Giovedì 29 ottobre il Teatro di Sant’Eulalia ospita il secondo appuntamento del format immersivo ideato da Coru Aresti. Tre performance di musica elettronica e ricerca sonora, in uno spazio completamente oscurato dove luce, architettura e ascolto diventano parte dell’esperienza.
Un teatro immerso nel buio, tre performance sonore e una scena costruita attraverso pochi elementi luminosi. Giovedì 29 ottobre 2026, al Teatro di Sant’Eulalia di Cagliari, nel quartiere Marina, torna LÀMINE, il progetto ideato da Coru Aresti per esplorare le relazioni tra suono, spazio e percezione. Il secondo appuntamento del format riunirà Hubble, alias del produttore Giuseppe Marchegiano, Fabio Talloru, musicista e sound designer, e Atoloi, progetto del ricercatore sonoro Matteo Ghiringhelli. L’apertura è prevista alle 18.30, con le performance dalle 19 alle 21.30.
LÀMINE nasce come estensione al chiuso del percorso avviato nel 2021 da Coru Aresti, realtà impegnata nella ricerca sulle arti sonore e nella costruzione di esperienze d’ascolto legate ai luoghi che le ospitano. Se il progetto originario ha sviluppato una parte significativa della propria identità nel rapporto con il paesaggio naturale, il nuovo format trasferisce questa ricerca all’interno di spazi architettonicamente definiti, modificando le condizioni nelle quali il pubblico incontra la musica.
Al Teatro di Sant’Eulalia, in vico del Collegio 2, l’oscuramento completo della sala diventerà il punto di partenza per una diversa organizzazione dell’esperienza. Il buio non sarà soltanto una condizione scenografica, ma uno strumento per ridurre i riferimenti visivi e concentrare l’attenzione sulle caratteristiche del suono, sulla sua provenienza e sulle trasformazioni che produce nello spazio. Anche la luce sarà utilizzata in maniera selettiva, attraverso tagli e fenditure capaci di isolare gesti, corpi e dettagli, senza ricostruire l’illuminazione convenzionale di un concerto.
La scelta è quella di mettere in discussione la centralità dello sguardo nella fruizione musicale, lasciando che siano le frequenze, le dinamiche e la prossimità tra artisti e ascoltatori a determinare una parte essenziale dell’esperienza.
Hubble, l’elettronica tra Sardegna e Berlino
Ad aprire la serata sarà Hubble, progetto che Giuseppe Marchegiano sviluppa dal 2007 e che nel corso degli anni ha trovato un importante terreno di ricerca nella scena elettronica berlinese. La sua produzione attraversa strutture ritmiche ipnotiche, atmosfere psichedeliche e processi di elaborazione elettronica, con un linguaggio costruito intorno alla ripetizione e alla trasformazione progressiva del materiale sonoro.
Nel suo percorso figurano pubblicazioni per etichette come Moulton, Archipel e Sleep Is Commercial. Nel 2010 Archipel ha pubblicato Forget Me Not, il suo album d’esordio, legato anche all’esperienza del trasferimento a Berlino. Il rapporto con la capitale tedesca ha accompagnato la sua attività dal vivo in diversi contesti della scena elettronica, dal Club der Visionaere al Berghain.
All’interno di LÀMINE, la ricerca di Hubble si confronterà con un ambiente nel quale la componente visiva è ridotta al minimo e l’articolazione del suono assume un ruolo centrale nella costruzione della performance.
Fabio Talloru, le possibilità sonore della materia
Il secondo intervento sarà affidato a Fabio Talloru, conosciuto anche come Fabio Tallo, ricercatore multimediale, musicista e sound designer originario del Sud Sardegna. La sua attività si sviluppa intorno all’indagine delle qualità acustiche della materia e alle possibilità di trasformare oggetti, ambienti e registrazioni in strumenti di composizione.
