Le sigaraie e la rivolta del pane del 1906: a Cagliari un’installazione multimediale restituisce voce alle lavoratrici

Sabato 24 ottobre, alle 16, a Sa Manifattura sarà inaugurata “MiRA”, l’opera interattiva realizzata da 16 studenti sardi nell’ambito del Campus “Esiti Inattesi” di Sardegna Ricerche. Fotografie, documenti storici e nuove tecnologie raccontano le lotte delle donne che contribuirono a guidare le proteste popolari di 120 anni fa.

Il prezzo del pane che aumenta, il costo della vita che diventa insostenibile, le proteste che attraversano le strade di Cagliari. È il 1906 e tra le protagoniste della mobilitazione popolare ci sono le sigaraie della Manifattura, lavoratrici che partecipano attivamente a una stagione di rivendicazioni sociali destinata a lasciare un segno nella storia della città.

A centoventi anni da quegli avvenimenti, la loro storia torna al centro dell’attenzione attraverso “MiRA”, un’installazione multimediale interattiva che intreccia memoria storica, ricerca documentale e innovazione tecnologica.

L’opera sarà inaugurata sabato 24 ottobre 2026, alle 16, nell’Auditorium di Sa Manifattura a Cagliari. A idearla e realizzarla sono stati sedici studenti delle scuole superiori della Sardegna, protagonisti del Campus “Esiti Inattesi”, promosso da Sardegna Ricerche in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari.

Il progetto nasce con un obiettivo preciso: restituire visibilità alle donne che lavoravano nella Manifattura e che, nel 1906, contribuirono ad animare la cosiddetta rivolta del pane, raccontandone non soltanto il ruolo nelle proteste, ma anche le condizioni di lavoro e le battaglie quotidiane.

Le sigaraie del 1906: il lavoro femminile e la protesta sociale

La vicenda delle sigaraie si colloca in un periodo segnato da forti tensioni economiche e sociali. L’aumento del costo della vita e le difficoltà delle classi popolari alimentarono proteste che coinvolsero una parte significativa della cittadinanza cagliaritana.

In questo contesto, le lavoratrici della Manifattura assunsero un ruolo di primo piano, contribuendo a trasformare il malcontento in mobilitazione collettiva.

La loro storia permette di osservare un aspetto importante del passato cittadino: la presenza delle donne non soltanto nei luoghi della produzione, ma anche nelle battaglie per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro.

È proprio questa dimensione che MiRA intende riportare alla luce, partendo dalle fonti dell’epoca per ricostruire esperienze individuali e collettive che rischiano di rimanere ai margini della memoria pubblica.

L’installazione propone così un incontro tra due generazioni lontane nel tempo: le lavoratrici protagoniste delle proteste del 1906 e gli studenti che, centoventi anni dopo, ne hanno ricostruito le vicende attraverso gli strumenti della ricerca storica e della comunicazione digitale.

MiRA, quando i documenti storici diventano un’esperienza interattiva

Il progetto è stato sviluppato a partire da un lavoro di ricerca su fotografie, documenti e articoli storici, utilizzati per ricostruire il contesto nel quale vivevano e lavoravano le sigaraie.

Questi materiali sono stati rielaborati dagli studenti per realizzare un’installazione composta da pannelli interattivi consultabili attraverso il telefono cellulare.

Il visitatore potrà così avvicinarsi alle vicende delle lavoratrici attraverso un percorso che supera la tradizionale esposizione documentale, utilizzando la tecnologia per rendere accessibili informazioni, immagini e testimonianze.

Durante il Campus, i ragazzi hanno sperimentato differenti strumenti di progettazione e produzione digitale, lavorando anche con le stampanti 3D del FabLab e con tecnologie impiegate per analizzare e studiare gli strumenti di lavoro delle sigaraie.

La dimensione tecnologica non rappresenta quindi un semplice elemento decorativo, ma diventa parte integrante del processo di conoscenza.

La ricerca storica fornisce i contenuti, mentre la progettazione interattiva permette di trasformarli in un’esperienza di fruizione contemporanea, pensata per coinvolgere pubblici differenti e stimolare nuove domande sul passato.

Sedici studenti da tutta la Sardegna per raccontare la memoria della Manifattura

L’installazione è il risultato di un percorso formativo che ha coinvolto sedici studenti del terzo e quarto anno provenienti da nove istituti superiori della Sardegna.

