Sabato 10 ottobre a Cagliari il quarto giorno del Festival Tuttestorie propone performance, installazioni, scambi di vestiti e incontri dedicati all’illustrazione. A Sa Manifattura la giornata si conclude alle 20 con la “Sfilata sfilacciata”, tra musica, racconti e creatività.
Un armadio che diventa un passaggio verso mondi immaginari, vestiti che custodiscono ricordi, tessuti che si trasformano in sculture e una sfilata nella quale il pubblico è chiamato a partecipare. Sabato 10 ottobre il 21° Festival Tuttestorie di Letteratura per Ragazze e Ragazzi entra nel suo ultimo fine settimana con la quarta giornata di Vestival! Racconti, visioni e libri da mettersi addosso, dedicata alle molteplici relazioni tra abbigliamento, identità, narrazione e immaginazione.
A Sa Manifattura di Cagliari il programma si sviluppa dalla mattina alla sera, alternando laboratori per bambine e bambini, performance, installazioni interattive e incontri per il pubblico adulto. L’edizione 2026 coinvolge complessivamente 78 ospiti e propone 391 attività, delle quali 144 aperte al pubblico e 247 dedicate alle scuole. Sono 650 le classi partecipanti, provenienti da 103 comuni della Sardegna, per un totale di 11.300 studentesse e studenti e 1.200 insegnanti.

Dalla performance per i più piccoli ai laboratori del pomeriggio
La giornata comincia alle 10.30 con Mumblu, performance di Ieltxu Ortueta – Artefactos Bascos, realizzata in collaborazione con Festival Trattini e Sardegna Teatro. Rivolta a bambine e bambini dai due ai cinque anni accompagnati da un adulto, la proposta prende avvio da uno spazio vuoto che si trasforma progressivamente in un paesaggio immaginario attraverso il gioco e le azioni dei partecipanti. Un’esperienza nella quale il movimento e l’interazione contribuiscono alla costruzione di un ambiente temporaneo.
Alle 15.30 prendono il via tre laboratori che affrontano il tema del vestire attraverso linguaggi differenti. Alla Tenda Quaggiù, Ti calzo a pennello, condotto da Marta Pala di Spazioperaria, invita bambine e bambini dai tre ai sei anni a partire dalle righe per inventare figure, paesaggi e composizioni grafiche. Segni e tracciati diventano così strumenti per esplorare il rapporto tra movimento e immaginazione.
Alla Sala Bubù, Il guardaroba luminoso di Silvia Desideri, per la stessa fascia d’età, utilizza proiettori, lavagne luminose, acetati e sovrapposizioni cromatiche per creare abiti e silhouette attraverso la luce e le ombre. Alla Tenda Lassù, invece, Giuditta Campello conduce Fantasmi Ridarelli, laboratorio per bambine e bambini dai cinque ai sette anni nel quale le storie diventano il punto di partenza per trasformare una giornata grigia in un’avventura.
Gli abiti diventano storie, immagini e movimento
Tra le produzioni originali del festival torna Calzelunghe, Cappuccetti e Camicie Prodigiose – Collezione Tuttestorie 2026, esperienza immersiva ospitata nella Sala Puà con sei turni alle 15, 15.45, 16.30, 17.15, 18 e 18.45. Curato da Catia Castagna ed Elena Iodice, con la collaborazione di Donatella Martina Cabras, il sonoro di Enrico Venturini e il testo di Nicoletta Gramantieri, il progetto trasforma l’armadio in una soglia narrativa. Illustrazioni, abiti e frammenti di racconto compongono un percorso nel quale gli oggetti quotidiani acquistano nuove possibilità espressive.

In Piazza Blablà prosegue Una testa a pois. Abiti per creature che pensano troppo, la mostra di Manù Fiori che presenta diciassette abiti stravaganti collocati sotto grandi teste senza volto. Un’esplorazione visiva che gioca con il rapporto tra corpo, abbigliamento e immaginazione.
Alla Tenda Gluglù continua Vesto il gesto, il laboratorio di Delfina Stella e Francesca Madiai nel quale il vestito diventa una materia da attraversare e trasformare, fino ad assumere le forme di animali, paesaggi e sculture. Dalle 17 alle 19.30 il progetto si estende alla Piazza Blablà con Vesto il gesto LIVE: una performance collettiva nella quale una danzatrice interagisce con gli abiti e il pubblico è invitato a prendere parte all’esperienza.
Il tema del riuso e della memoria degli oggetti trova spazio anche in ScegliMe!, lo scambio di abiti curato da Valentina Atzori e Progetto Torra, in programma dalle 15.30 alle 19.30 alla Tenda Zigzag. Ogni indumento può essere accompagnato da una poesia, un ricordo, una frase o un disegno, prima di essere scelto da un nuovo proprietario. All’interno dell’iniziativa è previsto anche Fior di me, laboratorio da svolgere in coppia per realizzare una spilla a forma di fiore utilizzando scampoli di tessuto.
Dalle 15 alle 19.30 torna inoltre Pensieri da Passeggio, il laboratorio poetico dell’Ufficio Poetico. Proseguono anche le attività di Vèstiti, andiamo al cinema!, Cucina di fango, Stangram, l’Armadio dell’Ufficio Poetico, Gli occhi addosso e la Libreria Tuttestorie.
L’illustrazione e gli incontri per adulti
Il programma di sabato riserva spazio anche agli adulti, con incontri e laboratori che affrontano il tema dell’immagine e della narrazione. Alle 18.30, nella Sala Zizù, gli illustratori Sophie Blackall e Sergio Ruzzier saranno protagonisti di Pellicce e mutande, calzini e cappelli: i vestiti nelle figure dei libri, un incontro dedicato al ruolo dell’abbigliamento nella costruzione visiva dei personaggi e delle storie illustrate.
La giornata comprende inoltre nove interviste di Mondo Invisibile Live, parte della programmazione del festival rivolta al confronto e all’approfondimento. Il comunicato non ne specifica gli orari e i protagonisti.
Alle 20 la “Sfilata sfilacciata” chiude la giornata
Il quarto giorno del Vestival si concluderà alle 20 in Piazza Blablà con Sfilata sfilacciata. Oggi come mi Vestival?, appuntamento collettivo che riunisce alcuni dei linguaggi e dei protagonisti della manifestazione.
La sfilata è orchestrata da Catia Castagna, con un testo di Bruno Tognolini, le selezioni musicali in vinile di Paul Verosi e l’assistenza di Armariu Vintage Store. Parteciperanno Susi Danesin, gli ospiti del festival e le volontarie e i volontari che contribuiscono alla realizzazione delle attività.
Più che una passerella tradizionale, l’appuntamento si presenta come un gioco condiviso intorno all’idea del vestirsi, nel quale gli abiti diventano occasioni per raccontare, trasformarsi e sperimentare nuove identità. Una conclusione che riprende il tema dell’intera ventunesima edizione: osservare ciò che indossiamo non soltanto come oggetto materiale, ma anche come linguaggio capace di esprimere storie, desideri e appartenenze.


