Officine Fagus debutta a Carbonia: sette città tra realtà virtuale, musica e letteratura

Dal 15 al 18 ottobre, nella Grande Miniera di Serbariu, la nuova produzione di Vox Day propone un percorso immersivo attraverso scenografie tridimensionali, narrazione e audio spaziale. Il progetto riunisce Emanuele Bardi, Davide Catinari e Gionata Mirai.

Sette luoghi, reali e immaginari, attraversati attraverso la realtà virtuale, la parola e il suono. Giovedì 15 ottobre, alle 18, nella Sala Argani della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, debutta Officine Fagus, la nuova produzione della cooperativa Vox Day che esplora le possibilità narrative delle tecnologie immersive. L’installazione sarà aperta al pubblico fino a domenica 18 ottobre, nell’ambito della programmazione del Karel Music Expo.

Il progetto nasce dall’incontro tra tre differenti ambiti creativi: Emanuele Bardi firma le ambientazioni visive tridimensionali, Davide Catinari sviluppa il concept, i testi e la narrazione, mentre Gionata Mirai compone le musiche originali e cura la dimensione sonora. Il risultato è un’esperienza nella quale immagini, voce e suono concorrono a costruire un percorso che intreccia geografia, memoria, letteratura e immaginazione.

Al centro di Officine Fagus c’è l’idea del viaggio come attraversamento di luoghi e, contemporaneamente, di differenti condizioni della percezione. Le città non vengono rappresentate come semplici ricostruzioni architettoniche, ma diventano ambienti narrativi nei quali si incontrano riferimenti storici, suggestioni letterarie e interpretazioni simboliche.

Il percorso comincia idealmente dalla Berlino del Novecento, attraversata dalle fratture della storia e dalle trasformazioni culturali, per raggiungere Buenos Aires, con le sue atmosfere musicali e malinconiche, e Los Angeles, riletta attraverso l’immaginario noir. Shanghai introduce una dimensione proiettata verso il futuro, mentre Tangeri richiama le esperienze letterarie della Beat Generation e il rapporto con la città di autori come William Burroughs e Paul Bowles.

Un’altra tappa è Trieste, crocevia culturale mitteleuropeo legato, tra gli altri, alle figure di James Joyce e Italo Svevo. Il viaggio si conclude ad Agartha, il leggendario regno sotterraneo della tradizione esoterica, trasformato nell’installazione in una rappresentazione dell’inconscio e dell’esplorazione interiore.

Una drammaturgia costruita attraverso lo spazio

La dimensione tecnologica costituisce parte integrante del linguaggio espressivo di Officine Fagus. Il pubblico utilizzerà visori Meta Quest 2 per esplorare le ambientazioni tridimensionali, accompagnate da un sistema audio Dolby Surround 7.1. Le scenografie digitali si intrecciano con una voce narrante e con le composizioni originali di Gionata Mirai, in una costruzione che affida al rapporto tra ascolto e visione lo sviluppo dell’esperienza.

L’obiettivo non è riprodurre fedelmente luoghi esistenti, ma elaborarli come spazi di interpretazione. Le città diventano così punti di partenza per una narrazione che attraversa la letteratura del Novecento, le avanguardie artistiche e le geografie dell’immaginario.

Anche il titolo rimanda a un preciso riferimento della storia dell’architettura. La fabbrica Fagus, progettata da Walter Gropius e Adolf Meyer ad Alfeld nel 1911, rappresenta uno degli edifici fondamentali per lo sviluppo dell’architettura moderna e anticipa alcuni principi che troveranno espressione nel Bauhaus. Il richiamo a quella esperienza introduce nel progetto di Vox Day una riflessione sul rapporto tra innovazione tecnica, progettazione e linguaggi artistici.

Tre percorsi artistici a confronto

La componente narrativa è affidata a Davide Catinari, autore e musicista legato alla storia dei Dorian Gray, formazione con la quale ha pubblicato sette album. Alla produzione musicale ha affiancato la scrittura, con il romanzo White Light del 2022, e il cinema documentario, firmando nel 2023 The Missing Boys. Il suo contributo a Officine Fagus comprende l’elaborazione del concept, la scrittura dei testi e la narrazione.

Le musiche sono di Gionata Mirai, chitarrista, compositore e produttore, fondatore dei Super Elastic Bubble Plastic e cofondatore de Il Teatro degli Orrori. Accanto all’attività con le formazioni rock, Mirai ha sviluppato una ricerca solistica incentrata anche sulla chitarra a dodici corde, documentata da lavori come Allusioni e Nelle Mani. Nell’installazione, le sue composizioni partecipano alla costruzione delle differenti atmosfere narrative.

Emanuele Bardi cura invece la componente visiva. Diplomato in Musica Elettronica al Conservatorio di Cagliari e docente di Tecnologie Musicali al Liceo Musicale «S. Satta» di Nuoro, sviluppa una ricerca che mette in relazione modellazione tridimensionale, videomapping e sperimentazione audiovisiva. Per Officine Fagus ha realizzato gli ambienti digitali attraverso i quali si sviluppa il percorso.

Quattro giornate alla Grande Miniera di Serbariu

L’esperienza ha una durata complessiva di circa cinquanta minuti e si articola in tre sessioni, precedute da una breve introduzione. Ogni turno può accogliere un massimo di dieci partecipanti, ai quali è richiesto di presentarsi con un leggero anticipo per la verifica della prenotazione.

L’inaugurazione è prevista giovedì 15 ottobre alle 18 nella Sala Argani della Grande Miniera di Serbariu. L’installazione resterà visitabile fino a domenica 18 ottobre. Turni disponibili e prenotazioni sono consultabili sulla piattaforma Eventbrite; per informazioni è possibile contattare Vox Day al numero 070 840345 o all’indirizzo info@voxday.com.

Officine Fagus è una produzione originale della Cooperativa Vox Day, promossa in collaborazione con il C.S.C. Carbonia della Società Umanitaria, la Fabbrica del Cinema e Medianet, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione e in collaborazione con il Comune di Carbonia e il Centro Italiano della Cultura del Carbone.

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