Tuttestorie, il Vestival entra nel vivo tra fiabe, illustrazione, gioco e poesia

Giovedì 8 ottobre all’EXMA di Cagliari una nuova giornata del 21° Festival Tuttestorie: laboratori e installazioni per bambine e bambini, sette interviste di “Mondo Invisibile Live”, incontri per adulti e le produzioni originali dedicate al rapporto tra abiti, gesti, storie e memoria.

Dopo l’apertura del 7 ottobre, il 21° Festival Tuttestorie di Letteratura per Ragazze e Ragazzi entra nel vivo con una giornata che attraversa fiabe, illustrazione, musica, movimento e poesia. Giovedì 8 ottobre il Vestival! Racconti, visioni e libri da mettersi addosso propone all’EXMA di Cagliari un fitto programma per bambine e bambini, famiglie e adulti, sviluppando il tema dell’abito come terreno di gioco, racconto, memoria e trasformazione.

L’edizione 2026 riunisce complessivamente 78 ospiti e 391 attività: 247 rivolte alle scolaresche e 144 aperte alle famiglie e agli adulti. Sono 650 le classi coinvolte, provenienti da 103 comuni della Sardegna, per un totale di 11.300 studentesse e studenti e 1.200 insegnanti.

Terminato il programma della mattina rivolto alle scuole, il pomeriggio aperto al pubblico prende forma attraverso appuntamenti pensati per diverse fasce d’età. Alla Tenda Quaggiù, alle 16.30, 17.30 e 18.30, Voglio il mio cappello propone alle famiglie con bambine e bambini da uno a cinque anni le letture curate dalla sezione regionale di Nati per Leggere e dagli operatori territoriali NPL.

Alle 17, nella Sala Bubù, Stefania Coccoda conduce Zum Pam Zip, laboratorio per la fascia da zero a due anni accompagnata da un adulto: canto, movimento e gioco musicale trasformano calzini, cappelli e panni stesi in elementi ritmici legati ai gesti della cura quotidiana. Alla stessa ora, alla Tenda Lassù, Enrica Sirigu e Matilde Marras – La Mucca sul Comò propongono Tra i fili della ragnatela, un’esplorazione dell’arte contemporanea attraverso gioco e scoperta destinata ai bambini dai tre ai cinque anni insieme a un adulto.

Sempre alle 17, nella Sala Zizù Bis, Elena Iodice conduce per le scolaresche Abit-are alfabeti, laboratorio liberamente ispirato al lavoro di Kurt Schwitters, nel quale lettere, numeri e segni di punteggiatura diventano materia da trasformare in abiti poetici.

Tra le produzioni originali del festival torna Calzelunghe, Cappuccetti e Camicie Prodigiose – Collezione Tuttestorie 2026, ideata da Catia Castagna ed Elena Iodice con la collaborazione di Donatella Martina Cabras, il sonoro di Enrico Venturini e il testo di Nicoletta Gramantieri. Alle 17, 17.45 e 18.30, nella Sala Puà, il pubblico entra simbolicamente in un armadio costruito attraverso storie illustrate, immagini e suoni, in un’esperienza immersiva nella quale le pagine diventano spazi da attraversare.

Il gioco con forme e materiali prosegue alla Tenda Tic Tac con Mattomantomantello di Alberto Marci, alle 17.30 e alle 18.30 e rivolto a partecipanti «dai 6 ai 100 anni». Negli stessi orari, alla Tenda Zigzag, Tanto di cappello di Simone Perra sviluppa attraverso il gioco e la creatività il tema del copricapo.

Durante la giornata restano inoltre visitabili le installazioni che accompagnano il pubblico per l’intera durata del festival. In Piazza Blablà ci sono i disegni di Manuela Fiori per Una testa a pois – Abiti per creature che pensano troppo, mentre all’ingresso dell’EXMA trova spazio Vèstiti, andiamo al cinema!, progetto della Cineteca Sarda. Sotto l’albero proseguono Cucina di fango e Stangram, insieme all’Armadio dell’Ufficio Poetico, dedicato a pensieri, sogni e parole intrecciati ad abiti e stoffe.

Dalle 17 alle 19.30, con Pensieri da Passeggio, le volontarie e i volontari dell’Ufficio Poetico invitano il pubblico a scegliere un pensiero, ritagliarlo e trasformarlo fino a renderlo indossabile. In Piazza Blablà prosegue anche Gli occhi addosso, microspettacolo di Marco Bocchetta con il sarto Lino Rocchetti impegnato nella realizzazione di un abito da completare con l’aiuto del pubblico.

Una parte consistente del programma dell’8 ottobre è dedicata agli adulti. Dalle 16, nella Sala Up, Mondo Invisibile Live, podcast ideato e curato da Alessandro Mele, propone sette brevi interviste: Francesco Ramilli alle 16, Nicoletta Verna alle 16.30, Daniele Movarelli alle 17, Giulia Ceccarani alle 17.30, Sara Marconi alle 18, Gianumberto Accinelli alle 18.30 e Cristina Marconi alle 19.

Alle 17, alla Torretta Tam Tam, Mariachiara Di Giorgio e Felicita Sala sono protagoniste di I vestiti nuovi dell’illustratore, incontro curato da Carla Ghisalberti e costruito come un’intervista che assume la forma di una fiaba, tra finzione, invisibilità, verità e dettagli. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con Rizzoli e Orecchio Acerbo.

Sempre alle 17, all’EXMA Radio X Social Club, prende il via il Baratto dell’indumento poetico, progetto ideato da Andrea Serra: chi partecipa può affidare a un’autrice o a un autore un ricordo legato a un indumento, a un accessorio o a un paio di scarpe e ricevere in cambio una poesia. Alle 18 l’appuntamento è con Silvia Vecchini.

Alle 18.30, alla Biancospino Dispensa, Resistenze riunisce Daniela Carucci e Nicoletta Verna in dialogo con Emanuele Ortu. Al centro dell’incontro i temi della libertà, della memoria, della crescita e del cambiamento attraverso i protagonisti dei libri Rospi e L’inverno delle stelle. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Rizzoli e Sinnos.

Tra le produzioni originali prosegue anche Vesto il gesto – Catalogo di gesti fuori moda, laboratorio di Delfina Stella e Francesca Madiai nel quale l’abito diventa uno strumento per sperimentare nuovi movimenti e modi di abitare il corpo. Il percorso utilizza movimento e danza per lavorare su forme e trasformazioni e proseguirà il 9 ottobre con Vesto il gesto LIVE. Un guardaroba di forme e danze ancora da inventare.

La seconda giornata del Vestival sviluppa così il tema scelto per questa edizione attraverso linguaggi differenti: dalla letteratura all’illustrazione, dalla poesia alla musica e alla danza, fino alle installazioni e alle esperienze partecipative, facendo dell’abito un dispositivo narrativo attraverso cui esplorare identità, memoria, relazioni e immaginazione.

Silvia Vecchini

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