Tradizione e Modernità, tre domeniche al Lazzaretto tra launeddas, canto a tenore e canto a chitarra

Dal 4 al 18 ottobre la piazza del Lazzaretto di Cagliari ospita tre appuntamenti mattutini dedicati ad alcune delle principali espressioni della musica tradizionale sarda. Nel programma Cuncordia a Launeddas, i Tenores di Neoneli nell’anno del cinquantennale ed Emanuele Bazzoni e Daniele Giallara.

Tre domeniche per attraversare la musica tradizionale sarda attraverso strumenti, forme vocali e pratiche ancora vive nel presente. Il 4, l’11 e il 18 ottobre, sempre alle 11, la piazza del Lazzaretto di Cagliari ospita Tradizione e Modernità Festival 2026, rassegna che riunisce launeddas, canto a tenore, canto a chitarra, gruppi folk e ballo tradizionale.

Il festival è realizzato nell’ambito di Cagliari dal Vivo 2026 con il contributo del Comune di Cagliari e costruisce il proprio programma intorno a tre nuclei distinti. La scansione delle giornate permette di dedicare ogni appuntamento a una diversa espressione musicale, affiancando agli interpreti anche gruppi impegnati nella trasmissione del patrimonio coreutico e delle tradizioni popolari.

L’apertura, domenica 4 ottobre alle 11, è affidata alle launeddas. Protagonista della prima mattinata sarà l’associazione Cuncordia a Launeddas, con un appuntamento interamente costruito intorno allo strumento a fiato policalamo che occupa un posto centrale nella storia musicale dell’Isola.

Il secondo incontro, domenica 11 ottobre sempre alle 11, sposta l’attenzione sul canto a tenore con i Tenores di Neoneli. L’appuntamento cade in un anno particolarmente significativo per la formazione del Barigadu, che nel 2026 celebra cinquant’anni di attività: il gruppo ha esordito il 25 settembre 1976 e proprio lo scorso 25 settembre ha festeggiato a Neoneli il mezzo secolo dalla prima esibizione. Nel corso dell’anno il cinquantennale è stato accompagnato da concerti e iniziative in Sardegna, nella Penisola e all’estero.

Fondati e diretti da Tonino Cau, i Tenores di Neoneli hanno costruito in mezzo secolo un percorso nel quale il canto tradizionale è stato affiancato da nuove produzioni, progetti tematici e collaborazioni con artisti provenienti da altri ambiti musicali. La formazione attuale comprende, insieme a Cau, Ivo Marras, Peppeloisu Piras, Angelo Piras e Roberto Dessì. Al Lazzaretto il loro intervento sarà accompagnato dalla presenza del gruppo folk I Nuraghi di Sestu e dai balli tradizionali.

La chiusura, domenica 18 ottobre alle 11, sarà dedicata invece al canto a chitarra. Le voci saranno quelle dei cantadores Emanuele Bazzoni e Daniele Giallara, accompagnati da Alessandro Carta alla chitarra e Alberto Caddeo alla fisarmonica. A completare la mattinata saranno i gruppi folk Janas di Monastir e Campidano di Quartucciu, con costumi e balli tradizionali.

Il disegno delle tre giornate procede così per linguaggi differenti: dalle possibilità strumentali delle launeddas alla polifonia del canto a tenore, fino a una pratica come il canto a chitarra nella quale voce, accompagnamento strumentale e confronto tra cantadores definiscono una tradizione performativa specifica.

È in questa successione che prende forma il rapporto evocato dal titolo Tradizione e Modernità: non una ricostruzione museale del patrimonio musicale dell’Isola, ma tre appuntamenti affidati a musicisti e formazioni che quelle pratiche continuano a portare sulla scena. Il Lazzaretto di Sant’Elia diventa per tre domeniche il punto d’incontro fra repertori, strumenti, canto e ballo, seguendo forme diverse attraverso cui la cultura musicale sarda continua a essere praticata e trasmessa.

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