Dal 26 settembre al 31 ottobre torna al Teatro Electra la rassegna di Quinte Emotive. Sette appuntamenti tra memoria, commedia, teatro civile e relazioni umane, da Samuele Stochino a Giorgio Gaber, dallo scudetto del Cagliari alla Grande Guerra.
Sette spettacoli e altrettanti modi di declinare una stessa parola: gentilezza. Torna a Iglesias Sulcis in fundo, la rassegna organizzata da Quinte Emotive APS-ETS che, dal 26 settembre al 31 ottobre, porterà al Teatro Electra la sua quinta edizione. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 19.
Il titolo scelto per il 2026 è Sette atti di gentilezza. Non un tema al quale ricondurre forzatamente le opere, ma un filo che attraversa linguaggi e storie differenti: la comprensione prima del giudizio, la libertà del pensiero, la cura, l’umanità nella guerra, la solidarietà verso gli ultimi e la capacità di esserci nelle relazioni più difficili.
«Gli spettacoli attraverseranno registri e universi narrativi differenti, dalla memoria alla storia, dalla commedia al teatro civile, dalla fragilità delle relazioni alla libertà del pensiero», spiega il direttore artistico di Quinte Emotive Fabrizio Carta, sottolineando come la gentilezza diventi il punto di contatto capace di costruire, appuntamento dopo appuntamento, un unico percorso.
Samuele Stochino e Giorgio Gaber aprono la rassegna
Il sipario si alza sabato 26 settembre con Samuele – su ’r bandiu, produzione de Il Crogiuolo con testo e regia di Bepi Vigna e Fabrizio Congia nel ruolo di Samuele Stochino, il bandito ogliastrino conosciuto come la «Tigre d’Ogliastra».
Il racconto attraversa la Prima guerra mondiale, la latitanza, la persecuzione della famiglia durante il fascismo e la morte di Stochino. A questa vicenda Sulcis in fundo associa il primo dei suoi sette atti: la gentilezza di provare a comprendere una storia umana prima di fermarsi al giudizio.
Già domenica 27 settembre si torna al Teatro Electra con Gaber e noi, esito scenico di un laboratorio curato da Quinte Emotive. Parole, pensiero, ironia e provocazione del teatro-canzone di Giorgio Gaber diventano gli strumenti per interrogare il presente lasciando allo spettatore la libertà di pensare, dubitare e scegliere.
Dalla commedia allo scudetto del Cagliari
Il 3 ottobre arriva Chiedilo alla badante della compagnia La Maschera, scritto da Anna Pia ed Enzo Parodo, che firma anche la regia. Tre fratelli devono trovare una persona che si prenda cura della madre inferma e la ricerca si trasforma in una successione di imprevisti e situazioni paradossali. In scena, insieme agli autori, Fulvia Ibba e Viviana Ibba. Dietro il registro della commedia, il tema scelto dalla rassegna è quello della cura e delle fatiche che accompagnano la quotidianità.
Il 10 ottobre Cada Die Teatro porta invece in scena Riva Luigi ’69-’70 – Cagliari ai dì dello scudetto, di e con Alessandro Lay. Il trionfo del Cagliari del 1970 viene osservato attraverso gli occhi di chi allora era bambino: i vestiti, i tram ai quali appendersi per non pagare, le figurine, i giochi sui gradini della scuola e il ricordo di un giovane Gigi Riva. Più che la cronaca calcistica, emerge così il ritratto di una città e di una generazione attraverso la memoria personale.
La guerra raccontata dal basso
Il 17 ottobre Bocheteatro presenta Bachisio Spanu, epopea di un contadino sardo nella Grande Guerra. Il libero adattamento di Marco Parodi da Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu, con inserti tratti da Roccu u stortu di Francesco Suriano, affida a Giovanni Carroni il personaggio di un fante della Brigata Sassari.
È un contadino che diventa testimone della guerra e ne restituisce la cronaca attraverso una lingua semplice e uno sguardo lontano dalla retorica. Il quinto atto di gentilezza proposto dalla rassegna diventa così il riconoscimento dell’umanità anche dentro l’orrore del conflitto.
Alla guerra conduce anche l’appuntamento del 24 ottobre con Laribiancos, seconda produzione di Cada Die Teatro in cartellone. Lo spettacolo è l’adattamento teatrale di Quelli dalle labbra bianche di Francesco Masala, firmato e interpretato da Pierpaolo Piludu, con la regia di Giancarlo Biffi e le musiche originali di Paolo Fresu.
I «laribiancos» sono i poveri di Arasolè, paese immaginario della Sardegna ai confini delle foreste del Goceano. Culubiancu, Mammutone, Tric Trac e gli altri uomini del paese partono nel 1940 per la guerra. Attraverso il mondo narrativo di Masala, lo spettacolo riporta al centro chi rischia di rimanere ai margini della storia: l’atto di gentilezza diventa allora stare accanto agli ultimi e conservarne la voce.
Il filo di Teseo e la fragilità della memoria
A chiudere Sulcis in fundo sarà, sabato 31 ottobre, Il filo di Teseo, produzione di Quinte Emotive diretta da Andrea Serra, con Fabrizio Carta, Nicoletta Pusceddu, Cristina Pillola e Alessandro Piga.
Lo spettacolo affronta il tema dell’Alzheimer attraverso la vita di una famiglia: un fratello malato, due sorelle e un nipote si confrontano con ricordi che si confondono, tensioni e nuovi equilibri quotidiani. L’attesa di una figura misteriosa diventa il simbolo della ricerca di una soluzione che non può arrivare e della necessità di confrontarsi con una realtà irreversibile.
L’ultimo dei sette atti proposti dalla rassegna è così quello della presenza: esserci anche quando non tutto ciò che viene dato può essere restituito.
La quinta edizione di Sulcis in fundo – Sette atti di gentilezza è organizzata da Quinte Emotive APS-ETS con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Iglesias.