Hanno partecipato il liceo classico del Convitto di Cagliari, il liceo classico Dettori e il liceo classico Siotto Pintor di Cagliari, il liceo artistico Brotzu di Quartu Sant’Elena, il liceo scientifico Asproni di Iglesias, il liceo delle scienze umane De Sanctis-Deledda di Cagliari, il liceo scientifico Marconi-Lussu di San Gavino Monreale, l’istituto tecnico industriale Othoca di Oristano e il liceo scientifico Euclide di Cagliari.

Il Campus ha preso avvio lo scorso giugno con una fase preparatoria ospitata negli spazi di Sa Manifattura.

Il percorso è poi proseguito con una fase residenziale, dal 7 all’11 settembre al Parco tecnologico di Pula, durante la quale i partecipanti hanno sviluppato i diversi componenti dell’installazione.

Un’esperienza che ha richiesto competenze differenti: dalla selezione e interpretazione delle fonti alla progettazione grafica, dalla modellazione e produzione di oggetti alla costruzione di contenuti digitali.

L’iniziativa ha offerto agli studenti la possibilità di lavorare su un progetto concreto, confrontandosi con professionisti, ricercatori e artisti e sperimentando il rapporto tra discipline umanistiche e scientifiche.

Sardegna Ricerche: «Investire sui giovani è una scelta necessaria»

La realizzazione di MiRA si inserisce nelle attività di Sardegna Ricerche dedicate alla formazione e alla diffusione delle competenze scientifiche e tecnologiche tra le nuove generazioni.

Per Carmen Atzori, direttrice generale dell’agenzia regionale, il risultato del Campus conferma l’importanza di offrire ai ragazzi occasioni formative nelle quali possano misurarsi con problemi reali e sviluppare capacità utili per il futuro.

«L’installazione ideata e realizzata dagli studenti che hanno partecipato al Campus di Sardegna Ricerche ci conferma, ancora una volta, che investire sui giovani è una scelta vincente e, allo stesso tempo, necessaria», sottolinea Atzori.

«Accompagnarli nello sviluppo delle competenze strategiche per affrontare un futuro sempre più veloce e digitale significa offrire loro gli strumenti per diventare protagonisti del domani. Da sempre l’agenzia regionale lavora per avvicinare i più giovani alle STEM perché la società del domani va costruita oggi».

Il progetto mostra anche come le discipline STEM possano dialogare con la storia, la memoria e il patrimonio culturale.

La tecnologia diventa in questo caso uno strumento per interpretare e comunicare contenuti storici, mentre il lavoro sulle fonti offre agli studenti l’opportunità di comprendere come si costruisce una narrazione documentata.

Un progetto tra design, ricerca universitaria e linguaggi audiovisivi

Il lavoro degli studenti è stato accompagnato da un gruppo di professionisti provenienti da ambiti disciplinari differenti.

Il coordinamento artistico è stato affidato alla designer Annalisa Cocco, con il contributo dell’architetto e interaction designer Emanuele Tarducci, della graphic designer Carla Pisu e del product designer Gabriele Onnis.

Alla realizzazione ha collaborato inoltre un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Cagliari, coordinato dalla professoressa Maria Cristina Carrisi.

Il progetto ha coinvolto anche la fotografa Emanuela Meloni, il videomaker Pietro Berselli e l’artista Donatella Pau, contribuendo a costruire un percorso nel quale ricerca, progettazione visiva e produzione audiovisiva si incontrano.

La pluralità delle competenze coinvolte riflette la natura stessa dell’installazione, che utilizza linguaggi differenti per raccontare una vicenda storica e renderla accessibile attraverso modalità contemporanee.

Sa Manifattura, un luogo di lavoro che diventa spazio di memoria

La scelta di presentare MiRA negli spazi di Sa Manifattura assume un significato particolare.

L’edificio, un tempo legato alla produzione manifatturiera e al lavoro delle sigaraie, è oggi un luogo dedicato alla cultura, all’innovazione e alla creatività.

L’installazione riporta così negli stessi ambienti la memoria delle donne che vi lavoravano, costruendo un collegamento tra la storia sociale della città e le nuove forme di espressione tecnologica.

A rendere significativo il progetto è soprattutto il punto di vista scelto: quello di giovani studenti che hanno interrogato il passato per raccontarlo ai propri contemporanei.

A centoventi anni dalla rivolta del pane, MiRA propone dunque una riflessione sul valore della memoria, sulla partecipazione delle donne alla storia del lavoro e sulla possibilità di utilizzare l’innovazione per restituire visibilità a vicende che continuano a interrogare il presente.

L’inaugurazione di “MiRA” è in programma sabato 24 ottobre 2026, alle ore 16, nell’Auditorium di Sa Manifattura a Cagliari. L’installazione è stata realizzata nell’ambito del Campus “Esiti Inattesi” di Sardegna Ricerche, in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari.

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