Giovedì 20 e venerdì 21 agosto la quinta edizione del festival entra nel vivo: all’Hospitalis Sancti Antoni “La geografia della sete” con Filippo Menga e Alessandra Castellazzi e un viaggio nella politica asiatica con Stefano Pelaggi e Ilaria Maria Sala. Nel programma anche numerosi autori sardi, incontri a Mandriola e Arborea e la presentazione della casa editrice immaginaria Cabronazi.
Dalla crisi idrica agli equilibri politici dell’Asia orientale, passando per romanzi, memoria, musica, illustrazione e nuove narrazioni della Sardegna. Giovedì 20 e venerdì 21 agosto il Propagazioni Festival entra nel cuore della sua quinta edizione, quest’anno costruita intorno al tema “Eppure il vento soffia ancora”, con due giornate che hanno il loro fulcro serale all’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano e si sviluppano durante il giorno tra il Mistral2 Hotel, la biblioteca di Mandriola e la Comunità Il Samaritano di Arborea.
Il programma mette insieme prospettive differenti sul presente. Tra i protagonisti Filippo Menga e Alessandra Castellazzi, chiamati a confrontarsi sulla crisi ambientale, Stefano Pelaggi e Ilaria Maria Sala per uno sguardo sulle strategie politiche dell’Asia e numerose autrici e autori sardi: Fabio De Roberto, Andrea Serra, Davide Piras, Luciana Floris, Maria Spissu Nilson, Chiara Secci, Franca Mugittu, Cinzia Pilo e Claudia Piras.
La geografia della sete
La serata di giovedì 20 agosto prende il via alle 21 all’Hospitalis con “La geografia della sete”, incontro dedicato a uno dei nodi più urgenti della contemporaneità.
A confrontarsi saranno Filippo Menga, autore di Sete. Crisi idrica e capitalismo, pubblicato da Ponte alle Grazie, e Alessandra Castellazzi, autrice del romanzo La radura per e/o. In dialogo con Vania Statzu della Fondazione Medsea, affronteranno scarsità d’acqua, risorse naturali, disuguaglianze e conseguenze sociali della crisi climatica.
La seconda parte della serata riporta lo sguardo sulla Sardegna e sulla narrativa contemporanea. “Partite aperte e melanconie irreversibili” riunisce due scrittori pubblicati nel 2026 da Il Maestrale: Fabio De Roberto, autore di Zero a zero, storia ambientata a Sassari nell’estate dei Mondiali del 2006, e Andrea Serra, autore di Fernando, i cui protagonisti si muovono in una Carbonia alle prese con la lunga crisi industriale. A dialogare con loro sarà il critico Alessandro Marongiu.
Lo stesso Marongiu sarà poi tra i protagonisti di “Cabronazi: un editore contro gli stereotipi”, presentazione di una casa editrice immaginaria insieme all’attore Elio Turno Arthemalle e ad altri ospiti a sorpresa, in dialogo con il direttore artistico del festival Vito Biolchini.
Ad aprire la serata sarà una degustazione di birre curata da Valeria Usai.
La giornata comincia però già alle 9.30 al Mistral2 Hotel, dove Chiara Secci presenta Milo: il primo viaggio dentro la relazione con il cane (SelfPub, 2026), in dialogo con Maria Delogu. Il libro segue una famiglia alle prese con l’arrivo di un cucciolo e con difficoltà, errori e scoperte legati alla convivenza con un cane.
Alle 11.30, nella Biblioteca comunale nella Pineta di Mandriola, l’illustratrice Bettina Brovelli conduce invece un laboratorio di lettura e disegno dedicato a Pinocchio per bambine e bambini dai cinque anni.
Alle 18.30, alla Comunità Il Samaritano di Arborea, Davide Piras presenta con Antonello Carboni il romanzo Femmenella, edito da Piemme, che racconta l’amore di Modesto e Andrea negli anni del fascismo.
Dalla Sardegna all’Asia orientale
Venerdì 21 agosto, la programmazione serale dell’Hospitalis parte ancora dalla letteratura. Alle 21, “Sardegna di predestinazione e memoria” mette a confronto Maria Spissu Nilson, autrice di Sinnada per Feltrinelli, e Luciana Floris, autrice di Fuoco, cenere, acqua per Effigi. A dialogare con loro sarà Maria Delogu, mentre il racconto sarà accompagnato dal reading “Lellena, Titti e Pilar” dell’attrice Laura Fortuna.
Lo sguardo si sposterà poi verso l’Asia con “Fiori e microchip. Storie dall’Asia”. Stefano Pelaggi presenterà L’isola sospesa. Storia di Taiwan dalle origini alla guerra dei microchip, pubblicato da Luiss University Press, mentre Ilaria Maria Sala, in collegamento, interverrà a partire dal suo Flower Power. Storie politiche di fiori e giardini dall’Asia, edito da Hopefulmonster.
A condurre la conversazione sarà la giornalista Rai Sara Perria, a lungo corrispondente soprattutto da Myanmar e Afghanistan per The Guardian, Financial Times e *Nikkei Asia. L’incontro attraverserà Taiwan, tecnologia, potere, società e cultura politica dell’Asia orientale.
Anche venerdì gli appuntamenti cominciano al mattino. Alle 9.30 al Mistral2 Hotel, Franca Mugittu presenta Una storia, tante storie, una comunità: Arborea (SelfPub), in dialogo con Manuela Pintus.
Alle 11.30 a Mandriola, per la sezione dedicata ai più piccoli, Claudia Piras, illustratrice di Sa mama ’e su sole di Imago Edizioni, dialoga con Bettina Brovelli. Alle 12 seguirà un laboratorio di disegno condotto dalla stessa Piras.
Alle 18.30 alla Comunità Il Samaritano di Arborea, Cinzia Pilo presenta invece Sheroes, donne che hanno cambiato la musica rock e il mondo, pubblicato da Arcana, in dialogo con Michela Pibiri. Ventisette protagoniste e sei decenni di trasformazioni culturali, sociali e politiche per raccontare il ruolo delle donne nella storia del rock.
Propagazioni e la stagione dell’Hospitalis
Il Propagazioni Festival proseguirà fino a sabato 22 agosto. Durante la manifestazione e fino al 29 agosto, l’Hospitalis ospita inoltre “Ci vedete davvero?”, mostra dell’artista libanese Mazen Kerbaj, curata da Caroline Wehbe in collaborazione con la Pinacoteca Carlo Contini e la direttrice Silvia Loddo, con disegni tratti da Gaza in my phone.
La quinta edizione di Propagazioni apre la stagione culturale estiva di Heuristic all’Hospitalis. Il 23 e 24 agosto sarà la volta di Fuori Tempo, rassegna cinematografica curata dal regista Giuseppe Casu, con otto opere internazionali tra cui il lungometraggio Tardes de Soledad del catalano Albert Serra.
Dal 25 al 29 agosto arriverà invece Miniere Sonore, festival di musiche attuali diretto da Stefano Casta, con quindici concerti in cinque giorni tra ricerca elettroacustica, improvvisazione radicale, sperimentazione vocale, nuovi linguaggi della forma-canzone e incontri tra musica, danza, immagini e tecnologie interattive.


