Esce il 16 ottobre per ECM, in coproduzione con Parco della Musica Records, il nuovo album del trombettista italiano. Accanto a lui quattro musicisti di una generazione più giovane e il sassofonista statunitense Joe Lovano. Il 21 novembre la formazione sarà a Cagliari per lo European Jazz Expo.
A oltre mezzo secolo dalle prime incisioni che lo hanno imposto sulla scena internazionale, Enrico Rava continua a cercare nella musica qualcosa che non conosce ancora. Non tanto una nuova formula espressiva, quanto la possibilità di mettere in discussione quelle già sperimentate, affidandosi all’incontro con altri musicisti e alla libertà che nasce dall’ascolto reciproco. È questa la prospettiva dalla quale si può leggere Corners, il nuovo album pubblicato venerdì 16 ottobre 2026 da ECM, in coproduzione con Parco della Musica Records e Fondazione Musica per Roma. Al fianco del trombettista ci sono i Fearless Five, il quintetto che ha riunito attorno a sé negli ultimi anni, e un ospite con cui condivide una lunga familiarità musicale: il sassofonista americano Joe Lovano.

La pubblicazione assume un significato particolare anche per il pubblico sardo. Il prossimo 21 novembre Rava presenterà infatti il progetto al Teatro Massimo di Cagliari, nell’ambito dello European Jazz Expo. Un appuntamento che porterà nell’isola una formazione nella quale convivono esperienze, generazioni e linguaggi differenti, accomunati dalla disponibilità a lasciare aperta la direzione della musica.
Con Rava alla tromba suonano Matteo Paggi al trombone, Francesco Diodati alla chitarra, Francesco Ponticelli al contrabbasso ed Evita Polidoro alla batteria e alla voce. Lovano interviene al sax tenore, aggiungendo al quintetto una voce profondamente radicata nella tradizione del jazz americano, ma da sempre interessata alle sue possibilità di trasformazione. Non è una formazione costruita attorno a un leader e a una serie di accompagnatori: tutti i musicisti partecipano anche alla scrittura dei brani, contribuendo a definire un repertorio interamente originale.
È proprio questa dimensione collettiva a distinguere Corners da molte altre registrazioni del trombettista. Rava ha scelto di condividere lo spazio compositivo con musicisti che conducono autonomamente i propri progetti e che, nell’incontro con lui, non sono chiamati a rinunciare alla propria identità. «Dato che hanno tutti le proprie band, dove sono leader e compositori, ho pensato avesse senso far sì che ciascuno di noi contribuisse con dei brani al nuovo album», spiega. Una decisione che, nelle sue parole, rende il disco piuttosto diverso dai precedenti.

La storia dei Fearless Five comincia nel 2022, durante un concerto organizzato alle porte di Roma. Non c’era stata una vera prova e la formazione non era nata come un progetto destinato necessariamente a proseguire. Fu l’intesa sviluppatasi sul palco a convincere Rava che quell’incontro meritasse un futuro. «Quella sera ci siamo divertiti così tanto sul palco, pur senza una vera prova, che ho deciso più o meno lì per lì che quella sarebbe dovuta diventare la mia nuova band», ricorda il trombettista.
Anche il nome del gruppo contiene un riferimento alla sua storia discografica. Fearless Five riprende infatti il titolo di una composizione di Rava apparsa nell’album Enrico Rava Quartet del 1978, pubblicato da ECM. Un collegamento che attraversa quasi cinquant’anni di musica senza trasformarsi in un esercizio nostalgico: il repertorio del passato diventa piuttosto un punto di partenza per una formazione nuova.
Nel 2024 il quintetto ha pubblicato un primo album omonimo per Parco della Musica Records, registrato alla Casa del Jazz di Roma. Il lavoro ha ottenuto due riconoscimenti nel referendum annuale Top Jazz della rivista Musica Jazz, nelle categorie miglior disco e migliore formazione dell’anno. Corners rappresenta ora il debutto del gruppo per ECM, l’etichetta con la quale Rava ha costruito una parte fondamentale della propria discografia.
La presenza di Joe Lovano amplia ulteriormente il campo delle relazioni musicali. Il sassofonista e Rava avevano già documentato il loro dialogo nell’album Roma, pubblicato da ECM nel 2019. L’incontro fra i due non si esaurisce nella vicinanza tra strumenti a fiato o nella comune conoscenza della tradizione jazzistica: ciò che emerge dalle intenzioni del nuovo progetto è la possibilità di far convivere il lirismo della tromba di Rava con la libertà ritmica e melodica del linguaggio di Lovano, senza che l’uno debba prevalere sull’altro.
All’interno del quintetto, Francesco Diodati occupa una posizione particolare. È l’unico dei Fearless Five ad aver già collaborato con Rava in altre formazioni e rappresenta, sotto questo aspetto, un elemento di continuità. Il trombettista gli riconosce una capacità quasi istintiva di comprendere le sue intenzioni musicali e di trasmetterle al resto del gruppo. Una sintonia che gli permette di lasciare ampi margini di autonomia ai compagni, evitando di definire rigidamente ogni passaggio.
Il repertorio di Corners attraversa territori diversi, dalle ballate alle improvvisazioni libere, dal blues a composizioni che richiamano esperienze e luoghi della biografia musicale di Rava. Il brano d’apertura, una sua composizione, introduce il dialogo fra i fiati: la tromba, il trombone di Paggi e il sax tenore di Lovano si distribuiscono lo spazio melodico, alternando interventi individuali e momenti di interazione collettiva.

