La MM Contemporary Dance Company porta al Teatro Carmen Melis due capolavori della coreografa francese, Duo d’Eden e Grosse Fugue: dalla sensualità sospesa del primo alla travolgente energia del secondo, sulle note di Beethoven.
Leone d’oro nel 2016 alla Biennale Danza di Venezia, Maguy Marin è stata la ragazza della Nouvelle danse francese, sempre pronta a indicare nuove vie e coraggiosamente a cambiar rotta. Capace di infiammare le platee con lavori politici, radicali, ribelli e utopistici, in grado di entusiasmare alcuni, far discutere altri, ma mai lasciare indifferenti: e questo, come sappiamo, nell’arte è sempre un bene. Alla grande coreografa e danzatrice francese, oggi 75enne, il Find, guidato con mano esperta da Cristiana Camba, dedica sabato scorso a Cagliari una serata speciale con due pezzi storici del repertorio mariniano, Duo d’Eden e Grosse Fugue, interpretati dalla MM Contemporary Dance Company sul palcoscenico nel Teatro Carmen Melis. Creato nel 1986, Duo d’Eden, è un’allegoria di un sentimento, di un amore sublime.

Un lavoro dove il corpo della danzatrice si muove lentamente nell’aria, sostenuto dalla forza del partner, accompagnato per tutta la pièce dal suono dello scorrere dell’acqua, forse quella di un ruscello, e dal fragore di un temporale. In tutine color carne, i due protagonisti (i bravi Mario Genovese e Giorgia Raffetto), evocano Adamo ed Eva, dando vita a una danza sospesa, plastica e dall’intensa fisicità, ricca di avvinghiamenti, torsioni, forme inedite, figure ripetute nello spazio da parte di lei sul corpo di lui, declinazioni del busto in piegamenti ed estensioni poetiche, candore mistico e innocente sensualità. Nella seconda parte, a catturare l’attenzione del pubblico è invece Grosse Fugue, un pezzo creato nel 2001 da Marin, con cui nel 2024 la compagnia dell’Emilia Romagna ha portato a casa il Premio Danza&Danza.
Una coreografia che fa dialogare l’arte di Tersicore con la musica di Beethoven, compositore da cui molti coreografi preferiscono tenersi alla larga, in quanto considerato, a torto, poco adatto alla danza. Una danza qui dinamica e spigolosa concepita per quattro singolarità (Aurora Lattanzi, Alice Ruspaggiari, Diletta Salvini, Giorgia Raffetto), che si snoda in un percorso di energie, di qualità che esplodono, si sviluppano e si esauriscono per rinascere in nuovi impulsi e variazioni. Un percorso fatto di corse, fughe in avanti, abbracci, corpi presi e poi respinti, salti, cadute, voglia di affrontare la vita in modo aperto, determinato, istintivo, rappresentato dai vestiti rossi delle performer che in scena mostrano una personalità definita e convincente. Due disegni coreografici ai quali il pubblico riserva lunghi applausi. Il festival prosegue venerdi 23 alle 21 al Teatro Adriano con Cage del Gruppo E-Motion, e Ayther 2026, di Chiara Mameli e Alessandro Olla, e sabato 24 Bataille del duo francese Minute-Rigal, sempre alle 21.
Carlo Argiolas