Suoni prodotti da elementi naturali e artificiali, registrazioni ambientali e materiali campionati vengono rielaborati attraverso sintetizzatori, loop, strutture ritmiche e processi elettronici. Ne deriva una pratica che attraversa diversi ambiti, dalla composizione musicale alle colonne sonore, fino alle installazioni multimediali.
Il lavoro di Talloru si inserisce così nel tema centrale del format: rendere percepibili caratteristiche del suono che, in una situazione di ascolto ordinaria, potrebbero rimanere sullo sfondo. L’attenzione alla materia sonora e ai suoi processi di trasformazione trova nello spazio oscurato del Teatro di Sant’Eulalia una condizione particolare di ascolto.
Atoloi, tra ambient e ascolto immersivo
A chiudere il programma sarà Atoloi, progetto del musicista e ricercatore sonoro Matteo Ghiringhelli, attivo a Milano. Il suo percorso si muove tra produzione elettronica, ambient, registrazioni sul campo e campioni autoprodotti, con un’attenzione specifica alla relazione tra strutture ritmiche, tessiture sonore e dimensione contemplativa.
La ricerca di Ghiringhelli può assumere configurazioni differenti a seconda degli spazi e delle modalità di fruizione, passando dal contesto del club a quello museale. La componente immersiva non riguarda soltanto la costruzione delle sonorità, ma anche il modo in cui queste entrano in relazione con l’ambiente e con la posizione dell’ascoltatore.
Le tre performance di LÀMINE vol.2 manterranno una propria autonomia artistica. A collegarle sarà soprattutto il dispositivo scenico e percettivo costruito da Coru Aresti, che sottoporrà linguaggi e metodi compositivi differenti alle medesime condizioni di buio, luce e prossimità.
Dal paesaggio naturale allo spazio teatrale
Il secondo episodio prosegue il percorso inaugurato il 26 febbraio 2026, quando il Teatro di Sant’Eulalia aveva ospitato LÀMINE vol.1, con le performance di Andrea Cherchi, Danilo Casti e Nyah Bear. Il ritorno nello stesso luogo consolida il rapporto tra il format e uno spazio raccolto, nel quale le caratteristiche architettoniche diventano parte integrante della proposta artistica.
Dal 2021 Coru Aresti sviluppa un progetto dedicato alla ricerca nelle arti sonore, fondato anche sulla volontà di ridurre la distanza fisica e relazionale tra artisti, organizzazione e pubblico. Attorno agli appuntamenti prende forma una comunità temporanea, riunita non soltanto dalla presenza a un evento musicale, ma dalla condivisione delle stesse condizioni di ascolto.
Secondo quanto comunicato dall’organizzazione, il progetto non beneficia di contributi pubblici e reinveste le risorse raccolte attraverso le proprie attività nella copertura delle spese organizzative e nel lavoro degli artisti.
Orari, biglietti e modalità di accesso
LÀMINE vol.2 è in programma giovedì 29 ottobre al Teatro di Sant’Eulalia, in vico del Collegio 2 a Cagliari, nel quartiere Marina. L’apertura al pubblico è prevista alle 18.30, l’inizio delle performance alle 19 e la conclusione alle 21.30.
I tre live saranno separati da brevi intervalli. Durante le esibizioni non sarà consentito l’ingresso in sala: chi arriverà a performance iniziata dovrà attendere la pausa successiva, per non interrompere le condizioni di ascolto previste dal format.
I posti sono limitati e non numerati. L’accesso prevede un contributo d’ingresso, con biglietti disponibili in prevendita sulla piattaforma DICE, attraverso la pagina dell’evento su Resident Advisor e tramite il collegamento presente sul profilo Instagram di Coru Aresti.
L’appuntamento è realizzato in collaborazione con Terzo, con il supporto di Cultína, LOGA, Bar Florio e Theandric Teatro.
Per informazioni è possibile scrivere a infocoruaresti@gmail.com o consultare il profilo Instagram @coru.aresti.
[O.M.]


