Anima IF 2026, a Cagliari il teatro di figura racconta «L’umano errare»: domani l’apertura con Creature Ingrate e Dromosofista

Mercoledì 14 ottobre a Sa Manifattura prende il via la nona edizione del festival organizzato da Is Mascareddas, con la direzione artistica di Donatella Pau. Due spettacoli tra satira, illusioni e linguaggi visivi, un’installazione ispirata a Karl Popper e un momento conviviale inaugurano la rassegna dedicata al teatro di figura per adulti.

Il teatro di figura come strumento per raccontare le contraddizioni dell’essere umano, mettere in discussione le certezze e trasformare gli errori in occasioni di scoperta. È intorno a questa prospettiva che si apre mercoledì 14 ottobre 2026 a Cagliari la nona edizione di Anima IF, il festival dedicato al teatro di figura per adulti, organizzato dalla storica compagnia Is Mascareddas con la direzione artistica di Donatella Pau. A partire dalle 19, gli spazi di Sa Manifattura ospiteranno una serata inaugurale che riunisce la satira della compagnia italo-francese Creature Ingrate, l’universo visionario di Dromosofista e un’esperienza partecipativa ispirata al pensiero del filosofo Karl Popper.

Il tema scelto per quest’anno, «L’umano errare», suggerisce una riflessione sulla fallibilità, sui comportamenti e sulle contraddizioni che accompagnano l’esperienza umana. Un filo conduttore che trova espressione in linguaggi differenti, dall’ironia provocatoria dei burattini alla poesia delle ombre, fino a un gioco nel quale il pubblico è chiamato a confrontarsi direttamente con i limiti della propria conoscenza.

La serata di apertura propone così tre esperienze accomunate dalla capacità di utilizzare oggetti, figure e dispositivi scenici per modificare il modo in cui osserviamo la realtà. Una caratteristica che appartiene alla tradizione del teatro di figura, ma che nelle pratiche contemporanee si apre a contaminazioni con il teatro fisico, le arti visive e le forme di partecipazione del pubblico.

Creature Ingrate: la satira del lavoro e i pensieri inconfessabili

Il primo appuntamento è fissato per le 19 con Cosa fare quando vuoi uccidere il tuo capo?, spettacolo della compagnia italo-francese Creature Ingrate.

Il titolo, volutamente provocatorio, introduce una riflessione ironica sulle tensioni e sulle frustrazioni che possono attraversare i rapporti di lavoro. Al centro della vicenda ci sono due improbabili esperte, impegnate a esaminare uno dei pensieri più estremi che possono nascere in situazioni di esasperazione: liberarsi simbolicamente della figura del proprio superiore.

Attraverso un dispositivo scenico composto da una baracca per burattini, pupazzi e oggetti animati, le protagoniste illustrano le possibili cause di queste fantasie e sperimentano una serie di metodi assurdi, inevitabilmente destinati al fallimento.

Il meccanismo comico nasce proprio dallo scarto tra la serietà apparente dell’indagine e l’inconsistenza delle soluzioni proposte. La violenza evocata dal titolo diventa così materia di rappresentazione grottesca, affidata alla capacità del teatro di figura di deformare la realtà e renderne visibili gli aspetti più paradossali.

La scelta di affrontare un tema riconoscibile attraverso burattini e oggetti animati permette di introdurre una distanza ironica rispetto alle dinamiche quotidiane del potere, dell’autorità e della subordinazione. È in questo spazio tra identificazione e straniamento che lo spettacolo costruisce la propria satira.

Dromosofista: un viaggio surreale tra ombre, oggetti e teatro fisico

Alle 20.30 il programma prosegue con Antipodi, spettacolo della compagnia italiana Dromosofista, che conduce gli spettatori in un universo immaginifico popolato da personaggi stralunati e figure sorprendenti.

Il viaggio prende forma attorno a un cavallo in miniatura e attraversa situazioni surreali, nelle quali compaiono minuscoli uomini d’ombra in corsa e creature che sembrano appartenere a un mondo sospeso tra realtà e invenzione.

La rappresentazione intreccia differenti tecniche del teatro di figura, dalle ombre cinesi alla manipolazione di oggetti, integrandole con il movimento e il linguaggio del teatro fisico. Il risultato è una drammaturgia costruita anche attraverso le immagini, nella quale il racconto non dipende esclusivamente dalla parola, ma dalla relazione tra corpi, materiali, luci e figure.

In questa prospettiva, gli oggetti quotidiani possono perdere la loro funzione abituale e diventare protagonisti di nuove narrazioni. Le proporzioni si modificano, le ombre acquistano autonomia e il movimento suggerisce significati che non richiedono necessariamente una spiegazione verbale.

Antipodi propone dunque un’esperienza visiva che invita il pubblico a seguire le trasformazioni della scena e ad accettare le regole di un universo nel quale l’impossibile diventa parte integrante del racconto.

