Lucido Festival, On the Road, Burning City e CagliariTiAmo confluiscono per la prima volta in un unico progetto. Teatro, musica, danza, performance, laboratori e residenze attraversano quartieri, periferie e spazi non convenzionali. Tra gli ospiti Laura Formenti, Giuseppe Scoditti e Tano Mongelli.
Tredici giorni per trasformare Cagliari e il suo territorio metropolitano in un palcoscenico diffuso, spostando lo spettacolo dai luoghi tradizionalmente deputati alla cultura verso quartieri, periferie, mezzi pubblici e spazi della quotidianità. Lucido Festival 2026 torna con una nuova edizione interamente gratuita e con una formula che, per la prima volta, riunisce quattro esperienze culturali del territorio: Lucido Festival, On the Road, Burning City e CagliariTiAmo.
Teatro, musica, danza, performance itineranti, laboratori e residenze artistiche compongono un programma pensato per mettere in relazione artisti, abitanti e visitatori. L’itinerario attraverserà Giorgino, Pirri, Is Mirrionis, San Michele ed Elmas, arrivando anche in luoghi meno consueti per una manifestazione performativa: dal T-Hotel fino a un pullman della Linea 1 CTM in corsa.
“Strupiaus”: dall’imperfezione alla possibilità
A tenere insieme il progetto è una parola sarda: “Strupiaus”. Letteralmente rimanda a ciò che è storpio, ferito o imperfetto, ma nell’uso può assumere anche una connotazione capace di evocare qualcosa di sorprendente e fuori dall’ordinario.
È dentro questa ambivalenza che il festival individua la propria chiave di lettura: partire dalla ferita, dalla marginalità e dall’imperfezione per produrre bellezza, relazione e possibilità. Una prospettiva applicata tanto alle persone quanto alla città, osservata senza cancellarne contraddizioni, discontinuità e fragilità.
La rigenerazione immaginata da Lucido non passa dunque soltanto dalla trasformazione fisica degli spazi. È prima di tutto culturale: nasce dalla possibilità di cambiare lo sguardo sui luoghi e sulle comunità che li abitano.
Le periferie diventano luoghi di produzione culturale
La geografia scelta dal festival mette in discussione il tradizionale rapporto tra centro e periferia. Giorgino, Pirri, Is Mirrionis, San Michele ed Elmas non vengono considerati semplicemente territori nei quali trasferire eventi concepiti altrove, ma luoghi capaci di generare cultura, partecipazione e nuovi pubblici.
Da qui nasce la dimensione itinerante della manifestazione, che alterna architetture riconoscibili e spazi ordinari, cercando un rapporto diretto con il tessuto urbano e con chi lo attraversa ogni giorno.
L’obiettivo dichiarato è anche quello di contribuire a distribuire diversamente i flussi culturali e turistici, portando il pubblico fuori dai circuiti maggiormente consolidati e facendo emergere parti della città che raramente entrano nella sua rappresentazione culturale.
Inclusione e sostenibilità completano questa impostazione. Il progetto prevede il coinvolgimento di persone con fragilità nei processi creativi, attenzione all’accessibilità degli appuntamenti, promozione della mobilità sostenibile e valorizzazione delle filiere e delle realtà locali. L’ambizione è lasciare una ricaduta che vada oltre i tredici giorni del festival, sperimentando un modello culturale riproducibile e rafforzando il posizionamento di Cagliari come città della produzione contemporanea.
Laura Formenti porta a Cagliari l’anteprima del nuovo spettacolo
Tra gli appuntamenti annunciati c’è Laura Formenti, che al Lucido Festival presenterà in anteprima il lavoro destinato al 2027.
Comica, autrice e podcaster, Formenti ha attraversato negli anni televisione, stand-up e nuovi linguaggi digitali, partecipando a programmi come Colorado, Stand Up, Natural Born Comedian, Domenica 5 e Le Iene. Nel 2021 la performance “Io se fossi un uomo”, presentata a Italia’s Got Talent, l’ha portata in finale e ha ottenuto milioni di visualizzazioni.
Nel 2023 ha avviato anche un podcast autoprodotto, entrato nella top ten di Spotify e arrivato secondo ai Diversity Media Awards 2024. È stata testimonial di Medici del Mondo, protagonista di uno special di Comedy Central e candidata ai Factanza Awards.
Nel nuovo spettacolo Formenti affronta, attraverso la lente della comicità, un presente segnato dall’aumento del disagio psicologico, dalla diffusione degli estremismi e dei fanatismi e da una ricerca individuale di benessere che rischia spesso di trasformarsi in isolamento.
La domanda diventa allora provocatoriamente semplice: davanti a una realtà sempre più difficile da decifrare, che cosa resta? L’umorismo può diventare uno strumento di resistenza al fanatismo e un modo per mantenere uno spazio critico nei confronti del mondo?
Scoditti e Mongelli puntano a “Livelli altissimi”
Torna al festival anche Giuseppe Scoditti, alla sua terza partecipazione, questa volta insieme a Tano Mongelli, cofondatore di Contenuti Zero, per “Livelli altissimi”.
La premessa dello spettacolo è già parte del gioco comico: Scoditti non ha un terzo monologo pronto ed è impegnato in un corso da meccanico; Mongelli, nel frattempo, starebbe preparando un provino per diventare il nuovo James Bond. Una telefonata tra i due mette in moto uno show costruito attraverso sketch, canzoni e tentativi sempre più improbabili di trasformare Mongelli nel prossimo agente 007.
Un dispositivo volutamente surreale che utilizza il pretesto narrativo per costruire una successione serrata di situazioni comiche e giocare con il linguaggio dello spettacolo, dell’eroe cinematografico e dell’ambizione artistica.
Il programma comprende inoltre Antonio Taurino, il cui appuntamento completa il gruppo degli ospiti annunciati nel comunicato del festival.
Con la nuova edizione, Lucido Festival prova così a utilizzare la dimensione performativa non semplicemente per occupare temporaneamente luoghi differenti, ma per modificarne la percezione. È il principio racchiuso in Strupiaus: riconoscere la ferita senza nasconderla e provare a trasformarla in un punto dal quale ricominciare a guardare la città.


