Dalla disciplina degli anni di formazione all’incontro con Bebo Ferra, dal progetto dedicato a Piero Ciampi al nuovo album “Da Capo”: Mario Evangelista si racconta a Soundinia. Un viaggio tra jazz, blues, Mediterraneo e Africa, alla ricerca di un linguaggio capace di attraversare confini, tradizioni e geografie musicali.
C’è un filo rosso che attraversa tutta la storia di Mario Evangelista. Non è soltanto la chitarra, lo strumento che lo accompagna fin dall’adolescenza, ma una curiosità inesauribile che negli anni lo ha portato a esplorare linguaggi, strumenti, tradizioni e geografie musicali apparentemente lontane tra loro.
Musicista, compositore, arrangiatore, produttore e musicologo, Evangelista è uno di quegli artisti che sfuggono alle definizioni troppo rigide. Nato a Campobasso e da molti anni residente a Firenze, ha costruito un percorso che parte dal rock e dal blues, attraversa il jazz, si confronta con la canzone d’autore e approda oggi a una ricerca personale che guarda sempre più verso il Mediterraneo e l’Africa.
Nel nuovo episodio del podcast di Soundinia, Mario Evangelista ripercorre le tappe fondamentali della sua formazione, raccontando una vita trascorsa a studiare, sperimentare e mettersi costantemente in discussione. Un percorso iniziato da giovanissimo con la chitarra e proseguito con una moltitudine di strumenti, dal mandolino alla pedal steel guitar, affrontati sempre con lo stesso spirito: imparare senza pregiudizi e costruire una voce personale.
L’intervista diventa anche l’occasione per riflettere sul significato della disciplina nella musica. Evangelista racconta senza retorica gli anni trascorsi a studiare per ore ogni giorno, spesso rinunciando a festività e tempo libero, convinto che il talento da solo non basti. Una visione che emerge con forza quando parla dei suoi maestri, tra cui il chitarrista sardo Bebo Ferra, figura determinante nel passaggio da semplice strumentista a musicista consapevole.
Tra i temi centrali della conversazione c’è anche il progetto “Noi Piero”, l’ambizioso tributo dedicato a Piero Ciampi che ha impegnato per oltre due anni il Collettivo Giambona. Un lavoro corale che ha coinvolto alcuni tra gli interpreti più interessanti della scena italiana contemporanea e che, nelle intenzioni degli autori, non voleva limitarsi a celebrare il cantautore livornese, ma offrire nuove chiavi di lettura della sua opera. Per Evangelista, Ciampi resta una figura imprescindibile della canzone italiana, capace di raccontare l’amore, il denaro, il fallimento e la fragilità umana con una sincerità ancora oggi disarmante.
Nel corso della chiacchierata trovano spazio anche riflessioni sullo stato della musica italiana, sul ruolo dei festival, sul rapporto tra popolarità e qualità artistica e sulle trasformazioni dell’industria musicale. Un’analisi lucida, priva di nostalgie, che fotografa le difficoltà di chi oggi sceglie di fare musica in modo indipendente senza rinunciare alla ricerca e alla profondità.
L’approdo più recente di questo percorso è “Da Capo”, l’album pubblicato nel maggio 2026. Otto brani strumentali che sintetizzano anni di ascolti, viaggi e contaminazioni culturali. Un disco che raccoglie suggestioni provenienti dall’Irlanda, dal blues americano, dalla Corsica, dal Mediterraneo e dalle tradizioni musicali africane, trasformandole in un linguaggio personale e riconoscibile.
La Corsica, in particolare, occupa uno spazio importante nel racconto di Evangelista. Non soltanto come luogo geografico, ma come esperienza umana e culturale capace di influenzare profondamente la sua sensibilità artistica. Un rapporto che negli anni si è consolidato fino a trasformare l’isola in una sorta di seconda casa.
L’intervista restituisce il ritratto di un musicista che continua a cercare nuove strade senza perdere il contatto con le proprie radici. Un autore che considera la musica non soltanto una professione, ma un modo di osservare il mondo, interpretare la realtà e costruire relazioni.
Una conversazione lunga, sincera e ricca di spunti che attraversa oltre vent’anni di esperienze, collaborazioni e progetti, offrendo uno sguardo privilegiato sul percorso di uno degli artisti più interessanti e appartati della scena indipendente italiana.
Ascolta il podcast completo su Soundinia.