Il cappello di Karl: un gioco ispirato a Popper

Tra i due spettacoli, alle 19.45, il pubblico potrà partecipare a Il cappello di Karl, un gioco-installazione ispirato al pensiero del filosofo Karl Popper.

L’esperienza si svolge in una stanza completamente buia, dove i partecipanti, con gli occhi bendati, sono chiamati a cercare un cappello nero. L’obiettivo, tuttavia, non consiste soltanto nell’individuare l’oggetto, ma anche nel comprendere dove il cappello non si trova.

Il dispositivo propone in forma ludica una questione legata alla conoscenza e alla verifica delle ipotesi. Il riferimento a Popper richiama infatti il principio secondo cui una teoria deve poter essere sottoposta a tentativi di confutazione, anziché essere considerata vera soltanto perché non è stata ancora smentita.

La ricerca del cappello diventa così un’occasione per sperimentare l’incertezza, procedere per tentativi e interrogarsi sul rapporto tra ciò che crediamo di sapere e ciò che possiamo effettivamente verificare.

L’installazione si collega direttamente al tema dell’edizione, L’umano errare, trasformando l’errore da semplice fallimento a possibile strumento di apprendimento. Un’esperienza nella quale il pubblico non assiste soltanto a una rappresentazione, ma partecipa attivamente alla costruzione del significato.

Il teatro di figura per adulti e la ricerca di Is Mascareddas

Con la nona edizione di Anima IF, Is Mascareddas prosegue il proprio lavoro di valorizzazione del teatro di figura contemporaneo, con un’attenzione particolare alle produzioni rivolte al pubblico adulto.

La rassegna, diretta artisticamente da Donatella Pau, propone un’idea di teatro nella quale burattini, ombre, oggetti e figure animate non sono necessariamente associati all’infanzia, ma diventano strumenti espressivi capaci di affrontare temi sociali, filosofici ed esistenziali.

I due spettacoli inaugurali mostrano differenti possibilità di questo linguaggio. Da una parte la satira di Creature Ingrate, che utilizza il grottesco per rappresentare le tensioni dei rapporti umani; dall’altra l’immaginario di Dromosofista, costruito attraverso la forza evocativa delle immagini e del movimento.

A queste esperienze si affianca Il cappello di Karl, che introduce una dimensione partecipativa e invita gli spettatori a confrontarsi con il tema dell’errore attraverso un’esperienza concreta.

Il programma inaugurale offre così una prima interpretazione del tema annuale, suggerendo che l’errare possa essere inteso non soltanto come sbaglio, ma anche come movimento, esplorazione e possibilità di modificare il proprio punto di vista.

Un momento conviviale tra pubblico e artisti

La serata prevede anche un aperitivo nell’intervallo tra gli spettacoli, pensato come occasione di incontro tra artisti e spettatori.

Saranno proposti prodotti degli sponsor della rassegna: Cantine di Santadi, Tenute Faragò, Cantina Antonella Corda, Impasto, Marina Pasta e Pane ed Esca.

Il momento conviviale si inserisce nella dimensione partecipativa del festival, favorendo lo scambio tra chi realizza gli spettacoli e chi vi assiste. Un’opportunità per prolungare il confronto oltre il tempo della rappresentazione e trasformare la serata in un’esperienza culturale condivisa.

Biglietti, informazioni e sostenitori

La nona edizione di Anima IF prende il via mercoledì 14 ottobre 2026 negli spazi di Sa Manifattura, a Cagliari, con il seguente programma inaugurale:

  • Ore 19: Cosa fare quando vuoi uccidere il tuo capo? – Creature Ingrate
  • Ore 19.45: Il cappello di Karl – gioco-installazione ispirato a Karl Popper
  • Ore 20.30: Antipodi – Dromosofista

I biglietti prevedono diverse formule: 10 euro per uno spettacolo, 15 euro per il giornaliero, 5 euro per gli operatori, 50 euro per l’Anima Card e 30 euro per l’Anima Card operatori.

Per informazioni è possibile rivolgersi al punto Sa Manifattura – TAB, telefonando al 392 5252971 oppure scrivendo a info@ismascareddas.it. Il servizio informazioni è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18; nelle giornate del festival, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.30.

Anima IF è realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, attraverso gli Assessorati della Pubblica Istruzione e del Turismo, del Ministero della Cultura, del Comune di Cagliari e della Fondazione di Sardegna.

La manifestazione gode del patrocinio di Sardegna Ricerche e UNIMA Italia ed è realizzata in collaborazione con ATF – Istituto per i beni marionettistici, Sa Manifattura, Shamrock Live, Progetto Cantiere, Corsica Sardinia Ferries, FAI Sardegna e Caffè Culturale Domenica Fiaba.

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