Il 24 e 25 settembre la Sala consiliare di Palau ospita un convegno dedicato ai sardi e alla Sardegna nell’Italia repubblicana. Studiose e studiosi provenienti da numerose università italiane indagheranno politica, cultura, lavoro, informazione, economia e trasformazioni sociali dell’Isola, da Joyce Lussu e Renzo Laconi fino a Gigi Riva e Maria Carta.
La Sardegna contemporanea raccontata attraverso le persone che ne hanno attraversato la storia, i mutamenti della società, le esperienze politiche e culturali, il lavoro e le trasformazioni economiche. È il percorso al centro di “Il vento passa, la storia resta. I sardi e la Sardegna nell’Italia repubblicana”, il convegno in programma giovedì 24 e venerdì 25 settembre nella Sala consiliare di Piazza Popoli d’Europa a Palau.
L’iniziativa è organizzata dal Comune di Palau, in partnership con l’Università Roma Tre e in collaborazione con la SISSCo – Società Italiana per lo Studio della Storia contemporanea e le Università di Cagliari e Sassari. Per due giorni Palau diventerà così un punto di incontro tra ricerca accademica e territorio, con studiosi provenienti da numerosi atenei italiani chiamati a confrontarsi sulla storia della Sardegna nell’Italia repubblicana.
Ad aprire i lavori, nel pomeriggio del 24 settembre, saranno i saluti istituzionali e accademici. Interverranno il sindaco di Palau Franco Manna, il rettore dell’Università Roma Tre Massimiliano Fiorucci, il presidente della SISSCo Marco De Nicolò, la soprintendente archivistica della Sardegna Maura Picciau e l’assessora alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Palau Giulia Parisi.
Dalla politica alle figure che hanno segnato il Novecento
La prima sessione, intitolata “Volti della politica”, sarà dedicata ad alcune personalità che hanno attraversato la storia politica e culturale della Sardegna e dell’Italia nel Novecento e nel secondo dopoguerra.
Al centro degli interventi ci saranno le vicende e il pensiero di Francesco Cocco Ortu Jr, Efisio Marras, Renzo Laconi, Joyce Lussu e Salvatore Mannironi, utilizzati come altrettanti punti di osservazione sulle idee, le esperienze e i conflitti che hanno accompagnato la costruzione della Sardegna contemporanea.
La giornata di venerdì 25 settembre allargherà invece lo sguardo alle trasformazioni della società isolana. La sessione “Segni dell’Isola” partirà da personaggi, simboli e fenomeni capaci di raccontarne identità e cambiamenti: da Gigi Riva a Maria Carta, dal canto sardo alla televisione, passando per il lavoro, l’informazione, le trasformazioni sociali e le vicende legate alla storia di una “isola carceraria”.
Lavoro, industria, energia e turismo
Nel pomeriggio sarà la volta di “Orizzonti in movimento”, la sessione dedicata ai processi economici e sociali che hanno modificato profondamente la Sardegna. Il confronto affronterà l’evoluzione del lavoro, la finanza, l’industria, l’energia e il turismo, mettendo in relazione le dinamiche regionali con quelle dell’Italia repubblicana.
A Palau arriveranno studiose e studiosi delle Università di Roma Tre, Cagliari, Sassari, Milano, Padova, Trento, Messina, Siena e della Tuscia, oltre che di Sapienza Università di Roma, Università Cattolica di Milano, Università Guglielmo Marconi di Roma e Università degli Studi della Basilicata.
Il convegno riserverà uno spazio anche alle nuove generazioni. Nella mattinata del 25 settembre è prevista la cerimonia di premiazione del concorso rivolto alle scuole, pensato per coinvolgere gli studenti nel confronto con la storia e con la memoria del proprio territorio.
Il programma comprenderà inoltre momenti dedicati alla cultura e alla musica con l’esibizione del gruppo folk “Lu Palau” e del Coro Gabriel di Tempio Pausania.
“Il vento passa, la storia resta” propone dunque una lettura della Sardegna contemporanea nella quale la dimensione locale dialoga con la storia nazionale. Due giornate per interrogare il passato dell’Isola non soltanto come memoria da conservare, ma come strumento per comprendere le trasformazioni del presente.
[O.M.]


