Dal 10 ottobre al 5 novembre, con una pausa dal 19 al 26 ottobre, la personale “a mano a mano …” presenta il lavoro sviluppato dall’artista austriaca durante la residenza a Bosa. A cura di Valentina Piredda-Sardinia, l’esposizione esplora la trasmissione dei saperi femminili attraverso materiali naturali, scultura e pratiche tessili.
Le mani come custodi della memoria, l’intreccio come forma di trasmissione del sapere, i materiali raccolti nel paesaggio come strumenti per interrogare il rapporto tra esperienza individuale e patrimonio collettivo. Sabato 10 ottobre, alle 18, la Galleria CULT di Alghero inaugura a mano a mano …, mostra personale dell’artista austriaca Selina Rottmann, realizzata in collaborazione con il Fondo VP-Sardinia nell’ambito di Austriamenstis / Arti-Coese-Festival 2026. L’esposizione, curata da Valentina Piredda-Sardinia, nasce dall’esperienza di residenza artistica che Rottmann sta svolgendo a Bosa come borsista del Land di Salisburgo.
Al centro del progetto si trova una riflessione sulle conoscenze che attraversano le generazioni senza necessariamente essere affidate alla scrittura. Saperi conservati attraverso gesti, osservazione e ripetizione, che continuano a esistere nella pratica quotidiana e nelle relazioni tra le persone. Durante il soggiorno a Bosa, l’artista ha rivolto la propria attenzione alla tradizione locale dell’intreccio dei cesti, riconoscendovi un esempio di trasmissione culturale legata soprattutto alle esperienze femminili.
«Il lavoro si occupa della memoria e della trasmissione del sapere – in particolare di quel sapere che non viene messo per iscritto né archiviato, ma che continua a vivere nel corpo, nelle mani, nelle azioni», spiega Rottmann. Nella pratica dell’intreccio, l’apprendimento passa attraverso l’osservazione di chi possiede una conoscenza, l’imitazione dei movimenti e la loro ripetizione. Il gesto diventa così una forma di continuità tra passato e presente, nella quale ogni generazione riceve un patrimonio di esperienze e contribuisce a trasformarlo.
La ricerca non si limita tuttavia alla conservazione delle tecniche artigianali. Rottmann si interroga anche su ciò che accompagna la trasmissione dei saperi e che spesso rimane meno visibile: il lavoro delle donne, le emozioni, le esperienze personali e le relazioni che si costruiscono attraverso attività condivise. Quali conoscenze vengono tramandate? Quali aspetti dell’esperienza femminile restano esclusi dalla memoria documentata? E in quale modo una pratica ricevuta dal passato può essere reinterpretata senza interromperne la continuità?
L’intreccio diventa la forma attraverso cui sviluppare queste domande. Ogni elemento acquista una funzione in relazione agli altri, mentre la struttura prende forma progressivamente, attraverso movimenti successivi. «Ogni nuova riga si basa su quella precedente e allo stesso tempo porta la propria impronta», osserva l’artista, individuando nella costruzione materiale un’immagine del rapporto tra eredità e trasformazione.
Un ruolo centrale è affidato anche alla provenienza dei materiali. Durante la residenza Rottmann raccoglie erbe, canne, piante e altri elementi presenti nel paesaggio circostante, sottraendoli alla loro collocazione originaria per riorganizzarli attraverso l’intreccio. Il territorio entra così nel processo creativo non soltanto come riferimento geografico o culturale, ma attraverso la consistenza fisica delle materie che lo compongono. Le forme ottenute mettono in relazione la pratica artistica contemporanea con un sapere manuale radicato nella vita quotidiana.
Dalla scultura al tessile, il percorso di Selina Rottmann
Nata a Salisburgo nel 1990, Selina Rottmann vive e lavora a Vienna. La sua ricerca attraversa scultura, installazione e pratiche tessili, concentrandosi sugli stati psichici, sulla memoria e sui punti di incontro tra identità individuale e collettiva. Materiali, forme e spazio costituiscono gli elementi attraverso i quali indaga il significato sociale ed emotivo degli oggetti.
Il suo percorso prende avvio dal design di moda, una formazione che continua a influenzare l’attenzione verso l’abbigliamento e il linguaggio simbolico degli oggetti. Ha studiato fashion design all’Università delle Arti di Linz, per poi conseguire i titoli di primo e secondo livello in TransArts presso l’Università di Arti Applicate di Vienna. Durante un periodo Erasmus ha inoltre approfondito la scultura all’Accademia di Belle Arti di Amburgo.
Nel 2025 è stata artista in residenza del Land di Salisburgo presso la Cité internationale des Arts di Parigi. L’esperienza attualmente in corso a Bosa prosegue questo percorso di ricerca, mettendo al centro il rapporto tra pratiche artistiche, luoghi e conoscenze trasmesse attraverso l’esperienza.
Con a mano a mano …, la Galleria CULT propone dunque un’indagine sulla memoria che non passa necessariamente attraverso documenti e archivi, ma si manifesta nei movimenti del corpo e nella capacità delle mani di conservare e trasformare un sapere. L’intreccio, osservato nella sua dimensione materiale e culturale, diventa il punto di incontro tra tradizione artigianale e linguaggio contemporaneo.
L’esposizione è realizzata con il sostegno dello Stato Federale di Salisburgo e del Forum Austriaco di Cultura di Roma, diretto da Teresa Indjein. L’allestimento e l’assistenza sono affidati a Thiébaut Rapp.
La mostra sarà visitabile alla Galleria CULT, in Bastioni Marco Polo 39 A ad Alghero, dal 10 al 18 ottobre e dal 27 ottobre al 5 novembre 2026, dalle 16 alle 19. Rimarrà chiusa dal 19 al 26 ottobre. L’ingresso è libero.


