Dal 9 all’11 ottobre il festival diretto da Zoe Pia attraversa Mogoro, Pau, Nughedu San Nicolò, Gonnosnò e Villanovaforru. Tra gli ospiti i Capabrò, vincitori del Premio Voci per la Libertà 2026, il vibrafonista Pasquale Mirra, il Tenore di Orosei “Antoni Milia” e Matilde Sabato. Gran finale con il nuovo progetto che riunisce Mirra, Zoe Pia e Mebitek.
La musica come strumento di esplorazione dei luoghi, delle tradizioni e delle possibilità espressive del presente. Dopo gli appuntamenti dedicati al dialogo tra Sardegna e Catalogna, Pedras et Sonus si prepara a concludere la propria edizione autunnale con tre giornate che, da venerdì 9 a domenica 11 ottobre, attraverseranno cinque centri dell’isola. Il festival diretto dalla clarinettista e compositrice Zoe Pia proseguirà tra concerti, laboratori, incontri letterari, visite guidate e nuove produzioni, mettendo in relazione la sperimentazione musicale con il patrimonio culturale e naturale dei territori coinvolti.
Da Mogoro a Pau, da Nughedu San Nicolò a Gonnosnò, fino a Villanovaforru, il programma riunirà esperienze artistiche differenti, accomunate dall’interesse per l’improvvisazione, la ricerca timbrica e l’incontro tra linguaggi. Tra i protagonisti figurano i Capabrò, vincitori del Premio Voci per la Libertà 2026 – Amnesty Emergenti, il vibrafonista Pasquale Mirra, il Tenore di Orosei “Antoni Milia” e Matilde Sabato. La conclusione, domenica sera, sarà affidata alla prima assoluta di Tracas, nuova produzione che vedrà insieme Pasquale Mirra, Zoe Pia e Mebitek.
Il fine settimana rappresenta l’ultima tappa di un percorso che ha scelto di portare la musica anche al di fuori dei tradizionali spazi da concerto, valorizzando siti archeologici, ambienti naturali e luoghi della socialità. Una concezione del festival nella quale l’esperienza dell’ascolto si intreccia con la conoscenza del territorio e con il confronto tra pratiche artistiche contemporanee e tradizioni locali.
I Capabrò al Caffè Gitano di Mogoro
Il programma riprenderà venerdì 9 ottobre alle 19 al Caffè Gitano di Mogoro, con il concerto dei Capabrò, trio cantautorock marchigiano che nel 2026 ha conquistato il Premio Voci per la Libertà – Amnesty Emergenti.
L’appuntamento rientra nei Jatzilleri, la formula attraverso la quale Pedras et Sonus estende la propria programmazione ai locali e agli spazi informali del territorio, creando occasioni di ascolto e incontro al di fuori dei contesti convenzionali.
La proposta dei Capabrò si muove tra canzone d’autore e rock, utilizzando teatralità e ironia come elementi del linguaggio musicale. La loro presenza amplia ulteriormente il ventaglio stilistico della manifestazione, che accanto alle pratiche improvvisative e alla ricerca sulle tradizioni ospita anche esperienze nelle quali la scrittura delle canzoni assume una dimensione narrativa e performativa.
Il riconoscimento ottenuto nell’ambito di Voci per la Libertà, manifestazione che mette in relazione musica e diritti umani, introduce inoltre un elemento di riflessione sul ruolo della canzone come possibile strumento di confronto con le questioni sociali e civili contemporanee.
Il biglietto, del valore di 7,50 euro, sarà offerto dal Caffè Gitano.
A Pau, il suono delle pietre incontra la letteratura e la lingua sarda
Sabato 10 ottobre il festival si sposterà nel Parco dell’Ossidiana di Pau, dove la programmazione intreccerà attività per bambini, incontri letterari e sperimentazione musicale.