Un ruolo significativo è affidato anche alle composizioni degli altri componenti. Diodati, Ponticelli ed Evita Polidoro contribuiscono con brani dal carattere più raccolto, mentre la batterista aggiunge la propria voce in Le Mie Gambe, una composizione che introduce una diversa dimensione timbrica nel percorso dell’album. La sua presenza vocale non modifica soltanto l’organico strumentale: suggerisce un ulteriore modo di articolare il rapporto fra melodia, parola e improvvisazione.
Tra i contributi di Lovano figura Sun Rava, che prende avvio da un blues astratto e sviluppa una struttura aperta, nella quale l’andamento ritmico e le direzioni dell’improvvisazione possono mutare continuamente. È un esempio dell’attenzione che attraversa il progetto per le forme non rigidamente prestabilite, nelle quali la scrittura offre un terreno comune senza esaurire le possibilità dell’esecuzione.
Il titolo Hitchcock at the Beach, firmato da Rava, introduce invece una suggestione cinematografica e una componente nostalgica, lasciando spazio a un intervento più esteso di Lovano. In Tone, Shape and Colours, improvvisazione libera avviata da un motivo del sassofonista, il confronto fra i tre fiati diventa uno degli elementi centrali della costruzione musicale.
Un altro riferimento autobiografico compare in Bowery Dance, composizione di Rava attraversata da un andamento ritmico più marcato. Il trombettista la descrive come un brano non recente, legato alle atmosfere vissute durante i suoi anni a New York. È un richiamo importante nella vicenda di un musicista che ha attraversato da protagonista le relazioni fra il jazz europeo e quello statunitense, costruendo un linguaggio personale senza interrompere il dialogo con le proprie influenze.
A chiudere il disco è Mamma, composizione di Matteo Paggi che riporta il repertorio verso una dimensione intima. La scelta di affidare l’ultimo brano a uno dei musicisti più giovani appare coerente con l’impostazione generale dell’album: la storia artistica di Rava costituisce il centro attorno al quale nasce il progetto, ma non ne determina da sola tutti gli esiti.
Registrato dal 21 al 23 luglio 2025 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, Corners è stato prodotto da Manfred Eicher, figura centrale nella storia di ECM. Il suo coinvolgimento colloca il disco nel lungo rapporto fra l’etichetta tedesca e il trombettista italiano, un sodalizio che ha accompagnato diverse fasi della ricerca musicale di Rava.
La pubblicazione arriva in un periodo particolarmente intenso per il musicista. Dopo l’uscita dell’album, il 22 ottobre sarà ospite del Festival Nicolini in Jazz di Piacenza per un concerto con Attilio Zanchi e Robert Bonisolo, mentre il giorno successivo terrà una masterclass con gli allievi del Conservatorio Nicolini. Il 21 novembre è prevista la presentazione di Corners a Cagliari, seguita il 6 dicembre da un appuntamento al Cinema Courmayeur nell’ambito della Saison Culturelle. Il 23 dicembre Rava tornerà inoltre all’Auditorium Parco della Musica di Roma per un concerto in duo con Stefano Bollani.
Nel percorso di Enrico Rava, Corners si presenta così come un nuovo capitolo di una ricerca fondata sull’incontro. La scelta di affidarsi a musicisti più giovani, di condividere la composizione e di coinvolgere una figura come Joe Lovano indica una concezione del jazz nella quale l’esperienza non serve a fissare regole, ma a creare le condizioni per superarle. È su questo terreno che il disco trova la propria identità: non nella contrapposizione fra tradizione e innovazione, ma nella possibilità di farle dialogare attraverso personalità musicali differenti.


