Guinga a Cagliari: la grande musica brasiliana tra samba, choro, bossa nova e jazz

Sabato 24 ottobre alle 21.30, al BFlat, il chitarrista e compositore brasiliano si esibisce insieme alla cantante Debora Dienstmann per la rassegna Incontri d’Autore. Un viaggio nella ricchezza melodica e armonica della musica popolare brasiliana, tra tradizione, ricerca e contaminazioni.

C’è un vento brasileiro che continua a soffiare su Cagliari in ottobre. Prima il grande chitarrista Yamandu Costa al Teatro delle Saline per Forma e poesia nel jazz, poi la cantante Monica Salmaso in trio al Bflat, e ora, sempre nel club di via del Pozzetto, un altro chitarrista-cantante di gran pregio, Guinga, atteso sabato 24 alle 21.30 con la voce di Debora Dienstmann (anche eccellente violinista) in occasione della rassegna Incontri d’Autore.

Guinga e Debora Dienstmann

E questo perché l’universo brasiliano è un universo vasto, ricco e alternativo alle creazioni di tanto pop plastificato studiato a tavolino dalle multinazionali. È quasi sempre di Brasile, infatti, che si sente parlare quando si cerca qualcosa di nuovo da ascoltare, quando l’orecchio cerca suoni che riescano a coniugare in maniera armoniosa, il passato con le più brillanti invenzioni tecnologiche, quando il melodioso suono di una chitarra acustica o il tono monocorde di un berimbau vengono accostati a impensabili campionamenti.

I brasiliani sono maestri nel mescolare e fondere suoni e ritmi: fa parte del loro percorso antropologico. Il concerto di sabato non regala flirt con la tecnologia, ma un repertorio che attraversa samba e choro (struttura sonora paragonabile alla scuola impressionista francese, vale a dire Debussy, Ravel, Fauré), bossa e jazz. Del resto, non può che essere così, se sul palco c’è uno come Carlos Althier de Souza Lemo Escobar, in arte Guinga. Dentista prestato alla musica (professione che ha sempre continuato a esercitare), tra gli addetti lavori è considerato l’erede di Baden Powell ed Heitor Villa-Lobos, nonché l’autore più importante della moderna MPB, ovvero Música Popular Brasileira.

Classe 1950, nato a Madureiro, sobborgo di Rio De Janeiro, autodidatta, ama da sempre Jobim, Ellington e Porter, ma anche gli autori colti europei come Bach, Chopin, Schumann, Schubert, Mendelssohn, Wagner, Verdi, Puccini, Mascagni, Vivaldi, Scarlatti, Leoncavallo, Poulenc, Milhaud, Debussy. Fino ai russi Stravinskij, Skrjabin, Korsakov e tanti altri. Vanta una discografia corposa e importante, e un carnet di collaborazioni che abbraccia nomi come Chico Buarque, Caetano Veloso, Elis Regina, Sergio Mendes, Ivan Lins, Clara Nunes, Beth Carvalho, Alaide Costa. Hermeto Pascoal, scomparso lo scorso anno, lo riteneva “uno di quei musicisti che appaiono ogni cent’anni”. Per Buarque la sua musica rimane la musica del secolo. Per Mendes è come se Villa-Lobos incontrasse Cole Porter. Ce n’è abbastanza, insomma, per andare ad ascoltarlo.

Carlo Argiolas

Guinga - Bflat

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