La giornata inizierà alle 10 lungo il percorso Un Bosco da Fiaba, con una visita guidata condotta dall’archeologa Giulia Balzano e il laboratorio Storie di antichi antenati, curato da Tatabolla & Le Marche da Bolla. La proposta metterà in relazione l’esplorazione dell’ambiente naturale con il racconto, offrendo ai più piccoli un’occasione di avvicinamento al paesaggio e alla memoria del territorio.
Alle 11.15 Nicola Ledda e Sara Dal Cortivo presenteranno Mommoteddu. Su mostrixeddu chi non bolit drommiri, albo che riprende la figura del Mommotti, appartenente all’immaginario popolare sardo, per affrontare attraverso la narrazione temi legati alla paura, alle emozioni e alla crescita.
Alle 12 seguirà Imparendi cun Mommoteddu, laboratorio che utilizzerà il gioco, il disegno e il fumetto per avvicinare i bambini alla lingua sarda, valorizzandone la dimensione creativa e comunicativa.
Sempre a mezzogiorno, presso l’installazione L’Abbraccio, il vibrafonista Pasquale Mirra sarà protagonista di Performing on Lithophone, performance dedicata alle possibilità sonore del litofono, strumento nel quale la produzione del suono è affidata alla percussione di elementi in pietra.
La presenza di Mirra introduce uno dei nuclei più caratteristici del programma conclusivo: l’esplorazione della materia come origine del suono. Il rapporto tra gesto, risonanza e ambiente naturale diventa parte integrante dell’esperienza musicale, trasformando il paesaggio in un contesto attivo dell’ascolto.
Il carnet mattutino, comprensivo delle attività e della visita guidata, avrà un costo di 8 euro. I posti saranno limitati e la prenotazione è consigliata.
Nel pomeriggio, alle 14, Giulio Carlo Pantalei presenterà Una lingua per cantare e In Inghilterra con gli Oasis, in un incontro moderato da Stefania Courson de Il Rumore delle Pagine. Alle 14.30 il percorso proseguirà con il reading-concerto Una lingua per cantare, dedicato al rapporto tra scrittura letteraria e linguaggio musicale.
A Nughedu San Nicolò il dialogo tra Zoe Pia e il canto a tenore
La seconda parte della giornata di sabato porterà Pedras et Sonus a Nughedu San Nicolò, grazie alla collaborazione con il Festival Arasole’ e l’Associazione culturale Rundines.
Alle 19.30, in piazza San Sebastiano, Zoe Pia incontrerà il Tenore di Orosei “Antoni Milia” per un workshop dedicato al canto a tenore e al ricamo compositivo istantaneo.
L’incontro metterà in relazione una delle espressioni più rappresentative della tradizione vocale sarda con le possibilità dell’improvvisazione contemporanea. Il canto a tenore, fondato sull’interazione tra differenti parti vocali e su una complessa organizzazione timbrica, diventerà il punto di partenza per esplorare nuove forme di costruzione musicale.
Alle 20 il confronto proseguirà con Indindara, progetto nel quale il clarinetto, le launeddas e la ricerca compositiva di Zoe Pia dialogheranno con le voci del Tenore di Orosei “Antoni Milia”.
La proposta si inserisce in un percorso artistico che considera la tradizione non come un repertorio immutabile, ma come una pratica capace di generare nuove relazioni sonore. Il confronto tra strumenti, voci e modalità espressive differenti permette di esplorare le possibilità di trasformazione dei materiali musicali senza rinunciare alle rispettive identità.
Il biglietto per l’appuntamento avrà un costo di un euro.
Gonnosnò, Matilde Sabato tra inclusione, jazz e ricerca vocale
Domenica 11 ottobre il festival entrerà nella sua giornata conclusiva, articolata tra Gonnosnò e Villanovaforru.
Alle 10, al Pozzo Sacro di San Salvatore di Gonnosnò, una visita guidata accompagnerà la presentazione del libro La dislessia e il jazz, metodo inclusivo di Matilde Sabato.
