premiare Loi introduce nel programma un collegamento fra il racconto cinematografico e la realtà dei territori. Il suo percorso, dalla vita di pastore all’esperienza sul set, richiama il rapporto fra rappresentazione artistica e persone che custodiscono conoscenze e modi di vivere spesso poco visibili nel dibattito pubblico. È un tema che dialoga con l’impostazione generale di Giochi e Sapori in Barbagia, dove il patrimonio culturale non viene considerato esclusivamente come un insieme di testimonianze da conservare, ma anche come una risorsa attraverso la quale interrogare il presente.
È soprattutto sul futuro delle comunità dell’interno che insiste il sindaco di Belvì, Maurizio Cadau, individuando nella valorizzazione culturale una delle possibili risposte al progressivo indebolimento demografico dei piccoli centri.
«Manifestazioni come Autunno in Barbagia sono fondamentali perché ci permettono di raccontare chi siamo, custodire e trasmettere le nostre tradizioni e far conoscere le eccellenze del nostro territorio», afferma il primo cittadino. «Investire in iniziative di questo tipo significa anche affrontare una delle sfide più importanti per il futuro della Sardegna: contrastare lo spopolamento delle aree interne e montane».
Il sindaco collega la promozione del patrimonio locale alla possibilità di costruire nuove opportunità economiche e sociali, rafforzando il senso di appartenenza e creando condizioni favorevoli alla permanenza dei residenti e all’arrivo di nuove persone. È una prospettiva che attribuisce agli eventi culturali un ruolo potenzialmente più ampio rispetto alla capacità di richiamare visitatori durante un fine settimana, pur senza considerarli una soluzione sufficiente, da soli, ai problemi strutturali delle aree interne.
Su questo terreno si inserisce anche il lavoro dell’amministrazione comunale per la promozione turistica del paese. L’assessora al Turismo Francesca Pranteddu richiama i progetti già avviati, fra i quali il portale Belvì Turismo, e l’intenzione di sviluppare un calendario di iniziative capace di distribuire le presenze lungo l’intero anno.
«Il nostro, con le sue antiche foreste, i panorami mozzafiato, i tesori archeologici, le tradizioni millenarie e le eccellenze gastronomiche e artistiche, è un borgo da fiaba, ricco di storia e autenticità, che vogliamo far conoscere e vivere durante tutto l’anno», spiega Pranteddu, sottolineando l’obiettivo di superare la stagionalità turistica.
La continuità delle attività economiche rappresenta un altro elemento decisivo. Nei piccoli centri, la diminuzione della popolazione e la riduzione dei servizi possono alimentarsi reciprocamente, rendendo più difficile la permanenza delle imprese e indebolendo ulteriormente la vita quotidiana delle comunità. È anche a questo rischio che guarda Sergio Marotto, presidente del Centro Commerciale Naturale di Belvì.
«La riscoperta dei giochi antichi tradizionali grazie al progetto “Ajò a giogare”, il caschette, le nocciole, il miele, le castagne, i boschi che ci circondano […] i nostri artigiani e le espressioni del folklore non sono soltanto testimonianze del passato, ma risorse reali sulle quali sostenere l’economia locale», osserva Marotto. La collaborazione fra operatori economici e amministrazione comunale, aggiunge, permette di far conoscere le produzioni del territorio e di contrastare la desertificazione commerciale che minaccia i piccoli centri.
La manifestazione è finanziata e organizzata dal Comune di Belvì, dal Centro Commerciale Naturale di Belvì e dalla Comunità Montana, nell’ambito di Autunno in Barbagia, iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Nuoro e da ASPEN – Azienda Speciale Promozione Economica Nuorese, con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e la collaborazione del Banco di Sardegna.
Fra i tornei nelle piazze, la preparazione dei dolci, le castagne distribuite ai visitatori e le esibizioni del folklore, Belvì propone dunque un modo di raccontare il territorio che parte dalle pratiche quotidiane e dalle persone che le mantengono vive. Il valore di iniziative come questa si misura anche nella loro capacità di creare relazioni fra generazioni e attività economiche, senza ridurre la cultura locale a semplice attrazione turistica. La sfida, richiamata dagli stessi amministratori e operatori del paese, è trasformare la visibilità di due giornate in opportunità capaci di durare oltre il calendario degli eventi.


