Tuttestorie apre il suo “Vestival”: a Cagliari libri, abiti e nuove identità

Mercoledì 7 ottobre prende il via la ventunesima edizione del Festival Tuttestorie di Letteratura per Ragazze e Ragazzi. Fino all’11 ottobre 78 ospiti e 391 attività per esplorare vestiti, trasformazioni e identità. Nella prima giornata il debutto di Calzelunghe, Cappuccetti e Camicie Prodigiose, un incontro dedicato a Maria Lai e la festa finale con Arrogalla.

Cagliari si prepara a trasformarsi in un grande guardaroba di storie. Mercoledì 7 ottobre prende il via la ventunesima edizione del Festival Tuttestorie di Letteratura per Ragazze e Ragazzi, che fino a domenica 11 ottobre, sotto la direzione artistica di Manuela Fiori, propone il suo “Vestival”: un’edizione costruita intorno agli abiti e alle trasformazioni, al vestirsi come possibilità di cambiare punto di vista, entrare nei panni degli altri, inventare identità e raccontare ciò che siamo.

I numeri restituiscono le dimensioni della manifestazione: 78 ospiti tra scrittrici e scrittori, illustratrici e illustratori, artiste e artisti, esperte ed esperti di letteratura per l’infanzia e associazioni; 391 attività tra incontri, laboratori, performance, giochi, installazioni interattive, progetti partecipati e podcast. Di queste, 247 sono rivolte alle scuole e 144 al pubblico delle famiglie e agli adulti interessati alla letteratura per l’infanzia e all’illustrazione. A Cagliari sono attese 650 classi provenienti da 103 comuni della Sardegna, per complessivi 11.300 studentesse e studenti e 1.200 insegnanti.

A tenere insieme il programma è il vestito inteso non semplicemente come oggetto, ma come elemento simbolico e narrativo. Il racconto attraverserà parole, immagini, musica, movimento e installazioni, con il contributo di idee e testi di Bruno Tognolini, la colonna sonora originale di Antonello Murgia e l’Armadio dell’Ufficio Poetico curato da Emanuele Scotto e Matilde Marras, che raccoglie pensieri di bambine e bambini sul tema.

La prima giornata entra nel vivo nel pomeriggio all’EXMA. Nella Sala Bubù, alle 16.30, 17.30 e 18.30, Voglio il mio cappello propone letture per famiglie con bambine e bambini da uno a cinque anni, curate dalla sezione regionale Nati per Leggere insieme agli operatori territoriali del progetto.

Uno degli appuntamenti centrali del 7 ottobre è il debutto di Calzelunghe, Cappuccetti e Camicie Prodigiose – Collezione Tuttestorie 2026, in programma nella Sala Puà alle 17.15, 18, 18.45 e 19. Il progetto di Catia Castagna ed Elena Iodice, con la collaborazione di Donatella Martina Cabras, testo di Nicoletta Gramantieri e sonoro di Enrico Venturini, trasforma l’armadio in una soglia attraverso la quale entrare nelle storie. Abiti e accessori diventano frammenti narrativi da indossare, mentre il pubblico è invitato a muoversi dentro una parata di personaggi e racconti.

Alle 17.30 e alle 18 sono invece in programma due differenti proposte: nella Tenda Tic Tac Alberto Marci conduce Mattomantomantello, mentre nella Tenda Zigzag Simone Perra propone Tanto di cappello.

Il Festival riserva fin dall’apertura uno spazio specifico anche agli adulti. Alle 17, alla Torretta Tam Tam, Felicita Sala conduce L’abito fa il monaco, workshop rivolto a illustratrici, illustratori e adulti interessati a sperimentare con forme e colori. Collage, macchie di colore e altre tecniche diventano strumenti per reinventare i personaggi a partire proprio dagli abiti che li caratterizzano.

Alle 18, nella Sala Zizù, il filo conduce invece all’opera di Maria Lai. Cucire il mondo con occhio di fiaba riunisce Maura Picciau, Marco Peri e Bruno Tognolini in dialogo con Paola Pilia. L’incontro attraversa le opere tessili dell’artista di Ulassai e il rapporto tra filo, memoria, relazioni e narrazione, a partire dalla presentazione di Maria Mazzomondo di Tognolini, illustrato da Gioia Marchegiani e pubblicato da AnimaMundi.

Il tema scelto per la ventunesima edizione prende forma anche attraverso una serie di produzioni originali di Tuttestorie. Calzelunghe, Cappuccetti e Camicie Prodigiose resterà nella Sala Puà per l’intera durata del Festival, trasformando decine di abiti e accessori in storie da attraversare attraverso il corpo e lo sguardo.

In Piazza Blablà, dal 7 all’11 ottobre, Una testa a pois. Abiti per creature che pensano troppo, mostra di disegni di Manù Fiori, presenta diciassette abiti strampalati sotto altrettante teste giganti senza volto, creature collocate in uno spazio sospeso tra sogno e incubo, dubbio e desiderio.

Dal 7 al 10 ottobre la Tenda Gluglù ospita invece Vesto il gesto. Catalogo di gesti fuori moda, laboratorio curato da Delfina Stella e Francesca Madiai. Qui il vestito diventa uno strumento per inventare movimenti e sperimentare differenti modi di abitare il corpo; il percorso confluirà nella realizzazione di un’opera video collettiva.

Durante la giornata saranno inoltre presenti Vèstiti, andiamo al cinema!, Cucina di fango, Stangram, l’Armadio dell’Ufficio Poetico, Pensieri da passeggio, Gli occhi addosso e la Libreria Tuttestorie.

La prima giornata si concluderà alle 20 in Piazza Blablà con Remixwear, affidato ad Arrogalla insieme alle musiche dei canti Tuttestorie di Antonello Murgia, alle voci dei bambini e alle rime di Bruno Tognolini. Una chiusura che riporta musica e parola dentro il tema del “Vestival”, aprendo cinque giornate nelle quali l’abito diventa soprattutto un modo per raccontare trasformazioni, immaginare altre possibilità e provare, almeno per la durata di una storia, a entrare nei panni di qualcun altro.

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