Il volume propone una riflessione sul rapporto tra apprendimento, improvvisazione e pratica musicale, affrontando le possibilità offerte dal jazz nell’ambito di percorsi educativi attenti alle differenti modalità di elaborazione e comprensione.
La presenza di questo progetto nel programma di Pedras et Sonus amplia il confronto sul significato della sperimentazione musicale, estendendolo alla dimensione pedagogica e all’accessibilità delle esperienze artistiche.
Alle 11.30 Matilde Sabato presenterà Mise en Abyme, performance per voce ed elettronica nella quale tecniche vocali estese e improvvisazione diventano strumenti di esplorazione sonora.
Il progetto, realizzato con il contributo di Puglia Sound, mette al centro la voce come materia musicale, oltre la sua funzione tradizionale di veicolo della parola o della melodia. L’interazione con l’elettronica apre ulteriori possibilità timbriche e compositive, costruendo uno spazio nel quale il gesto vocale può essere trasformato, amplificato e rielaborato.
Il biglietto del concerto, del valore di 5 euro, sarà offerto dall’amministrazione comunale di Gonnosnò.
Villanovaforru, dal litofono alla prima assoluta di Tracas
Nel pomeriggio di domenica il festival tornerà a Villanovaforru, al Nuraghe Genna Maria, per un nuovo appuntamento dedicato alla relazione tra materia, paesaggio e produzione sonora.
Alle 16 Valeriano Piras condurrà il laboratorio L’inedito Litofono, un’occasione per conoscere le caratteristiche dello strumento e approfondire le possibilità musicali offerte dalla pietra.
Alle 16.30 Pasquale Mirra sarà protagonista di una performance solistica per litofono, accompagnata dalla visita guidata al sito archeologico. L’esperienza permetterà di ascoltare uno strumento strettamente legato alla dimensione materiale del territorio in un contesto nel quale archeologia, ambiente e ricerca musicale si incontrano.
Il costo complessivo sarà di 10 euro, con biglietti distinti per ingresso e visita guidata, pari a 6 euro, e concerto, pari a 4 euro.
La serata conclusiva si svolgerà all’Hotel Funtana Noa, sempre a Villanovaforru. Alle 19.30 Franco Bergoglio presenterà Alla scoperta di Charlie Parker, incontro dedicato a una delle figure decisive nella trasformazione del linguaggio jazzistico del Novecento.
Il riferimento a Parker introduce nell’ultima giornata del festival un ulteriore livello di riflessione sull’improvvisazione, intesa non soltanto come pratica esecutiva, ma anche come processo di elaborazione di nuove forme musicali.
Alle 21 arriverà il momento conclusivo dell’edizione autunnale con la prima assoluta di Tracas, nuova produzione che riunirà Pasquale Mirra, Zoe Pia e Mebitek.
L’incontro tra i tre artisti porterà sul palco esperienze e sensibilità differenti, facendo convergere la ricerca timbrica, l’improvvisazione e la sperimentazione elettronica in un progetto concepito come nuova occasione di dialogo musicale.
La scelta di affidare la conclusione a una produzione originale restituisce uno degli aspetti centrali dell’identità di Pedras et Sonus: non limitarsi a presentare progetti già esistenti, ma favorire incontri capaci di generare nuove esperienze artistiche.
Con l’ultima giornata tra Gonnosnò e Villanovaforru si chiuderà così un percorso che, nell’arco del fine settimana, avrà attraversato la canzone d’autore, il jazz, il canto a tenore, l’elettronica e la sperimentazione sugli strumenti litici. Un itinerario nel quale la musica diventa occasione per esplorare il territorio, incontrare comunità differenti e mettere in relazione patrimoni culturali e linguaggi contemporanei.
Per informazioni sul festival e sugli appuntamenti è possibile consultare il sito ufficiale www.pedrasetsonus.it.
[O.M.]


