Martedì 6 ottobre alle 18.30, nell’Atrio Comita della basilica di San Gavino, la giornalista presenta il saggio pubblicato da Garzanti. Al centro la vicenda del nonno Vitale Piga, dall’antifascismo all’adesione al regime e alla nomina a podestà di Carbonia. Dialoga con l’autrice Raffaele Sari.
Una lettera del 1938, ritrovata molti decenni dopo nella casa di famiglia a Decimomannu, diventa il punto di partenza per interrogare una storia privata e, attraverso di essa, una parte della storia italiana. Martedì 6 ottobre alle 18.30 Barbara Serra sarà nell’Atrio Comita della basilica di San Gavino, a Porto Torres, per presentare Fascismo in famiglia, il saggio pubblicato da Garzanti nel 2025. In conversazione con la giornalista ci sarà Raffaele Sari.
L’incontro è realizzato da Lìberos con il sostegno del Comune di Porto Torres e in collaborazione con la libreria Koinè Ubik. Al centro c’è il lavoro con cui Serra ha ricostruito la vicenda del nonno Vitale Piga, intrecciando documenti d’archivio, fotografie e testimonianze e mettendo in relazione la memoria familiare con il fascismo, il Sulcis minerario e la nascita di Carbonia.
L’origine della ricerca è una lettera datata 16 maggio 1938. Serra la trova casualmente nella villa di famiglia a Decimomannu: proviene dalla Germania nazista, porta il timbro con la svastica ed è indirizzata a Vitale Piga. Quel documento apre una serie di domande su una figura della quale la giornalista ricostruisce progressivamente il percorso, segnato dalla Prima guerra mondiale, da iniziali posizioni antifasciste e dalla successiva collaborazione con il regime.
Fascismo in famiglia nasce proprio dalla necessità di comprendere questo passaggio, evitando una lettura retrospettiva troppo semplice delle scelte compiute in quegli anni. Il libro segue Piga fino all’esperienza di Carbonia, città fondata durante il fascismo attorno allo sviluppo dell’industria carbonifera, della quale fu podestà tra il 1939 e il 1942. La vicenda individuale diventa così uno strumento per osservare i meccanismi dell’adesione al regime, i compromessi personali e il rapporto tra convinzioni, opportunità e contesto storico.
La ricerca attraversa anche uno dei passaggi decisivi della storia della Sardegna del Novecento. Il racconto familiare si sposta infatti verso il Sulcis e le miniere, mentre sullo sfondo si collocano le leggi razziali del 1938 e l’avvicinarsi della guerra. Serra non affronta dunque la figura del nonno come un caso separato dal proprio tempo, ma la inserisce nel sistema politico e sociale nel quale quelle scelte maturarono.
Il libro porta con sé anche una domanda più ampia sulla trasmissione della memoria. Indagare un familiare significa, in questo caso, confrontarsi con una parte scomoda della propria storia e con la distanza tra il giudizio possibile oggi e le condizioni nelle quali agirono le generazioni precedenti. È una prospettiva che Serra aveva già affrontato nel documentario Fascism in the Family, dedicato alla stessa vicenda e premiato ai New York Festivals TV & Film Awards.
Nata a Milano nel 1974 e cresciuta a Copenaghen, Barbara Serra vive a Londra dal 1993. Dopo le esperienze alla BBC, Sky News e Channel 5, dal 2006 al 2022 è stata conduttrice e corrispondente di Al Jazeera English; nell’ottobre 2023 è tornata a Sky News UK come presentatrice. Nel 2019 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia. Per Garzanti aveva già pubblicato Gli italiani non sono pigri.


